Mele contaminate? Il Governo del Belgio critica la ong Pan Europe
Mele in esposizione da Eurospin il 13.12.2022 (copyright: Fm)
Il Ministero della Salute del Belgio critica lo studio della ong PAN (Pesticide Action Network) Europe reso pubblico il 29 gennaio sulle mele “contaminate con cocktail di pesticidi” e critica i media che diffondono la notizia senza verificarla, creando allarmismo, quello sì dannoso per la salute delle persone, se la conseguenza è che riducano il consumo di mele e altra ortofrutta. Le sostanze individuate non solo sono autorizzate dalla legge ma sono anche entro i limiti previsti dalle normative vigenti, quindi non rappresentano un pericolo per i consumatori
Dalla Redazione
La ong PAN (Pesticide Action Network) Europe ha reso pubblico il 29 gennaio 2026 uno studio che ha analizzato 59 campioni di mele, tra cui le varietà Gala e Golden Delicious, prelevate in 13 Paesi europei: Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna, Svizzera e Ungheria. Il motivo? Capire il contenuto di pesticidi delle mele, uno dei frutti più consumati in Europa, sopratutto nei mesi freddi.
I risultati dello studio di Pan Europe evidenziano la contaminazione dell’85% delle mele convenzionali analizzate con cocktail di pesticidi. Sebbene la legge lo preveda – ammette la ong – l’UE non valuta ancora la tossicità dell’esposizione a cocktail di pesticidi. I risultati dell’indagine mostrano anche che il 7% delle mele convenzionali testate non conteneva residui. Il 64% delle mele analizzate contenevano almeno un pesticida PFAS, mentre il 36% conteneva pesticidi neurotossici.
La critica del Ministero della Salute del Belgio
La popolazione europea è in pericolo come Biancaneve? O le conclusioni sono un po’ esagerate? Maarten Trybou, capo del servizio Pesticidi e Fertilizzanti del Ministero della Salute del Belgio, critica che il messaggio di PAN Europe sia stato ripreso acriticamente da diversi media. Tra gli altri, in Italia, da Il Fatto Alimentare con il titolo “Pesticidi nelle mele: lo studio shock di Pan Europe”. Trybou non ritiene né sorprendente né preoccupante la presenza di residui di prodotti fitosanitari sulla buccia delle mele.
“Il discorso ricorrente di PAN Europe – sostiene Maarten Trybou – è che la presenza di prodotti sarebbe di per sé problematica. Tuttavia, ciò che è veramente importante è il rischio per il consumatore. Stiamo parlando di sostanze autorizzate, la cui presenza è prevedibile. Finché rimangono al di sotto dei limiti di sicurezza, non vi è alcun problema. Non comprendo quindi perché se ne faccia un caso così grave”. Per Trybou, lo studio è quindi una tempesta in un bicchiere d’acqua: “Vogliono scandalizzare, e i ‘pesticidi’ si prestano bene a questo scopo”.
I prodotti agricoli venduti per il consumo sono soggetti a un limite massimo di residui (LMR). Si tratta della quantità massima che può essere presente su un frutto. Secondo Trybou, tali quantità sono molto al di sotto di un livello dannoso. “I nostri standard di sicurezza sono molto, molto elevati”, afferma Trybou. “Trovo quindi molto discutibile il consiglio che danno ai consumatori di sbucciare le mele. In questo modo si eliminano proprio le parti più nutrienti. La maggior parte delle vitamine si trova nella buccia. Il loro messaggio fa più male che bene”.
Anche il cosiddetto “effetto cocktail”, contro cui mette in guardia PAN Europe, è irrilevante secondo Trybou. A suo avviso, la sicurezza alimentare dei prodotti fitosanitari è sottoposta a controlli intensivi. “L’agenzia alimentare FAVV, proprio come PAN Europe, controlla che le norme di sicurezza siano rispettate. L’Efsa raccoglie poi tutti questi risultati per verificare se l’insieme degli effetti cumulativi possa comunque comportare un rischio. E la conclusione è sempre che non vi è alcun problema. È quindi deplorevole che i media riprendano questo messaggio di PAN Europe senza verificarlo”.
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