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            Yello chiude un’altra stagione in positivo: la mela a buccia gialla piace sempre più

            yello

            yello, la nuova mela club prodotta in Alto Adige – Südtirol in esclusiva europea dai consorzi VOG e VI.P., chiude un’altra stagione in anticipo e con numeri più che positivi. Con 200 tonnellate commercializzate, si può già parlare per la nuova mela a buccia gialla di una prima piccola ma vera campagna commerciale. La risposta del mercato è stata molto buona, sia sul fronte interno sia all’estero.

             

            A tracciare un bilancio sull’andamento della stagione 2018/2019 per il Consorzio VOG è il direttore Gerard Dichgans, che spiega: “Ci riteniamo soddisfatti dall’andamento commerciale di yello. Il feedback ricevuto dai clienti e dai consumatori è stato estremamente positivo, non solo in Italia, ma anche in Europa, dove abbiamo aperto alcuni canali commerciali a livello di test”. 

             

            La soddisfazione è condivisa anche dal Consorzio VI.P., con il direttore commerciale Fabio Zanesco che commenta: “Per quanto ci riguarda, la stagione di yello è terminata addirittura a febbraio, dati i quantitativi ancora limitati di cui possiamo disporre. Da parte della clientela il feedback è stato senz’altro e nuovamente positivo: è una mela che piace molto e che sa trovare il proprio spazio sia nei mercati all’ingrosso, sia nella GDO nazionale. Anche i test che abbiamo avviato in Asia sono risultati positivi”.

             

            yello è la mela di varietà Shinano Gold, originaria del Giappone, nata dall’incrocio fra Golden Delicious e Senshu. Caratterizzata da un’inconfondibile buccia gialla, polpa croccante ed elevato grado brix, in Italia ha debuttato a livello commerciale nel novembre 2016. 

             

            Continuano nel frattempo anche gli investimenti, con oltre 160.000 piante ovvero 40 ettari che sono stati messi a dimora questa primavera 2019. Con il prossimo raccolto 2019 yello raggiungerà le 1.000 tonnellate di prodotto raccolto in pianta, per raddoppiare ancora nel 2020 a 2.000 tonnellate. 

             

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