Bonduelle, ricavi in frenata nel primo semestre 2025/26 ma utili in miglioramento
Saint Priest, France - June 18, 2017: Bonduelle logo on a wall. Bonduelle is a French company producing processed vegetables
Il Gruppo Bonduelle chiude il primo semestre 2025/26 con ricavi in lieve calo a 1,11 miliardi (-0,7%), ma con una redditività in miglioramento. In un contesto di consumi deboli in Europa e negli Stati Uniti, il gruppo beneficia della crescita di Cassegrain in Francia, dei mercati emergenti e delle vendite a marca del distributore
Dalla Redazione
Il Gruppo Bonduelle chiude il primo semestre dell’esercizio fiscale 2025/26 con risultati complessivamente stabili, pur in un contesto di mercato poco favorevole. I ricavi si attestano a 1,111 miliardi di euro, in flessione dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+0,3% a dati comparabili), mentre la redditività mostra segnali di tenuta e miglioramento. In sostanza, come emerge dai dati riportati dal sito finanziario Boursier.com, il colosso dei vegetali in conserva e surgelati e della IV gamma riesce a mantenere l’equilibrio dei conti nonostante consumi deboli in Europa e negli Stati Uniti e un quadro competitivo complesso.
Bonduelle, che distribuisce circa 500 varietà di prodotti in una centinaia di mercati e promuove a livello globale la transizione verso una dieta più ricca di vegetali, continua infatti a generare crescita in alcune aree chiave, compensando la frenata dei ricavi complessivi.
Ricavi in frenata ma dinamiche positive in alcuni mercati
Nel dettaglio, la performance del semestre è maturata in un contesto di consumo poco favorevole sia in Europa sia negli Stati Uniti. A sostenere i risultati sono stati in particolare la crescita del marchio Cassegrain in Francia, lo sviluppo del brand Bonduelle nei Paesi emergenti e l’aumento delle vendite a marchio del distributore in Europa.
Quest’ultimo trend è stato favorito anche dall’introduzione di dazi doganali compresi tra il 31% e il 54,3% sull’import di mais cinese, che ha rafforzato la competitività delle produzioni europee. Nel complesso, l’Europa rappresenta circa il 60% del giro d’affari del gruppo, mentre i mercati extraeuropei coprono la restante parte.
Secondo Boursier.com, il secondo trimestre dell’esercizio ha mostrato segnali di miglioramento: il fatturato è cresciuto dell’1,1% a dati comparabili e dello 0,5% nei dati pubblicati, grazie a una dinamica più favorevole dell’attività nella parte finale del periodo in Europa.
Migliora la redditività
Sul fronte della redditività, il gruppo registra un risultato operativo corrente di 50,5 milioni di euro a tassi di cambio correnti, con un margine operativo del 4,5% rispetto al 4,3% dell’esercizio precedente. Il dato segna una crescita del 5,1% nei dati pubblicati, pur registrando un calo del 2,2% a tassi di cambio costanti.
Il risultato netto consolidato raggiunge 56,5 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto ai circa 5 milioni registrati nello stesso periodo dell’esercizio precedente, grazie – come evidenziato da Boursier.com – al miglioramento del risultato delle attività operative e a una gestione più rigorosa del portafoglio di attività.
Situazione finanziaria e prospettive
Secondo Boursier.com, la stagionalità dell’attività determina tradizionalmente un livello di indebitamento più elevato al 31 dicembre, non rappresentativo dell’indebitamento medio dell’anno. Al termine del semestre la posizione finanziaria netta del gruppo, considerando anche la normativa IFRS 16, si attesta a 770 milioni di euro rispetto ai 755,5 milioni dell’anno precedente. Il rapporto tra debito e capitale proprio (gearing) migliora invece a 1,16, rispetto a 1,23 nello stesso periodo dell’esercizio precedente. L’aumento dell’indebitamento è legato soprattutto alla crescita del fabbisogno di capitale circolante.
Guardando al resto dell’esercizio, il gruppo punta a una redditività operativa corrente di circa 80 milioni di euro entro la chiusura dell’anno fiscale al 30 giugno 2026, nonostante le tensioni sui mercati e la pressione su volumi e prezzi di vendita. La riduzione programmata dei volumi produttivi e gli obiettivi commerciali del secondo semestre dovrebbero contribuire a rafforzare la struttura finanziaria del gruppo.
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