13 tonnellate di cocaina nascoste tra i caschi di banane: maxi-sequestro in Spagna
Le autorità spagnole hanno sequestrato 13 tonnellate di cocaina in un container di banane, in quella che hanno definito la più grande operazione antidroga nella storia del Paese (la seconda in Europa). I funzionari hanno trovato panetti di droga occultati assieme alla frutta su una nave nel porto di Algeciras, nel sud della Spagna. La nave era partita da Guayaquil, in Ecuador: il Paese, oltre a essere il primo esportatore mondiale di banane, si è ritagliato un ruolo cruciale nel traffico internazionale di cocaina dopo le azioni di contrasto condotte dal governo nella vicina Colombia
di Maddalena De Franchis
Sarà ricordato come il più grande sequestro di cocaina nella storia della Spagna, il secondo in Europa e uno dei più rilevanti su scala mondiale: al porto di Algeciras, nel sud del Paese, i funzionari della Narcotici e il servizio di vigilanza delle dogane hanno intercettato 13 tonnellate di cocaina in un container apparentemente riempito di banane provenienti dall’Ecuador. Nel corso della maxi-operazione, svoltasi circa un mese fa e resa nota solo ieri dalle autorità, una donna è stata arrestata e diversi uffici e abitazioni sono stati perquisiti a Madrid e ad Alicante. Si stanno ancora cercando due persone, manager dell’azienda importatrice di frutta cui era destinato il container. Secondo i media spagnoli, la società – fondata nel 2018 ad Alicante – era già nel mirino dell’Agencia Tributaria (l’equivalente della nostra Agenzia delle entrate) per aver importato, in questi anni, enormi quantità di frutta dall’Ecuador senza, tuttavia, aver mai realizzato profitti.
I dettagli dell’operazione
Il 14 ottobre scorso, a bordo di una nave proveniente da Guayaquil, in Ecuador, e giunta al porto di Algeciras, i poliziotti doganali hanno aperto un container nel quale, oltre alle banane – dichiarate carico legale – c’era un’autentica montagna di droga: ammontano a oltre 13.000, infatti, i chili di cocaina rinvenuti. Il capo della Narcotici, Antonio Martinez Duarte, ha sottolineato come la droga fosse pronta a essere smistata in tutta Europa: “è ovvio – ha detto – che una quantità tale non possa essere indirizzata al solo mercato spagnolo”. La Spagna è tra le principali porte d’ingresso della droga nel continente europeo. Solo un anno fa, le stesse autorità spagnole avevano dato notizia del più grande sequestro di cocaina in una singola spedizione: 9,5 tonnellate, nascoste, anche in quell’occasione, in un carico di banane provenienti dall’Ecuador. Un record polverizzato dal maxi-sequestro completato il mese scorso.
La collaborazione con l’Ecuador contro il traffico di droga
La partecipazione della Polizia nazionale ecuadoriana è stata fondamentale in questa operazione, poiché le sue precedenti indagini sull’esportatore ecuadoriano, con un passato di traffico di droga, hanno allertato le autorità spagnole e facilitato l’accertamento del contenuto dei container. Secondo le autorità spagnole, il maxi-sequestro “rappresenta un duro colpo al traffico internazionale di droga e conferma l’efficacia delle strategie di intelligence e coordinamento nella lotta al crimine organizzato”.
I precedenti
Quello di Algeciras non è certo il primo caso in cui emerge la “predilizione” dei narcotrafficanti per l’occultamento di sostanze illecite tra le cassette di frutta e verdura. Lo scorso maggio, fra Civitavecchia e Roma, sono stati arrestati due conducenti di autoarticolati provenienti da Barcellona: a bordo dei loro mezzi trasportavano, oltre ai bancali di frutta e verdura, 340 chilogrammi di hashish e marijuana. Chi l’aveva nascosti aveva anche provato a giocare sul fattore cromatico, ricoprendo i panetti di buste gialle, ad esempio, se messi tra le casse di patate, o verdi, se messi tra quelle di spinaci. Potevano forse sfuggire a un’occhiata rapida, ma non al fiuto infallibile dei cani antidroga, in dotazione alla Guardia di finanza di Civitavecchia. Una volta raggiunte le piazze di spaccio, la droga avrebbe fruttato ricavi per più di 3 milioni di euro. Il carico di copertura – centinaia di casse di frutta e verdura fresca – è stato poi donato ad associazioni di volontariato attive nella cittadina, per essere destinate a persone bisognose, su disposizione della procura della Repubblica locale. Sequestri simili si sono compiuti, nell’ultimo anno, anche nei porti di Livorno e Genova, nonché in Olanda e Grecia.
Ecuador, primo esportatore al mondo di banane e cocaina
L’Ecuador si trova implicato con sempre più frequenza nella convergenza di due commerci globali: quello delle banane e quello della cocaina. Con numeri di esportazione che raggiungono circa 7 milioni di tonnellate all’anno, soddisfa il 30% della domanda globale di banane. Allo stesso tempo, è geograficamente collocato tra i due colossi mondiali nella produzione di cocaina: Colombia e Perù. Nonostante le sue dimensioni ridotte – ha un territorio quattro volte più piccolo della Colombia e la sua popolazione è meno della metà di quella colombiana – si è ritagliato un ruolo cruciale nei processi di conservazione, lavorazione e distribuzione della droga. La regione da cui si esporta più cocaina al mondo non è più Tumaco – zona costiera della Colombia che si affaccia sul Pacifico – ma Putumayo, l’area di frontiera amazzonica tra la Colombia e l’Ecuador. La decisa azione del governo colombiano contro il narcotraffico ha infatti spinto i criminali a trasferire le loro strutture organizzative in altri Paesi, tra cui il vicino Ecuador. L’Ecuador è diventato così ufficialmente il primo esportatore al mondo di cocaina. Guayaquil, motore economico del paese, è la zona portuale ecuadoriana da cui partono le spedizioni delle banane verso il resto del mondo. Qui confluiscono le rotte del traffico di droga colombiana e peruviana, qui si trova l’epicentro della violenza che cresce drammaticamente nel Paese.
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