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            Oltre il biologico c’è la biodiversità

            L’Italia ha un invidiabile record in Europa: è il territorio con la biodiversità più elevata. “Questo privilegio si riflette nelle diverse produzioni agricole del mondo agroalimentare: ma la tutela delle vita negli ambienti naturali diventa una strategia prioritaria, direi quasi una scelta obbligata”, commenta Cesare Bellò di Opo Veneto. E Gianfranco Caoduro, della World Biodiversity Association Onlus: “I produttori devono rendersi conto di essere i custodi del territorio”. Mazzini (Coop Italia): “Si registra un incremento di spesa nella fascia molto alta o a valore aggiunto ambientale, equosolidale e biologico”

             

            Francesca Lorandi

             

            Biodiversity CoccinellaSe il radicchio rosso di Treviso venisse prodotto a Marghera, avrebbe lo stesso valore? Domanda retorica, che pone l’accento sull’importanza non solo della qualità di un prodotto, ma anche del territorio nel quale quel prodotto cresce. È il concetto alla base della “biodiversità”, alla cui valorizzazione stanno lavorando le politiche agricole più lungimiranti a livello mondiale, europeo e nazionale. Proprio per il decennio in corso la Commissione europea prevede una particolare “strategia per proteggere e migliorare lo stato della biodiversità in Europa”, intendendo la biodiversità come “assicurazione sulla vita” e “capitale umano”. L’Italia ha un invidiabile record in Europa: è il territorio con la biodiversità più elevata.

             

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            La ricchezza che contraddistingue il paesaggio italiano potrebbe tuttavia conferire al Paese il ruolo di “capofila” nel lungo percorso che porta verso la valorizzazione e quindi la tutela della biodiversità. “Questo privilegio dell’Italia si riflette nelle diverse produzioni agricole del mondo agroalimentare: ma il prodotto di qualità deve avere intorno un ambiente altrettanto di qualità, quindi la tutela delle vita negli ambienti naturali diventa una strategia prioritaria, direi quasi una scelta obbligata. L’ambiente di qualità è un elemento che condiziona l’acquisto e il consumatore se lo aspetta, in particolare quello estero”, sottolinea Cesare Bellò, consigliere delegato di Opo Veneto, organizzazione di produttori ortofrutticoli specializzata negli ortaggi, i radicchi in particolare.

             

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            Biodiversity PomodoriNegli ultimi anni si è avvertita la necessità di rendere “calcolabile” la biodiversità di un ambiente. “Nel 2009 abbiamo iniziato a lavorare e collaborare con Opo Veneto per la creazione di un protocollo che impegnasse gli agricoltori verso una maggiore attenzione per l’ambiente e quindi per il prodotto”, spiega Gianfranco Caoduro, della World Biodiversity Association Onlus, che ha sede a Verona. “I produttori devono rendersi conto di essere i custodi del territorio, consapevoli che la produzione può andare di pari passo con la conservazione dell’ambiente”, sottolinea Caoduro. È nata da queste premesse “Biodiversity Friend”, la prima certificazione che valuta la conservazione della biodiversità in agricoltura.

             

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            Sull’atteggiamento dei consumatori Claudio Mazzini, responsabile sostenibilità innovazione e valori di Coop Italia e recentemente nominato responsabile del settore ortofrutta di Coop Italia, aggiunge: “Se un tempo gli acquisti si concentravano prevalentemente sui prodotti di fascia media e di marca, oggi la situazione vede prevalere, per larga parte, acquisti in una fascia bassa di prezzo e di qualità, mentre si registra contestualmente anche un incremento di spesa nella fascia molto alta o a valore aggiunto ambientale, equosolidale, biologico. È una testimonianza dell’emergere di un consumatore attento e consapevole, che non guarda al prezzo ma ai fattori di valore di un prodotto. Dobbiamo essere consapevoli – aggiunge Mazzini – analizzando la situazione, che i mutamenti in atto non costituiscono solo gli aspetti transitori di un ciclo economico normale, bensì rivelano un totale mutamento di paradigma”.

             

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