Ortofrutta, Marcias: “La pubblicità è l’assicurazione sulla vita del brand”
Katia Marcias di Vediamocreativo
Come stanno comunicando le aziende del settore ortofrutta in Italia? Vale la pena investire sul proprio brand con campagne di comunicazione strutturate? Come sta evolvendo la comunicazione tra social media e intelligenza artificiale? Da cosa si incomincia per comunicare nel modo giusto? Lo abbiamo chiesto a Katia Marcias di VediamoCreativo, agenzia di comunicazione specializzata nel settore food. “Il settore ortofrutta? Molto lontano dal ruolo da protagonista che meriterebbe”
Dalla Redazione
Chi è Vediamocreativo?
Faccio questo lavoro dal 2004, ma è nel 2013 che è nata VediamoCreativo, l’agenzia di comunicazione che ho fondato insieme a mia sorella Laura Marcias. Siamo una realtà specializzata nella comunicazione del settore Food, capace di occuparsi di ogni progetto a 360 gradi: dalla creazione dell’identità del brand alle campagne TV, fino alla comunicazione digital e allo studio del packaging. Con i nostri clienti amiamo costruire un rapporto vero, basato sull’ascolto, sul confronto continuo e sulla fiducia reciproca. Per noi non esistono barriere o ruoli rigidi, ma solo una collaborazione sincera e la voglia di trovare insieme la strada migliore.
Quando accendiamo il motore delle idee, ci mettiamo al lavoro con passione, metodo e quel pizzico di “fuori dagli schemi” che fa la differenza. Ogni progetto per noi è una vera e propria missione creativa, e sono proprio le sfide più belle a farci battere il cuore. Non amiamo le soluzioni preconfezionate: preferiamo costruire strategie e contenuti su misura, studiati per parlare con la voce giusta, al pubblico giusto e nel momento perfetto. Scegliere Vediamocreativo significa guadagnare idee fresche, una cura maniacale per i dettagli e un team affiatato che lavora con il cliente, e non semplicemente per il cliente, dando vita a contenuti autentici che riflettono la vostra vera essenza.
Qual è il tuo giudizio sul modo di comunicare delle aziende italiane del settore ortofrutticolo?
Il settore ortofrutticolo italiano, a parte pochissime e virtuose eccezioni, è ancora molto lontano dal ruolo da protagonista che meriterebbe e che potrebbe potenzialmente ricoprire nel panorama economico e culturale del nostro Paese. Di conseguenza, la comunicazione attuale non è altro che lo specchio fedele di questa mancata consapevolezza.
Troppo spesso ci si limita a una comunicazione istituzionale, piatta e legata a vecchi schemi logici di pura “informazione di servizio” o di prezzo, senza valorizzare l’identità, il territorio e le storie umane che ci sono dietro ogni prodotto. Manca la percezione del valore strategico del brand.
Per fare il salto di qualità, le aziende italiane devono capire che comunicare l’ortofrutta oggi non significa solo mostrare un buon prodotto, ma creare una cultura del prodotto, posizionandolo come un elemento centrale del benessere, della sostenibilità e dell’eccellenza agroalimentare. C’è un potenziale narrativo immenso che aspetta solo di essere espresso con strategie su misura, idee fresche e un linguaggio finalmente contemporaneo e autentico.
Come sta evolvendo la comunicazione tra social network e intelligenza artificiale?
L’evoluzione della comunicazione sui social network, accelerata dall’avvento dell’intelligenza artificiale, offre oggi potenzialità tecniche straordinarie: automazione, analisi dei dati in tempo reale e una velocità di produzione di contenuti mai vista prima.
Tuttavia, questa transizione mette in luce una verità fondamentale: conoscere e padroneggiare tutti gli strumenti a disposizione è necessario, ma non basta.
La tecnologia è un amplificatore, non un sostituto del pensiero. Il vero fulcro rimane la visione strategica: se non si ha chiaro cosa si vuole comunicare, chi si vuole raggiungere e quale identità si desidera trasmettere, nessun algoritmo o strumento, per quanto avanzato, potrà mai essere quello corretto.
