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                      Fruitimprese, Salvi: “Mancano 100.000 lavoratori in ortofrutta in Italia”

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                      Marco Salvi, presidente di Fruitimprese

                      Grido d’allarme del presidente di Fruitimprese, Marco Salvi: “Il 2025 anno record per il nostro export con 6,7 miliardi di euro, ma il futuro della nostra ortofrutta resta a rischio, le aziende agricole non trovano più personale esperto né giovani da formare: c’è un buco di almeno 100.000 lavoratori. Continua inoltre la ‘decimazione’ degli agrofarmaci a protezione delle colture, attesa per una riforma della regolamentazione. Bene l’avvio delle TEA. Male il dossier imballaggi. Urge trovare nuovi sbocchi per le nostre produzioni e accelerare sull’apertura dei nuovi mercati”

                      Dalla Redazione

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                      Marco Salvi, presidente di Fruitimprese

                      Nell’ampia relazione con cui Marco Salvi, presidente Fruitimprese, ha aperto i lavori della 77esima assemblea annuale dell’Associazione Imprese Ortofrutticole, alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, accanto alle criticità legate alla crisi del commercio globale, all’aumento dei costi dell’energia, alle deludenti politiche europee, si è levato un grido d’allarme su una emergenza che minaccia il futuro della nostra frutticoltura e dell’intera agricoltura italiana: la carenza di manodopera. “Negli ultimi anni si è venuto a creare un vero e proprio buco negli organici delle aziende agricole che non hanno più trovato maestranze esperte, né personale da formare disposto a intraprendere questo lavoro”, ha detto Salvi. “Oggi la situazione è drammatica. Le aziende sono costrette spesso a rinunciare a investimenti di nuovi frutteti o serre”.

                      Purtroppo, ha continuato Salvi, “le soluzioni messe in campo finora si sono dimostrate solamente dei palliativi. Sicuramente le politiche governative di addestrare le maestranze nei loro Paesi di origine e le iniziative per avvicinare i giovani al settore sono da lodare, ma oggi non bastano. Noi di Fruitimprese, recentemente, durante una missione organizzata dal MASAF, abbiamo sottoscritto un accordo con le autorità dell’Uzbekistan per l’arrivo di un primo contingente di 50 lavoratori in Italia, ma il settore ha bisogno di 100.000 persone”.

                      Il decreto flussi, seppur migliorato, rischia di creare sacche di illegalità a causa della discrepanza temporale tra la richiesta del datore e l’arrivo del lavoratore sul territorio italiano, per questo si stima ci siano oggi decine di migliaia di persone nel nostro Paese con il permesso di soggiorno scaduto o che sta per scadere, ma che, per problemi burocratici, non possono accedere ad un posto di lavoro.

                      I lavoratori italiani sono sempre meno e sempre più anziani, i giovani disposti a lavorare nei campi sono pochissimi e disincentivati da un sistema, quello della disoccupazione agricola, che li spinge a limitare il numero di giornate lavorate.
                      Il problema della mancanza della manodopera è gravissimo e promette di peggiorare nei prossimi anni.

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