Nutella Peanut: tutti pazzi per la nuova variante alle arachidi
In Italia deve ancora approdare: solo qualche fortunato ha potuto avvistare dei barattoli durante la fase di test, tenutasi, nei mesi scorsi, in pochi punti vendita selezionati in Italia e Germania. Eppure, sui social cresce giorno dopo giorno l’hype per la Nutella Peanut, versione inedita della crema spalmabile che ha trasformato l’azienda Ferrero nel gigante mondiale che oggi conosciamo. È la prima innovazione di gusto, per Nutella, in oltre sessant’anni di storia: in attesa di assaggiarla, ecco cosa sappiamo degli ingredienti e del nuovo sapore
di Maddalena De Franchis
È stata già salutata come la novità dell’anno, o forse del secolo, dal momento che, per Nutella, è la prima innovazione di gusto in oltre sessant’anni di storia: dopo una fase di test di mercato in un numero limitato di punti vendita negli Stati Uniti e in Europa (in particolare, in Italia e Germania), è pronta a invadere i supermercati di tutto il mondo la Nutella Peanut, crema spalmabile al sapore di arachidi.
Tormentone social
Virale ormai da settimane sui social – grazie ai post diffusi dai pochi fortunati che l’hanno testata nella fase di sperimentazione – la nuova versione della crema-icona di Ferrero non rimpiazza semplicemente le nocciole con le arachidi, ma crea una sorta di sovrapposizione tra i due ingredienti, in un equilibrio inedito. In una nota diffusa dal colosso di Alba (Cn) si legge, infatti, che “l’esperienza sarà decisamente orientata alle arachidi, con l’anima familiare della nocciola ancora presente in sottofondo”. L’azienda non ha fornito, tuttavia, ulteriori dettagli sui tempi di lancio e distribuzione nelle varie aree geografiche: ciò che sappiamo per certo, oggi, è che la Nutella Peanut è approdata negli Stati Uniti (per ora, nelle catene di supermercati Walmart, Aldi e Target) e in Canada.
L’ennesimo burro di arachidi? No, crema di arachidi con cacao
Prodotta negli stabilimenti di Franklin Park, Illinois e Parsippany, New Jersey, la nuova versione si rivolge, in effetti, principalmente al mercato nordamericano, già avvezzo alla tradizione del “burro di noccioline”, visto in centinaia di film e serie tv e presente assiduamente sulle tavole dei cittadini statunitensi. Nella ricetta, le arachidi hanno preso il posto, di fatto, delle nocciole (che però non spariscono), con una base del 14% circa di farina di arachidi, mentre le arachidi in ‘purezza’ costituiscono il 22% del prodotto: non manca, infine, una piccola parte di cacao e nocciole (intorno al 5%) per non disperdere del tutto il classico gusto della Nutella. Con buona pace di nutrizionisti e ambientalisti, torna anche in questa versione l’olio di palma, aggiunto per garantire alla crema spalmabile quella consistenza morbida, fluida e ben emulsionata che le consente di essere spalmata agevolmente su waffle, pancake o fette di pane.
Anche la Nutella alle arachidi sarà 100% vegan
C’è, tuttavia, un dettaglio che farà felici molti consumatori: dopo il riscontro positivo della Nutella plant based, anche la Nutella Peanut sarà completamente vegetale. A differenza della versione tradizionale, infatti, non contiene latte scremato in polvere; dunque, può essere consumata da chi segue una dieta vegana o è intollerante al lattosio. Gli ingredienti principali includono, oltre allo zucchero in dosi generose, arachidi, olio di palma, farina di arachidi, cacao e nocciole. Questa scelta – precisano dal colosso piemontese – risponde alle esigenze in continua evoluzione dei consumatori: “Nutella Peanut – dicono – offre la stessa esperienza cremosa che i fan conoscono e amano, ora mescolata con il gusto delle arachidi tostate. I nostri fan ce lo chiedevano da anni”.
Lo stop alle nocciole turche
Non sembra che ci sia un legame, dunque, fra il lancio della Nutella alle arachidi e la crisi produttiva della nocciola che, da circa un anno a questa parte, ha seminato il panico fra i player del settore dolciario. La crisi, dovuta specialmente a eventi atmosferici avversi nelle principali aree produttrici – ha provocato, lo scorso autunno, un’impennata dei prezzi tale da convincere Ferrero a sospendere temporaneamente gli acquisti di nocciole turche. Ne avevamo parlato qui: a ottobre 2025, il colosso di Alba – che consuma circa un quarto della produzione mondiale di nocciole e, nei mesi scorsi, si è visto costretto ad attingere alle proprie scorte e rifornirsi da Cile e Stati Uniti – aveva sospeso gli acquisti di nocciole turche, dopo che il prezzo era quasi raddoppiato dall’inizio dell’estate (da 9.000 a 18.000 dollari a tonnellata). La Turchia, naturalmente, non l’aveva presa bene: i media avevano parlato di una possibile multa da parte della locale Autorità garante della concorrenza e del mercato, in quanto l’accordo in essere tra Ferrero e il Paese prevedeva che il gruppo dolciario acquistasse almeno 45mila tonnellate di frutti ogni anno (e per il 2025 non si è andati oltre quota 30mila).
Il packaging
Tornando all’ambito barattolo – per ora visualizzabile solo sullo schermo – si nota subito che sì, il logo resta invariato, ma cambia il colore di fondo. Per valorizzare al massimo le arachidi, Nutella Peanut diventa arancione dal tappo all’etichetta. Dietro alla scritta compare il disegno della crema spalmabile stessa, circondata da noccioline e cacao. Sparisce, quindi, l’immagine della cara vecchia fetta di pane attorniata dalle nocciole, rappresentata anche nella versione plant based.
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