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                      Facili, “sani” e senza zuccheri: i marshmallow di mele conquistano TikTok

                      Fino a una settimana fa, aprire i social significava imbattersi in decine e decine di food influencer che, da ogni angolo del mondo, proponevano la loro versione della “Japanese Cheesecake”, il dolce a base di soli due ingredienti – yogurt bianco e biscotti secchi – divenuto virale su TikTok. Ora è il turno degli apple marshmallow: soffici come gli arcinoti cilindretti cotti sulla fiamma e amati soprattutto dai più piccini, sono fatti solo con mele cotte e gelatina. Perché sono così popolari? Perché sono semplici da preparare, non richiedono competenze da chef e sono percepiti come “sani”: si adattano, quindi, ai tempi che corrono

                      di Maddalena de Franchis

                      marshmallow di mele
                      Non avevamo neppure finito di meravigliarci del successo planetario della Japanese Cheesecake (la reinterpretazione casereccia e superveloce della cheesecake tradizionale, a base di soli due ingredienti, yogurt greco e biscotti secchi) che il social network TikTok ha “sfornato” un’altra ricetta virale: i marshmallow di mele. In comune con il trend precedente – e con tutti gli altri tormentoni culinari nati sulla piattaforma, dalla bistecca d’anguria alla tortilla hack – ha certamente la semplicità di preparazione, la presenza di pochi ingredienti e la possibilità di reinterpretare grandi classici in modo creativo.

                       

                      Cosa sono gli “apple marshmallow” e perché impazzano sui social

                      Per prima cosa, è meglio dimenticare gli arcinoti marshmallow di tradizione anglosassone, ovvero quei cilindretti colorati di zucchero e gelatina animale, ipercalorici e amati soprattutto dai bambini. Anche se la consistenza soffice ed elastica ricorda – sia pur lontanamente – i marshmallow, la ricetta che ha preso possesso dei social è molto più semplice e prevede soltanto due ingredienti: mele cotte e gelatina in polvere. Ecco, allora, il segreto del loro successo: un carico di calorie di gran lunga inferiore alla ricetta tradizionale, niente zuccheri aggiunti e un procedimento facile, che si apprende grazie a un video di poco più di un minuto.

                      Frutta gelificata: un concetto nato secoli fa

                      Se il concetto di frutta gelificata poggia, in realtà, su una lunga tradizione dolciaria, radicata in Europa e non solo (basti pensare alle gelatine di frutta, agli orsetti gommosi o, ancora, alla settecentesca pastilà russa), la novità di questa preparazione è proprio nel suo adattamento ai ritmi rapidi del nostro tempo, all’estetica contemporanea e – va detto – all’imperizia culinaria di una larga fetta di umanità, a tutte le latitudini. Due ingredienti facilmente reperibili e un procedimento ridotto all’essenziale sono diventati, così, un divertente “gioco” acchiappaclic. E c’è già chi si è cimentato nella sua versione “ortofrutticola”: tra centinaia di post riversati sui social con l’hashtag #applemarshmallow, spunta anche quello dedicato al “carrot & apple pastilia”, che prevede l’aggiunta di carote pelate e succo d’arancia.

                      marshmallow di mele

                      La mania globale di ricette “healthy” e “super-easy”

                      A garantire la viralità della ricetta non è solo la lista di ingredienti minimal, ma anche l’assenza di farine, latticini e uova, che rende compatibili i marshmallow di mele con molte restrizioni alimentari. La presenza della frutta contribuisce a una percezione di cibo genuino, non processato. Ed è la gelatina – ingrediente spesso invisibile nella narrazione online – a rendere possibile la “magia”: permette, cioè, alla purea di mela – anch’esso ingrediente “invisibile”, associato non di rado ai pasti da ospedale o alle mense delle scuole materne – di assumere quella struttura elastica, spugnosa e soffice che piace tanto al popolo dei social. Provare per credere: ascoltate una delle tante videoricette pubblicate su Instagram senza silenziare l’audio. L’effetto “wow” è assicurato proprio dal rumore che fanno i “cubotti” quando li si spezza. Per chi non fa uso di prodotti di origine animale, al posto di gelatina o colla di pesce si può usare l’agar-agar.

                      La ricetta

                      Se vi abbiamo incuriosito, non resta altro da fare che abbandonare la lettura e mettersi ai fornelli. Non prima, però, di aver letto la ricetta (per 4 persone): sbucciate e tagliate a pezzetti 4 mele e fatele stufare per 10-15 minuti in 170 ml di acqua. Devono risultare tenere ma non sfatte. Una volta ammorbidite, con un frullatore a immersione riducete le mele cotte a una purea fine e fatela raffreddare. Una volta a temperatura ambiente, trasferite la purea nella planetaria con il gancio a “frusta” o in una ciotola capiente con le fruste elettriche, aggiungete 30 g di gelatina in polvere (o agar-agar) e sbattete per 15-20 minuti a velocità medio-alta. Il composto montato è pronto quando appare lucido, candido e denso: deve ricordare, insomma, una meringa.

                      Versate il composto in una teglia da 15×20 cm dai bordi alti rivestita di carta forno, distribuite uniformemente, coprite con pellicola trasparente e riponete in frigorifero per almeno 2 ore, fino a quando non si sarà solidificato. Al momento di servire, dividete il “panetto” spugnoso in grossi cubi. Per permettere al coltello di scivolare e ottenere tagli puliti e uniformi, basta riscaldare leggermente la lama passandola sotto l’acqua calda, asciugarla e, infine, affettare.

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