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            Largo Consumo Confezionato, per il 2016 Iri prevede una ripresa dei consumi

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            +1,4% i volumi e +1,7% la spesa: ecco le previsioni Iri sull’andamento del comparto del Largo Consumo Confezionato nei prossimi mesi del 2015 e nel 2016. Una ripresa ottenuta senza spingere sulla pressione promozionale di prezzo, un fatto nuovo dopo molti anni di crescita costante del ricorso a questa leva

             

            Carrello spresa hpIri, leader mondiale nelle informazioni di mercato per il Largo Consumo, il Retail e lo Shopper, ha elaborato le previsioni sull’andamento dei mercati del Largo Consumo Confezionato durante i prossimi mesi del 2015 e nel 2016, indicando una ripresa dei consumi all’interno del comparto. La prima parte del 2015 ha superato le aspettative di ripresa per i prodotti confezionati di largo consumo (LCC) espresse a fine del 2014, complice anche un rimbalzo su una controcifra particolarmente negativa nello stesso periodo dell’anno precedente. Il preconsuntivo del primo semestre sancisce perciò la fine della fase critica che ha caratterizzato le vendite del comparto nel biennio 2013-2014. A sostenerlo è Iri, leader mondiale nelle informazioni di mercato per il Largo Consumo, il Retail e lo Shopper, che ha elaborato le previsioni sull’andamento dei mercati del Largo Consumo Confezionato durante i prossimi mesi del 2015 e nel 2016, indicando una ripresa dei consumi all’interno del comparto.

             

            Il miglioramento della fiducia delle famiglie ha consentito di riportare gli acquisti sui livelli del 2012. È particolarmente interessante notare che questi risultati sono stati ottenuti senza spingere ulteriormente sulla pressione promozionale di prezzo, un fatto nuovo dopo molti anni di crescita costante del ricorso a questa leva. Altro fatto degno di nota è che la ripresa delle vendite di largo Consumo è trainata dalle marche industriali mentre i prodotti a marchio del distributore continuano a segnare il passo. Questo fatto, accanto alla stabilizzazione della pressione promozionale, ha contribuito alla ripresa del valore del carrello della spesa che si traduce in un moderato aumento dell’indice medio dei prezzi, nonostante l’inflazione a parità di paniere resti praticamente nulla.

             

            Le previsioni di Iri indicano una chiusura del 2015 positiva (+1,4% a volume e +1,7% a valore) anche se probabilmente nella seconda parte dell’anno ci sarà un affievolimento della spinta dei primi mesi. Ciò a causa delle turbolenze finanziarie innescate dalla crisi greca e dalle crescenti incertezze sul fronte geopolitico che potrebbero influenzare negativamente il sistema di aspettative dei consumatori italiani. Inoltre la ripresa dell’occupazione (ritenuto il principale fattore per sostenere la ripresa) è ancora incerta (i dati ufficiali che si sono succeduti negli ultimi mesi sono spesso contraddittori) e più che altro «annunciata».

             

            Per il 2016 è previsto un consolidamento dei volumi attorno al punto percentuale di crescita a fronte di un maggiore spunto dei prezzi. Questo scenario fa riferimento all’ipotesi che l’azione di espansione monetaria portata avanti dalle autorità finanziarie europee abbia successo e ridia vigore al sistema dei prezzi dei paesi membri. Questo scenario non contempla la possibilità che il governo possa ricorrere alla «clausola di salvaguardia» nel caso che non vengano raggiunti gli obiettivi di bilancio concordati in sede di comunitaria. In questo caso il rialzo dell’Iva avrà un effetto sull’inflazione del comparto e bloccherà la crescita dei volumi. Purtroppo questa possibilità rischia di divenire più concreta se gli spread BTP/Bund torneranno a salire sensibilmente come conseguenza della crisi greca.