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Macfrut 2018: l’edizione “definitiva” per apertura all’estero e coesione


Dal 9 all’11 maggio alla Fiera di Rimini appuntamento con la 35esima edizione della kermesse ortofrutticola, che si svolge nella stessa settimana di Cibus: ma con sinergia, volta a sviluppare l’incoming e favorire la presenza congiunta dei top buyer internazionali del food. Oltre 55 mila mq di superficie (+10% sul 2017), 1100 espositori di cui il 25% esteri, 1.500 buyer invitati, oltre gli 50 eventi in calendario: tutti i numeri di questa edizione sono stati annunciati il 10 aprile a Roma, nella sede dell’ICE, che ha svolto insieme a Macfrut una grande opera di internazionalizzazione. Colombia e Veneto i partner della fiera

 

di Carlotta Benini

 

Macfrut

La 35esima edizione di Macfrut è stata presentata ufficialmente a Roma il 10 aprile

Apertura all’estero – questo, nelle parole del presidente Renzo Piraccini, sarà l’anno “della consacrazione definitiva all’internazionalizzazione” – e grande coesione all’interno di tutta la filiera, che per la prima volta si trova riunita in sinergia in quella che si conferma essere la vetrina di riferimento per il settore ortofrutticolo italiano, e una finestra aperta e sempre più di rilevo verso il mercato globale. Sono questi i tratti distintivi della 35esima edizione di Macfrut, presentata ufficialmente a Roma, il 10 aprile, nella sede dell’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

 

L’appuntamento è alla Fiera di Rimini dal 9 all’11 maggio: tre giorni insieme ai protagonisti dell’ortofrutta, un settore che ha toccato un record storico a valore per l’export, confermandosi come seconda voce dell’agroalimentare “made in Italy” dopo il vino. “Nel 2017 abbiamo esportato 41 miliardi di prodotti agroalimentari, di cui 5,1 miliardi sono ortofrutticoli (+2,5%)”, esordisce Anna Flavia Pascarelli dell’ufficio agroalimentare di ICE, sottolineando l’importante lavoro svolto negli ultimi anni insieme a Macfrut sul fronte estero. Sono state ben 20 le missioni internazionali che hanno “seminato” la kermesse dell’ortofrutta in quattro Continenti, con risultati positivi in termini di espositori e partecipanti. “Tutto questo si aggiunge a un quadro generale che vede l’incremento di buyer internazionali invitati, arrivati alla cifra record di 1.500”, continua Pascarelli.

 

Macfrut Renzo Piraccini

Il presidente di Macfrut Renzo Piraccini

Se l’export cresce, Macfrut non è da meno, con i suoi otto padiglioni e la superficie espositiva che è aumentata ulteriormente rispetto allo scorso anno, superando i 55 mila metri quadrati (+10% sul 2017, +100% in quattro anni). “Fra conferme e nuovi ingressi, attendiamo in fiera 1.100 espositori – sottolinea Renzo Piraccini – con un boom di esteri. Gli espositori stranieri sono cresciuti del 40% negli ultimi quattro anni, oggi sono il 25%, ovvero uno su quattro”. “Oltre cinque miliardi di export sono un record storico – continua a proposito dei numeri annunciati da ICE – Tuttavia solo il 6% delle destinazioni sono extra UE: ciò significa che, oggi come non mai, l’internazionalizzazione è la chiave di volta per lo sviluppo del settore”

 

Tutte le principali organizzazioni del settore ortofrutticolo sono presenti alla tre giorni riminese (dall’ACI – Associazione delle Cooperative Italiane a Fruitimprese, da Italia Ortofrutta a Italmercati, da Fedagro Mercati ad Assosementi, da Cso Italy ad Assomela, da Coldiretti ad ANBI – Associazione delle Bonifiche Italiane), che con i suoi 11 settori espositivi rappresenta tutti gli anelli della filiera: sementi; novità vegetali e vivaismo; tecnologie di campo; mezzi tecnici; produzione, commercio e distribuzione; biologico; macchinari e tecnologie del post raccolta; materiali e imballaggi di confezionamento; quarta gamma; logistica; servizi.

 

Cresce alla 35esima edizione di Macfrut anche la presenza della grande distribuzione, con i maggiori retailer europei presenti alla tre giorni riminese e 30 top buyer internazionali del food invitati in sinergia con Cibus, che si svolge nella stessa settimana (7-10 maggio) alla Fiera di Parma. A questo proposito l’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna Simona Caselli ricorda come a livello istituzionale sia stato fatto un grande di squadra. “Macfrut e Cibus hanno lavorato insieme per sviluppare la presenza di buyer e incoming, potenziando anche il sistema dei trasporti e con una logistica ad hoc: una scommessa vinta, esempio di cosa significhi nel concreto fare sistema”.

 

Macfrut ambasciatore Colombia

L’ambasciatore colombiano Juan Mesa Zuleta

Questa 35esima edizione di Macfrut porta con sé anche diverse novità per quanto riguarda i contenuti e l’innovazione, a partire della nuovo spazio AcquaCampus, un’area dinamica dove si potranno vedere in azione gli impianti di irrigazione tecnologicamente più avanzati, presentati dalle aziende leader mondiali. Parlando di innovazione, si rinnova l’appuntamento con il Macfrut Innovation Award, l’oscar assegnato dalla kermesse riminese in collaborazione con l’Informatore Agrario.

 

Macfrut è anche una fiera ricca di contenuti. Sono oltre una cinquantina gli eventi in programma tra convegni, meeting aziendali, convention organizzati direttamente dagli espositori. Tra gli appuntamenti, il convegno internazionale sulle previsioni europee di pesche e nettarine organizzato da CSO Italy, la sfida dei mercati all’ingrosso nel nuovo scenario della distribuzione europea, il meeting dei fornitori di Rewe e di Coop Italia. Evento di punta a valenza mondiale il Tropical Fruit Congress (10-11 maggio), il primo summit europeo dedicato a mango e avocado (leggi qui).

 

Dopo Perù (2016) e Cina (2017), il Paese partner della kermesse ortofrutticola è quest’anno la Colombia. “Un Paese con cui condividiamo una vocazione ortofrutticola importante, che si trova al centro di un processo di ammodernamento tecnologico di assoluta significatività”, sottolinea Piraccini, cedendo la parola all’ambasciatore colombiano Juan Mesa Zuleta. “La Colombia ha 7 milioni di ettari da coltivare e una produzione annua di 9 milioni di tonnellate di ortofrutticoli. – sottolinea Zuleta – Non solo banane e ananas: siamo un grande produttore di avocado (380 mila tonnellate annue), e poi abbiamo mango, papaya, pitaya, limone, platano e altri frutti esotici. Abbiamo un clima che ci permette di produrre tutto l’anno, manodopera qualificata e incentivi fiscali. Mancano “solo” la tecnica e la tecnologia per migliorare gli standard qualitativi in fase di lavorazione e di confezionamento: in questo l’Italia potrebbe essere un partner strategico, con il suo know how consolidato e il suo saper fare business.

 

La regione partner invece è il Veneto, cardine storico del sistema ortofrutticolo italiano: il Radicchio, non a caso, è il prodotto simbolo dell’edizione 2018 di Macfrut.

 

Copyright: Fruitbook Magazine

 





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