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            Nuove etichette Ue: più chiare e semplici ma sparisce l’indicazione dello stabilimento di produzione

            Etichette-UE
            Informazioni più chiare e semplici da leggere con la nuova normativa europea per le etichettature dei prodotti alimentari e delle bevande, ma l’Italia già si scatena contro l’eliminazione dell’obbligo d’indicazione dello stabilimento di produzione

            Etichette UEI produttori di alimenti e bevande avranno tre anni di tempo per adeguare le etichette dei loro prodotti alla nuova norma comunitaria in vigore da sabato 13 dicembre 2014. L’intento è quello di stabilire una norma valida per tutti i paesi europei, per rafforzare la salvaguardia della salute dei consumatori grazie a una maggiore trasparenza delle informazioni.

             

            Chiarezza è la parola chiave della norma per le etichettature che per la prima volta in assoluto definisce anche la dimensione minima dei caratteri tipografici, che devono essere di almeno 1,2 mm (0,9 mm per le confezioni più piccole), così da poter rendere più facile la lettura anche alle persone più anziane, in netto aumento in Europa.
            Cambiamenti anche per quel che riguarda la data di scadenza che dovrà essere riportata su ogni singola porzione preconfezionata e non più solo sulla confezione esterna.

             

            La norma inoltre dedica particolare attenzione alle sostanze allergizzanti o che procurano intolleranze come derivati del grano e cereali contenenti glutine, sedano, crostacei, anidride solforosa, arachidi, frutta a guscio e latticini contenenti lattosio, che devono essere evidenziate con più chiarezza nella lista degli ingredienti usando accorgimenti grafici. Ma non solo, anche i ristoranti e le altre attività che somministrano alimenti e bevande dovranno comunicare tempestivamente gli allergeni, tramite adeguati supporti ben visibili alla clientela.

             

            Nella nuova etichetta dovrà essere presente il nome e l’indirizzo completo della sede “dell’operatore alimentare responsabile delle informazioni sul prodotto” che non sarà più quindi indicata solo con il nome della città ma con tutto l’indirizzo compreso di via e numero civico.
            Tuttavia, proprio questa norma, che introduce un requisito importante per i consumatori, ha suscitato accesi dibattiti in Italia. L’indicazione della sede legale del produttore, infatti, non va confusa con quella dello stabilimento di produzione, che ora diventa facoltativa ma che per la legge italiana era obbligatoria. Sulla questione della sede dello stabilimento è sorto quindi un movimento di opinione che ha chiesto al governo di mantenere obbligatoriamente questa informazione in etichetta. Il rischio temuto è che senza questa indicazione sarà impossibile capire se un’azienda italiana ha delocalizzato la produzione all’estero finendo così per non valorizzare i prodotti locali.

             

            Cambiamenti anche nel reparto macellazione che si adegua alla normativa per le carni bovine. Anche nelle etichette di tutti gli altri tipi di carni infatti dovranno essere indicate in etichetta luogo di allevamento e di macellazione. Verrà bandita la definizione generica oli vegetali o grassi vegetali, per specificare invece quale tipo di olio o di grasso è stato utilizzato mentre nel caso di alimenti che contengono, nella propria ricetta produttiva, ingredienti sostitutivi rispetto a quelli che il consumatore ragionevolmente si attende, questi devono essere resi ben visibili a fianco del nome del prodotto, in caratteri simili a quelle del nome dell’alimento e dovranno essere indicati con accuratezza i trattamenti subiti dal prodotto o anche dall’ingrediente.
            Nuove norme anche per le vendite online che dovranno fornire la lista degli ingredienti prima dell’acquisto.

             

            Guarda l’infografica preparata dall’Ue per spiegare le nuove etichette

             

            Soddisfatto il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina che ha commentato “Nel nuovo regolamento ci sono delle novità importanti che vanno nella direzione giusta, come la dimensione dei caratteri e la specifica di alcuni ingredienti come gli oli e i grassi vegetali. Per noi, garantire un’informazione corretta e adeguata ai consumatori è una questione cruciale e per questo in Italia vogliamo andare ancora oltre, in particolare sull’origine delle materie prime”. Ecco dunque che l’Italia si sta impegnano per fare qualche passo in più, dal 7 novembre scorso infatti è aperta sul sito del ministero una consultazione pubblica per sapere cosa i cittadini vogliono leggere sull’etichetta. Il sondaggio sarà aperto fino a fine gennaio.

             

            Compila il sondaggio online sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari sul sito del Mipaaf