Ready to drink: NewPrinces investe 100 milioni nel beverage del futuro
I ready to drink trainano la crescita del beverage mentre rallentano gli alcolici tradizionali. In questo scenario NewPrinces investe 100 milioni di euro nell’ex stabilimento Diageo di Santa Vittoria d’Alba, creando Princes Ready to Drink e puntando sullo sviluppo delle bevande, soprattutto analcoliche
Dalla Redazione
Cocktail già pronti, aperitivi in lattina, bevande premiscelate, sempre più spesso anche in versione analcolica: in una parola, “ready to drink” (Rtd). Un segmento che sta ridefinendo gli equilibri del mercato beverage, con crescite a doppia cifra, mentre i consumi di alcolici tradizionali, al contrario, rallentano. Una tendenza che, partita dai mercati anglosassoni, sta prendendo piede anche in Italia e sta spingendo i grandi gruppi industriali a investire in capacità produttiva e nuovi marchi. Tra questi c’è anche NewPrinces, che vede nei ready to drink una delle principali direttrici di sviluppo del proprio business beverage.
Il mercato cresce anche in Italia
A fotografare il fenomeno è un approfondimento pubblicato da Pambianco News, secondo cui i ready to drink rappresentano oggi una delle poche categorie del beverage alcolico in grado di registrare una crescita strutturale. Secondo i dati Circana riportati dalla testata, nella grande distribuzione italiana il segmento vale quasi 26 milioni di euro, con un incremento del 13,4% a valore e del 10% a volume (rilevazione aprile su aprile). A livello internazionale la dinamica è ancora più marcata: nel Regno Unito la categoria cresce a doppia cifra, mentre negli Stati Uniti, nel 2025, i ready to drink a base spirits hanno registrato un +14% a fronte di un calo del 5% dei volumi complessivi di alcol.
Nel Cuneese l’hub Princes Ready to Drink
In questo scenario si inserisce la strategia di NewPrinces, gruppo agroalimentare che negli ultimi mesi ha assunto un ruolo di primo piano anche nella Gdo italiana dopo l’acquisizione delle attività di Carrefour Italia. L’azienda ha infatti deciso di rafforzare la propria presenza nel comparto con un investimento di circa 100 milioni di euro per l’acquisizione dell’ex stabilimento Diageo di Santa Vittoria d’Alba, in provincia di Cuneo, oggi ribattezzato Princes Ready to Drink.
“Abbiamo costituito la più grande piattaforma produttiva di bevande (a base di alcol e analcoliche) in Italia – rimarca Angelo Mastrolia, presidente di NewPrinces, come riporta Pambianco – e questo si integra con il nostro segmento drinks, che fattura circa 350 milioni. Questa combinazione, ne sono sicuro, apre scenari molto interessanti”.
Una strategia che guarda ai consumi del futuro
L’investimento rappresenta anche la base per la prossima fase di sviluppo del business beverage. “Vogliamo incrementare la capacità produttiva al servizio dei nostri clienti del settore drinks e rimaniamo co-packer di Diageo, ma stiamo lanciando anche nuovi prodotti a marchio proprio, soprattutto energy drink che sono oggi i prodotti più moderni”, racconta Mastrolia.
Secondo il presidente di NewPrincess, il cambiamento nelle abitudini di consumo è già evidente: “La domanda dei giovani si orienta sempre più verso il Rtd senza alcol – dice -. Possiamo produrre anche con alcol, ma sembrano avere meno appeal. La stessa Diageo sta introducendo prodotti no alcol e anche i grandi gruppi della birra sono sempre più sullo zero. È una tendenza inarrestabile. L’alcol diventerà una nicchia, una bevanda il cui consumo diventerà sempre più limitato”.
Un business già da 150 milioni di euro
Anche i numeri confermano il peso crescente del comparto all’interno del gruppo. “Il segmento beverage del gruppo raggiunge un fatturato intorno ai 500 milioni e la parte Rtd vale circa 150 milioni”, sottolinea Mastrolia.
Valori che dimostrano come i ready to drink abbiano ormai superato la fase di nicchia e rappresentino una leva di crescita concreta per NewPrinces. Un investimento che si inserisce in un contesto di mercato favorevole, caratterizzato da una domanda in aumento per prodotti pratici, premium e sempre più orientati alle versioni analcoliche, come evidenziato dall’analisi di Pambianco News.
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