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Donnarumma (Eurogroup): “Qualità in ortofrutta? Ecco come si fa”


L’Ad di Eurogroup Italia, società che acquista e vende ortofrutta per il Gruppo Rewe, colosso tedesco della Gdo presente in 14 Paesi europei, è stata una delle protagoniste al femminile dell’ultima edizione di Macfrut. Come si fa la qualità in ortofrutta? Annabella Donnarumma ne ha parlato al convegno organizzato in fiera dall’associazione Le Donne dell’Ortofrutta, di cui è socia onoraria. Ne ha discusso anche con noi, riflettendo su come costruire il rapporto con i fornitori per avere qualità costante e innovazione, su come rendere un prodotto più distintivo e su qual è il ruolo dell’ortofrutta made in Italy all’estero

 

di Carlotta Benini

 

Rewe Eurogroup

Rewe oggi è presente attraverso varie insegne in 14 Paesi europei

“Sono figlia d‘arte. – rivela tracciando la propria autobiografia – Mio padre e mio nonno erano commercianti e già fornitori Rewe”. Lei ha preso il testimone e ha portato avanti la vocazione di famiglia con dedizione e passione, raggiungendo risultati di tutto prestigio. “Ho sacrificato la vita privata sull’altare dell’ortofrutta! Ma non me ne pento”. Si racconta con queste parole sui social dell’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta Annabella Donnarumma, amministratore delegato di Eurogroup Italia, società che acquista e vende ortofrutta per il Gruppo Rewe, colosso tedesco della grande distribuzione presente, in modo diretto o indiretto, attraverso varie insegne (le principali sono Rewe, Billa e Penny Market), in 14 Paesi europei.

 

Annabella Donnarumma è stata una delle protagoniste al femminile dell’ultima edizione di Macfrut: ha infatti partecipato al convegno “La Qualità allo Specchio” promosso dall’associazione “in rosa”, dalla quale ha ricevuto il titolo di socia onoraria. Inoltre è stata fra i relatori della convention che Rewe ha tenuto a Macfrut per presentare ai propri fornitori le strategie e le linee di sviluppo del gruppo. Abbiamo raggiunto telefonicamente Annabella Donnarumma, per una chiacchierata sul futuro del settore ortofrutticolo.

 

Ci può spiegare brevemente di cosa si occupano Eurogroup Italia e Campina Verde?

Eurogroup è l’ufficio acquisti italiano di tutta la rete del Gruppo Rewe: si occupa dell’acquisto e della vendita dei prodotti ortofrutticoli convenzionali. Il prodotto biologico è invece gestito da settembre 2016 dalla nuova società Campina Verde. Entrambe le aziende hanno il loro quartier generale a Verona, negli uffici di via Tolomeo. Campina Verde si occupa esclusivamente di ortofrutta biologica, sia per l’Italia che per i Paesi del Sud Europa.

 

Annabella Donnarumma Eurogroup

Annabella Donnarumma, amministratore delegato di Eurogroup Italia

Che fatturato hanno sviluppato nel 2017 le due società?

Si parla di poco più di 300 milioni di euro. Il 90% del fatturato è rappresentato dall’attività di Eurogroup, Campina Verde è una società ancora giovane, che attualmente ricopre un decimo del giro d’affari.

 

Al convegno a Macfrut si è parlato di “Qualità allo specchio”: come si fa la qualità in ortofrutta?

La qualità si fa partendo dalla programmazione e dall’innovazione varietale. Un tempo si ricercavano prodotti che vendessero di più, che avessero una store life maggiore, sia in fase di stoccaggio che sui banchi del supermercato, che a parità di costo avessero una maggiore resa: queste le richieste dei buyer della Gdo. In tutto ciò, il gusto e quelle caratteristiche organolettiche in grado di conquistare il consumatore sono finite in secondo piano.

 

Bisogna dunque ridare al consumatore il gusto perduto?

Penso, per fare un esempio, all’importante lavoro svolto negli ultimi sette-otto anni dai produttori emiliano romagnoli sulla frutta estiva: per pesche, nettarine e albicocche, oggi, sono state individuate varietà saporite, con una buona colorazione, belle da vedere e buone da mangiare. Ma posso citare anche il comparto dell’uva, specie quella senza semi, che va per la maggiore: fare qualità significa individuare delle specie in grado di sedurre il consumatore e invogliarlo a ripetere l’acquisto. Tenendo anche conto di come, oggi, il prezzo sia passato in secondo piano rispetto ad altri valori: il consumatore è disposto a spendere un po’ di più, se in cambio acquista qualità.

 

Eurogroup Rewe

La qualità in ortofrutta? Per l’Ad di Eurogroup (Rewe) passa attraverso l’innovazione varietale e la programmazione

Come comunicare questa qualità e rendere un prodotto attraente e distintivo?

Il packaging è un veicolo importante in questo senso, per questo dobbiamo rinnovarci ed essere al passo con i tempi. Dobbiamo fare i conti con i mutati stili di vita e di consumo: la casalinga di oggi non è più la consumatrice che ha tempo da dedicare alla casa e alla spesa. È una donna che lavora, che ha una vita frenetica, che ricerca prodotti “to go”, ideali per pasti veloci e spuntini da consumare in ogni occasione. Anche il packaging deve assecondare queste esigenze: ecco allora la necessità di avere di confezioni monouso e monodose, pack ergonomici per facilitare in consumo “on the go”, imballaggi più piccoli per andare incontro alle esigenze non solo del consumatore, ma anche del buyer, che necessita che la rotazione a scaffale sia più veloce.

 

Come è costruito il rapporto con i vostri fornitori?

È incentrato sulla sinergia e sulla collaborazione. Noi richiediamo ai nostri fornitori un grande impegno per garantire performance importanti e costanti nel tempo: se ci sono questi requisiti, anche l’azienda si impegna a coltivare un rapporto di fiducia reciproca, duraturo nel tempo. Sono nel settore da 27 anni e posso garantire che alcuni fornitori con cui ho avuto a che fare già all’epoca oggi lavorano ancora con Eurogroup. Per mantenere vivo questo rapporto chiediamo ai nostri fornitori anche un impegno a fare innovazione: con le varietà, con il packaging, con quelle “etichette decorative”, come le chiamano nel Nord Europa, che rappresentano davvero qualcosa di avanguardistico. Penso agli ex colleghi olandesi e alle loro etichette parlanti: in questo senso abbiamo ancora della strada da percorrere, per essere davvero innovativi. Ma il potenziale c’è. Infine, nel rapporto con i fornitori, non possiamo prescindere dalla richiesta di sostenibilità e di eticità nel lavoro: tematiche, queste – specie quella ambientale – particolarmente sentite nel mercato nord europeo.

 

La Spagna oggi esporta tre volte l’ortofrutta che esporta l’Italia: che futuro vede per l’ortofrutticoltura del nostro Paese? ​

Vedo un futuro roseo, c’è stata un’inversione di tendenza negli ultimi anni. La Spagna non la potremo mai battere in fatto di quantità: confronto alle nostre, le loro distese produttive sono enormi. Ma se parliamo di qualità, se continueremo a percorrere la strada dell’innovazione, abbiamo le nostre carte da giocare. I tedeschi poi hanno considerazione dell’Italia: non in politica, questo è certo, ma se guardiamo all’agroalimentare, agli occhi dei tedeschi non abbiamo nulla da invidiare alla Spagna, tanto meno alla Francia. Siamo considerati dei maestri se si parla di cibo e di cultura gastronomica: abbiamo molto da insegnare e tante possibilità da sfruttare.

 

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