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Ikea sperimenta la lattuga coltivata in container. E il gruppo ICA la segue


Il colosso del mobile Ikea punta sul vertical farming. In Svezia due negozi della catena – a Helsinborg e Malmö – sono già in grado di coltivare fino a 7.400 piantine di lattuga all’interno di due container adattati per ospitare due vertical farm idroponiche. La tecnologia permette di coltivare 12 mesi all’anno, e con qualsiasi condizione climatica. Per ora si tratta di un test, ma ben presto il gruppo svedese potrebbe arricchire i menu dei propri ristoranti con lattuga firmata Ikea. In Svezia però il gruppo non è l’unico a puntare sulla produzione “indoor”

 

di Massimiliano Lollis

 

Ikea ICA

Ikea punta sul vertical farming: uno dei container per la coltivazione indoor di lattuga firmati Ikea e Bonbio (Foto: Ikea).

Il colosso del mobile svedese Ikea non ha mai nascosto il proprio interesse per la dimensione della produzione casalinga di ortaggi e verdure. Uno degli esempi più simpatici in questo senso – lanciato nel 2017 – è la sfera Grow Room, una sorta di orto casalingo da montare da sé, in linea con la filosofia del gruppo (leggi qui). Ora però Ikea dimostra di voler fare sul serio puntando sul vertical farming: il gruppo ha infatti annunciato il suo primo raccolto di lattuga coltivata in container, all’interno di due moduli installati rispettivamente nei punti vendita Ikea di Helsingborg e Malmö ed operanti grazie al sistema idroponico sviluppato da Ikea assieme all’azienda partner Bonbio.

 

Ogni container – da 30 mq di superficie – ospita fino a 3.600 piantine di lattuga distribuite su quattro livelli differenti in base alla dimensione. Le piante affondano le radici in acqua, e vengono alimentate anche grazie alle sostanze nutritive estratte dai rifiuti alimentari dei ristoranti Ikea. Dentro ai container le fonti di energia rinnovabile garantiscono l’illuminazione a led, che permette di coltivare 12 mesi all’anno con qualsiasi condizione climatica e senza pesticidi, consumando il 90% in meno di acqua e meno della metà della superficie richiesta nelle colture convenzionali.

 

Per il momento, va detto, si tratta di una fase di test, e la lattuga raccolta verrà consumata dallo staff dei due punti vendita. Se però il test avrà successo – e c’è da aspettarsi che sarà così – la lattuga a km zero di Ikea potrebbe venire ben presto inserita nei menu dei ristoranti del gruppo. “Entro il 2030 Ikea sarà in attivo dal punto di vista ambientale – ha commentato Catarina Englund, innovation manager per Ingka Group, che ha la proprietà della maggior parte degli store Ikea. “Dal momento che la produzione di cibo incide molto in termini di emissioni di CO2 nel mondo, dobbiamo trovare nuove soluzioni per coltivare in modo più sostenibile. Sperimentare coltivazioni di lattuga nei container è un modo per farlo”.

 

Ma in Svezia Ikea non è l’unica a puntare sul vertical farming. Come scrive Eurofruit, un ipermercato svedese – uno dei 1.300 punti vendita di ICA Gruppen, importante gruppo distributivo svedese – è diventato il primo store alimentare del Paese a produrre insalata con tecnologia idroponica all’interno del punto vendita, e a venderla in store ai propri clienti, perfino creando una propria linea di prodotti a km zero.

 

“Siamo entusiasti di essere il primo negozio ICA Maxi a mettere a punto una vertical farm indoor”, ha detto Rikard Hillarp, proprietario di ICA Maxi Högskolan, che si trova ad Halmstad, tra Göteborg e Helsingborg. “Coltivando a pochi passi dai nostri scaffali, siamo in grado di offrire ai nostri clienti quelle che sono veramente le verdure più fresche possibili”.  Nella vertical farm del supermercato si producono lattuga, spinaci ed erbe aromatiche, ma non solo: la piattaforma Farmhand, utilizzata per la gestione della vertical farm, è pensata anche per consentire la coltivazione di verdure non autoctone, che altrimenti non si potrebbero produrre nella regione.

 

L’impianto utilizza la tecnologia dell’azienda specializzata statunitense Freight Farm, che nel 2012 aveva lanciato sul mercato la sua prima vertical farm idroponica installata all’interno di un container. “Questa tecnologia – aggiunge il proprietario del negozio – è particolarmente utile in Svezia, dove le condizioni di luce nel corso dell’anno possono limitare la disponibilità di raccolto e renderci molto dipendenti dalle importazioni. Ora invece – conclude – siamo in grado di accorciare la distanza tra il cibo e i nostri clienti, da 2mila km a soli 30 metri”.

 

Il video descrive le fasi di installazione del container di Freight Farm.

 

 

Copyright: Fruitbook Magazine

 





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