8 marzo, un’azienda agricola su quattro in Italia è guidata da donne
I dati del report “AGRIcoltura 100”, appena rilasciati, restituiscono l’istantanea di un settore agricolo ancora a prevalenza maschile, ma sempre più ricco di opportunità per le donne, sia in termini di carriera, sia in termini di presenza femminile nei diversi livelli di organico. Se un’azienda agricola su quattro è guidata da un’imprenditrice, un’azienda su tre ha almeno un quarto dell’organico “rosa”: dati significativi, certo, ma con ampi margini di miglioramento. A questo proposito, l’associazione nazionale Le Donne dell’Ortofrutta lavora, tra l’altro, per diffondere consapevolezza su temi come la giustizia economica di genere e la valorizzazione della componente femminile nel settore
di Maddalena De Franchis
L’agricoltura in Italia? Un settore ancora dominato dal genere maschile, ma ricco di opportunità per le donne, sia in termini di carriera, sia – più in generale – in termini di presenza femminile nei diversi livelli di organico. Già, perché, nel nostro Paese, oltre un’impresa agricola su quattro è guidata da un’imprenditrice (25,8%), mentre un ulteriore 18,8% ha in organico donne in ruoli di responsabilità: valori che, insieme, portano a quota 44,6% le aziende del settore in cui le figure femminili ricoprono posizioni apicali. È quanto emerge da AGRIcoltura100, iniziativa pluriennale di Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura, pensata con l’obiettivo di supportare l’impegno delle imprese agricole italiane sul fronte della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
I dati nel dettaglio: più donne in olivicoltura, viticoltura e frutticoltura
In particolare, la quota di aziende con titolare donna supera la media nazionale al Nordest (26,4%) e al Centro (31,8%). Considerando, invece, il segmento produttivo, i valori più alti si riscontrano nei comparti dell’olivicoltura (30,7%), della viticoltura (29,4%) e della frutta (26,6%).
Meno donne alla guida di imprese medio-grandi
La percentuale di queste imprese, evidenzia ancora l’analisi, diminuisce tuttavia con la loro dimensione, passando dal 27,9% tra le aziende con fatturato inferiore a 100mila euro al 19,6% tra quelle oltre i 500mila euro, dati in linea con una tendenza più generale del sistema delle imprese italiane, nel quale le donne sono più frequentemente a capo di imprese di dimensione ridotta. Nella corsa occupazionale, le donne rappresentano almeno un quarto dell’organico in un’azienda su tre. Analizzando la quota di donne sul totale delle assunzioni nel periodo 2022-2024, emerge come quest’ultima si attesti in media al 28%, ovvero 2,1 nuove collaboratrici rispetto a 5,3 collaboratori uomini per azienda. Se si considerano, invece, le sole aziende che hanno inserito almeno una figura femminile (9,4% del totale), la quota di donne sul numero complessivo dei nuovi assunti cresce al 35,3%, pur restando al di sotto della soglia del 50%.
La rivoluzione delle Donne dell’Ortofrutta
A proposito di presenza femminile in agricoltura, non si può non segnalare l’esperienza delle “Donne dell’Ortofrutta”, associazione nazionale nata a Bologna nel 2017 e tuttora ritenuta una realtà unica in Europa: è il primo – e unico, a oggi – organismo associativo rappresentativo del settore ortofrutticolo a livello comunitario. Costituita da 30 socie fondatrici, attualmente riunisce circa 150 socie provenienti da tutta Italia e da ogni anello della filiera. Obiettivo primario dell’associazione è creare un network di professioniste per presentare idee e progetti, organizzare eventi, essere parte attiva nella comunicazione di settore con una “visione” al femminile.
A questo proposito, Carola Gullino, presidente uscente dell’associazione – che il 7 marzo, nell’assemblea annuale a Bologna, vedrà il rinnovo del Cda – in un’intervista sull’house organ Radici ha dichiarato: “Ci sono territori in cui essere donna al timone di un’azienda agricola non è affatto semplice. Tuttavia, da quando esiste il nostro gruppo, la componente femminile nel settore è diventata molto più visibile: imprenditrici e manager hanno preso piena consapevolezza del loro ruolo, si sono sentite supportate da un gruppo, da una rete. Così si costruisce l’ortofrutta del futuro: sapendo che, all’interno del comparto, c’è un gap salariale e di ruoli che deve essere ancora colmato”.
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