L’errore più comune oggi è farsi guidare dallo strumento anziché dal progetto. L’intelligenza artificiale e i social network funzionano al massimo delle loro potenzialità solo quando sono guidati da una regia umana forte, capace di infondere autenticità, etica e coerenza. Senza una visione strategica a monte, la comunicazione rischia di diventare un rumore di fondo standardizzato e privo di anima; con una visione chiara, invece, la tecnologia diventa il motore perfetto per far decollare contenuti su misura e di valore reale.
Alcune aziende, anche di grandi dimensioni, ritengono superflua la pubblicità: hanno ragione?
Nel settore ortofrutticolo questo errore è amplificato da un enorme equivoco strutturale. Moltissime aziende, anche di grandi dimensioni, pensano che il loro unico cliente sia la grande distribuzione organizzata (GDO). Ragionano esclusivamente in ottica b2b (business to business): “Se ho convinto il buyer del supermercato a mettere le mie cassette sui banchi, il mio lavoro è finito”.
Questo è un cortocircuito pericoloso. Il vero obiettivo di lungo periodo non è semplicemente riempire lo scaffale, ma influenzare il cliente finale che davanti a quello scaffale deve fare una scelta.
Se non fai pubblicità e non crei un brand: Il tuo prodotto resta una commodity anonima (un pomodoro vale l’altro, una mela vale l’altro). Di conseguenza, l’unico terreno su cui potrai competere con gli altri produttori sarà il prezzo più basso, erodendo i tuoi margini.
Se invece comunichi direttamente al consumatore: crei valore, fiducia e riconoscibilità. Quando il cliente finale va al supermercato e cerca attivamente il tuo brand perché ne sposa i valori, la qualità o il racconto, la GDO è costretta a tenerti sullo scaffale. In quel momento, il potere contrattuale si ribalta a tuo favore.
La pubblicità non è un costo superfluo, è l’assicurazione sulla vita del brand: serve a creare la domanda alla fonte, l’unica vera forza che muove l’intera catena commerciale.
Da cosa dovrebbe partire un’azienda del settore ortofrutta per iniziare a comunicare nel modo giusto?
Un’azienda dell’ortofrutta che vuole iniziare a comunicare nel modo giusto deve compiere un passo preliminare fondamentale, che purtroppo viene spesso saltato: deve partire dalla consapevolezza di se stessa.
Prima ancora di scegliere i canali digitali, pianificare campagne o investire budget, l’azienda deve guardarsi dentro e trovare le risposte a tre domande chiave: chi è, qual è la sua storia e quali sono i suoi veri prodotti.
In un mercato affollato, la comunicazione efficace non si inventa a tavolino con formule magiche; si costruisce partendo dalla propria identità autentica.
Solo quando un’azienda ha acquisito questa profonda consapevolezza interna è davvero pronta per comunicare all’esterno. Solo allora è possibile costruire una strategia e contenuti su misura, capaci di parlare con la voce giusta e di arrivare dritti al cuore del pubblico giusto.
Un esempio di buona comunicazione
Nel panorama generale, è sempre di ispirazione senza dubbio Mulino Bianco. È un brand che continua ad evolvere mantenendosi costantemente al passo con i tempi, senza mai tradire le proprie radici e la propria tradizione.
Nel settore ortofrutta, non posso che citare l’anguria Gavina, con cui VediamoCreativo collabora.
L’orto di Eleonora con Gavina è riuscita a fare quello che la maggior parte delle aziende ortofrutticole non fa: ha trasformato una commodity anonima in un brand ad altissimo valore percepito. Non hanno semplicemente “prodotto un’anguria più piccola”, l’hanno posizionata sul mercato risolvendo un bisogno reale del consumatore moderno (la praticità del formato per i frigoriferi di oggi, l’assenza di semi, il minor scarto).
Ma la vera svolta è stata la comunicazione: con il claim “I Love Gavina“, l’uso di testimonial freschi e dinamici legati al territorio e campagne multicanale capaci di sbarcare persino sui media digitali più giovani, hanno parlato direttamente al cliente finale. Il risultato? Il consumatore non va al supermercato a comprare “un’anguria qualunque”, va a cercare quella specifica anguria, ribaltando le logiche tradizionali del settore.
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