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                      Caldo record, stop nei campi nelle ore critiche e cassa integrazione in deroga

                      Con l’ondata di caldo che investe l’Italia, il Governo reintroduce le misure per sospendere o ridurre le attività lavorative nelle ore più calde, con accesso alla cassa integrazione. Un provvedimento che interessa da vicino l’agricoltura, dove mezzo milione di addetti è impegnato nelle raccolte estive tra emergenza climatica e siccità

                      Dalla Redazione

                       

                      caldo lavoro nei campi

                      L’ondata di caldo che sta interessando l’Italia e gran parte dell’Europa riporta al centro il tema della tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature. Con il decreto Infrastrutture approvato dal Consiglio dei ministri, il Governo ha infatti reintrodotto le misure già adottate negli anni scorsi che consentono alle aziende di sospendere o ridurre l’attività lavorativa in presenza di eccezionali ondate di calore, con la possibilità di accedere in deroga agli ammortizzatori sociali.

                      Una decisione che interessa da vicino il settore agricolo, proprio nel momento in cui entra nel vivo la stagione delle raccolte di frutta, verdura e cereali.

                      Caldo estremo e allerta in crescita

                      Secondo il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, riportato da Ansa, le città da bollino rosso continuano ad aumentare: 15 nella giornata del 23 giugno, 16 il giorno successivo e 17 nella giornata del 25. Tra i capoluoghi interessati figurano, tra gli altri, Bologna, Milano, Roma, Torino, Firenze, Venezia e Verona.

                      In questo contesto, il Consiglio dei ministri ha approvato una norma che, come spiegato da Palazzo Chigi, reintroduce la possibilità per alcuni operatori economici di sospendere o ridurre l’attività lavorativa a causa delle eccezionali ondate di calore, con conseguente accesso in deroga al trattamento di cassa integrazione.

                      Raccolte estive e tutela dei lavoratori agricoli

                      La misura assume particolare rilevanza per l’agricoltura. Coldiretti ricorda in una nota che nelle campagne italiane sono attualmente impegnati circa 500 mila lavoratori nelle attività di raccolta estiva. L’organizzazione sottolinea come la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione in caso di sospensione delle attività risponda alla necessità di tutelare la salute degli addetti senza compromettere la gestione delle coltivazioni.

                      Coldiretti evidenzia inoltre che la proposta era stata avanzata al ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone e successivamente recepita dal Governo. Già nelle scorse settimane, in concomitanza con l’entrata in vigore delle ordinanze regionali contro il caldo, l’organizzazione aveva diffuso indicazioni operative alle aziende agricole associate. Tra le misure suggerite figurano la disponibilità di acqua e aree ombreggiate per le pause, l’utilizzo di cappelli e abbigliamento leggero e traspirante, oltre alla riorganizzazione dei turni di lavoro.

                      Stop nelle ore centrali e turni rimodulati

                      Particolare attenzione viene riservata alle fasce orarie più critiche della giornata. Le attività più pesanti possono essere sospese o ridotte nelle ore centrali, quando le temperature raggiungono i livelli più elevati, privilegiando invece il lavoro nelle prime ore del mattino, in serata o, dove necessario, nelle ore notturne.

                      Una scelta che punta a conciliare la sicurezza dei lavoratori con le esigenze produttive. Tra fine giugno e settembre, infatti, arriva a maturazione una quota significativa della produzione ortofrutticola nazionale e dei cereali. Interruzioni prolungate delle operazioni di raccolta potrebbero compromettere qualità e disponibilità dei prodotti, con ripercussioni economiche per le aziende e per l’intera filiera.

                      Non solo caldo: resta l’emergenza siccità

                      L’emergenza climatica non riguarda soltanto le alte temperature. Come riportato dal Sole 24 Ore, il Consiglio dei ministri ha prorogato fino al 15 settembre 2026 l’incarico di Fabio Ciciliano come Commissario straordinario nazionale per gli interventi urgenti legati alla scarsità idrica.

                      Nel frattempo, diverse aree del Paese stanno intensificando il monitoraggio delle risorse idriche. Una questione particolarmente sentita anche dall’agricoltura, dove il caldo record sta facendo aumentare i costi aziendali legati all’irrigazione delle colture. Secondo Coldiretti, il peso economico dell’emergenza è aggravato anche dai rincari energetici che incidono sulle spese necessarie per garantire l’approvvigionamento idrico nei campi.

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