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                      “Il ministero? Fa danni e noi paghiamo”. Il caso delle arance egiziane

                      Arance-Egiziane-bionde

                      Arance bionde egiziane

                      Riceviamo e pubblichiamo una lettera di protesta dal titolo “Il ministero fa i danni e noi paghiamo”, inviata da Giorgio Mancuso, amministratore dell’azienda Viento Tropical di Spinetoli (AP), specializzata nell’importazione e distribuzione di frutta esotica e in contro stagione. L’oggetto dello sfogo, così lo potremmo definire, è un container di arance egiziane che per colpa della burocrazia italiana, in particolare le analisi sulla merce, è rimasto 15 giorni in porto con un addebito di spesa pari a 4.115 euro su un valore commerciale della merce di circa 16.000 euro. Vediamo i dettagli…

                      Dalla Redazione

                      Arance-Egiziane-bionde

                      Arance bionde egiziane

                      Giorgio Mancuso: “Lo Stato serve per proteggere e sostenere i cittadini, giusto? Noi di Viento Tropical importiamo frutta, e l’episodio che voglio segnalare riguarda un container di arance provenienti dall’Egitto. Segnalo che nel mese di maggio la produzione nazionale è quasi completamente esaurita e l’importazione di un prodotto sano e genuino dal vicino Egitto va a soddisfare le richieste dei cittadini che anche nel periodo più caldo consumano volentieri una spremuta di arance fresche, preferendola magari a una bibita confezionata e piena di zuccheri, sicuramente meno salutare”.

                      “Bene – continua Giorgio Mancuso – tralasciando tutto il lavoro necessario per effettuare le importazioni, gli anticipi finanziari necessari per l’acquisto delle arance in Egitto e la necessità di avere un’organizzazione efficiente per poter seguire tutte le pratiche doganali, diciamo che riusciamo ad importare circa 24 tonnellate di arance con un valore di mercato di circa 16.000 euro. Tutto ciò dopo aver selezionato i migliori produttori egiziani, cercando di evitare l’arrivo di prodotti scadenti, ma anche possibili truffe, sempre presenti nel nostro settore. Fin qui tutto bene, diciamo che siamo nella normalità del rischio d’impresa“.

                      Giorgio Mancuso illustra poi il timing del container di arance egiziane una volta arrivato in Italia.

                      09/11 – sabato – arrivo nel porto italiano

                      11/05 – lunedì – nessuna movimentazione causa mancanza ricezione delivery

                      12/05 – martedì – nessuna movimentazione causa rottura carroponte

                      13/05 – mercoledì – movimentato in area PIF per prelievo campioni da sottoporre ad analisi

                      Il Ministero della Sanità vuole effettuare un prelievo per verificare che sulle arance non siano presenti residui chimici vietati o altre sostanze dannose per la salute dei cittadini. “Va bene anche questo – commenta Giorgio Mancuso di Viento Tropical – la salute dei cittadini va tutelata senza alcun dubbio, è una priorità, anche se, ad onor del vero, occorre dire che la merce è già accompagnata da un certificato fitosanitario rilasciato dalle Autorità competenti in Egitto. Comunque la Sanità italiana blocca la merce in porto, preleva un campione ed effettua le analisi”.

                      22/05 – venerdì – ricezione esito analisi sanitarie: esito negativo (semaforo verde). Dopo 10 giorni!!!

                      25/05 – lunedì – visita ispettive AGE + Dogana

                      Tempo necessario per eseguire le analisi e ricevere i risultati: 10 giorni!

                      Dall’arrivo della merce alla nostra ricezione – sottolinea Giorgio Mancuso – passano 15 giorni. Per un frutto fresco non sono pochi, e poi ci si lamenta la frutta che mangiamo è conservata a lungo nei frigoriferi. Inoltre le condizioni di mercato e ciò che il 9 maggio poteva essere un buon affare magari il 25 maggio è un pessimo affare. Ma tralasciamo anche questo particolare. Sapete quali sono i costi che l’importatore deve affrontare per la permanenza del container nel porto per tutto questo tempo? Esattamente 4.115 euro. Tutto documentato”.

                      “Adesso qualcuno ci dovrebbe spiegare – incalza l’amministratore di Viento Tropical –  quando mai si riescono ad aver guadagni del 25% nell’importazione della frutta. Se noi abbiamo speso il 25% del valore della merce a causa del Ministero della Salute per noi il danno è evidente e sicuramente la voglia di importare i prodotti ci passa. Questo è il modo migliore per tutelare il cittadino e permettere anche l’incremento delle attività commerciali?”

                      “Mi direte che siamo bravi a lamentarci – conclude Giorgio Mancuso – e che non ci sono alternative. E no! Le alternative ci sono, eccome. Prima di tutto bisognerebbe effettuare le analisi in tempi ragionevoli, due o tre giorni al massimo. Inoltre permettere a chi importa di conservare la merce dove ritiene più opportuno, senza poterla vendere. Sicuramente conservare 20 pallet di merce per 15 giorni in frigorifero non ci costa 4.000 euro, anche se il costo dell’energia elettrica è sempre in aumento. Ogni ulteriore commento mi sembra superfluo. Grazie Italia!”

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