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                      Opera La Pera: campagna dura, la sfida è far crescere le rese per ettaro

                      La campagna commerciale 2025/2026 di Opera La Pera si è sviluppata in un contesto particolarmente complesso, caratterizzato da una forte contrazione dei volumi disponibili, da rese produttive ancora ridotte e da una pressione concorrenziale europea molto aggressiva in termini di volumi e di prezzi.

                      “In una campagna così impegnativa, la nostra priorità è stata difendere il valore delle produzioni conferite dai soci, con particolare attenzione alle varietà di pere più distintive e maggiormente riconoscibili dal mercato – dichiara il direttore Manuel Manfredi -. Su Abate e Williams siamo riusciti a mantenere un presidio commerciale importante, soprattutto sui calibri nobili e sulle partite di migliore qualità. Con rese produttive così basse per l’Abate era indispensabile operare in questa direzione: la strategia adottata ha consentito di valorizzare al meglio il prodotto conferito dai soci riuscendo a salvaguardare livelli soddisfacenti di prezzo sulle partite più qualificate. Anche la Williams ha confermato il proprio ruolo centrale nel comparto delle pere – prosegue Manfredi -. Grazie a una gestione commerciale attenta e programmata, siamo soddisfatti del risultato finale, nonostante alcune difficoltà riscontrate sul comparto industriale”.

                      Più complesso si è confermato l’andamento delle varietà maggiormente esposte alla concorrenza internazionale o interessate da una domanda strutturalmente più debole, a conferma della necessità di concentrare gli sforzi sulla valorizzazione delle produzioni più distintive e sulla differenziazione della pera italiana rispetto alle alternative estere.

                      “Il tema vero resta quello della sostenibilità produttiva: la difesa del prezzo è indispensabile, ma da sola non può compensare rese per ettaro ancora troppo basse – conclude Manfredi -. La sfida dei prossimi anni sarà recuperare produttività, efficienza e valore, senza arretrare sul posizionamento delle varietà che il mercato continua a riconoscere come distintive della storica pericoltura italiana”.

                      In vista della campagna 2026/2027, Opera La Pera continuerà a sviluppare l’attività nel rispetto della propria mission, con l’obiettivo primario di valorizzare al meglio le pere dei Soci delle OP Apo Conerpo e Orogel, mantenendo quindi piena centralità nella gestione del prodotto.

                      Il Consiglio di Amministrazione di Opera, su richiesta dei soci Patfrut, Pro.Pa.R. e Naturitalia, ha deliberato di avviare una deroga commerciale circoscritta alla fatturazione centralizzata tramite Opera, limitatamente alla stagione 2026/27. Tale deroga è riferita solo al quantitativo prodotto dai soci interessati, che rappresenta un volume appena superiore al 10% del prodotto previsto in conferimento.

                      “Opera è una cooperativa e, come tale, ha il dovere di valutare le esigenze dei propri Soci, anche quando queste richiedono soluzioni non ordinarie – dichiara Adriano Aldrovandi, presidente di Opera La Pera -. Il Consiglio di Amministrazione ha scelto un approccio responsabile e pragmatico: Opera vuole continuare a valorizzare, gestire e difendere le pere dei propri Soci con la centralità avuta dalla sua nascita sino ad oggi”. 

                      Restano infatti pienamente confermate le funzioni centrali di Opera: commercializzazione delle pere dei propri soci, custodia e regolamentazione del marchio, raccolta e monitoraggio dei dati analitici di mercato, coordinamento tra i Soci e rappresentanza nei tavoli comuni, in particolare in ambito UNAPera.

                      “Opera La Pera quindi guarda alla prossima campagna con le priorità di sempre – conclude il presidente Aldrovandi -: proseguire nel miglioramento dell’efficienza commerciale e operativa, tutelare le proprie pere, anche attraverso il marchio Opera e la Pera dell’Emilia-Romagna IGP, salvaguardando il valore distintivo della pera italiana”.

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