Tea, l’Europa apre alle nuove biotecnologie agricole: svolta per l’innovazione
A venticinque anni dal no agli Ogm, l’Unione europea apre alle nuove tecniche genomiche. Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il regolamento sulle Tea, o Ngt. Le nuove norme puntano a favorire varietà più resistenti a clima, parassiti e malattie. Plauso dal mondo agricolo e sementiero, che parla di svolta storica per la competitività. Critiche da FederBio e AssoBio, preoccupate per tracciabilità, etichettatura e principio di precauzione
Dalla Redazione
A venticinque anni dal no agli Ogm, l’Europa apre ufficialmente la strada alle nuove biotecnologie agricole. Ieri, 17 giugno, la plenaria del Parlamento europeo ha approvato in via definitiva, a Strasburgo, il regolamento che autorizza la sperimentazione, l’utilizzo e, dopo due anni, anche la vendita delle varietà ottenute attraverso le nuove tecniche di evoluzione assistita: le Tea, o Ngt.
Rispetto agli Ogm tradizionali, queste tecniche non prevedono l’inserimento di Dna estraneo nella pianta, ma consentono di accelerare processi che potrebbero avvenire naturalmente. Fino a oggi, in assenza di una normativa specifica, le Tea erano state equiparate agli Ogm da una sentenza della Corte Ue e quindi sottoposte ai divieti previsti dalla direttiva del 2001.
Con le nuove regole, spiega l’Europarlamento, l’obiettivo è favorire l’accesso a piante più resistenti ai cambiamenti climatici e ai parassiti, capaci di garantire rese più elevate e un minore impiego di fitofarmaci.
Il plauso del ministro Lollobrigida
“L’approvazione in via definitiva del Parlamento europeo al regolamento sulle Tea rappresenta una svolta storica per l’agricoltura europea e un risultato che l’Italia ha sostenuto con determinazione fin dall’inizio. Una risposta concreta alle sfide che il settore primario è chiamato ad affrontare”, dichiara il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che aggiunge: “L’Italia è stata apripista in Europa, investendo nella sperimentazione e sostenendo una visione chiara. Un passaggio necessario per rafforzare la competitività dell’agricoltura europea e dare risposte concrete alle imprese”,
Assosementi: “Pietra miliare per l’innovazione agricola”
“Si tratta di una pietra miliare per il miglioramento genetico vegetale e per la competitività dell’agricoltura europea” ha dichiarato Giuseppe Carli, presidente di Assosementi. “Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno riconosciuto che innovazione, produttività e apertura alle nuove tecnologie sono elementi indispensabili per affrontare le sfide che attendono il settore agricolo. Le TEA potranno contribuire allo sviluppo di nuove varietà capaci di rispondere più efficacemente ai cambiamenti climatici, alla diffusione di nuovi patogeni e alla necessità di utilizzare in modo più efficiente le risorse naturali”.
Coldiretti e Filiera Italia: svolta epocale per l’agricoltura
Le nuove tecniche genomiche non hanno nulla a che fare con i vecchi Ogm transgenici – ricordano Coldiretti e Filiera Italia – ma permettono di riprodurre in modo mirato i meccanismi della selezione naturale per rispondere alle crescenti sfide ambientali e produttive. Non si tratta di nuove specie, ma di un’evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’oidio, con benefici anche sul fronte della riduzione degli agrofarmaci.
Il no di FederBio e AssoBio
“Niente più valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura. Una decisione che indebolisce il principio di precauzione, riduce la trasparenza per cittadini e operatori e rischia di compromettere la libertà di scelta lungo l’intera filiera agroalimentare europea»: così FederBio e Assobio sulla deregulation approvata dal Parlamento europeo sui nuovi Ogm.
“L’approvazione di questa normativa rappresenta un arretramento sul piano della trasparenza e delle garanzie per agricoltori e consumatori – dichiarano Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, e Nicoletta Maffini, presidente di AssoBio – Restano irrisolte questioni fondamentali come la tracciabilità lungo la filiera, l’etichettatura dei prodotti destinati ai consumatori e la disponibilità di metodi affidabili di identificazione e rilevamento. Senza questi strumenti sarà sempre più difficile garantire la separazione tra filiere OGM e non OGM, con conseguenze particolarmente gravi per il settore biologico”.
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