Panzeri spiega la nuova Carrefour: «Via le aste coi fornitori». Guarda il video!
Abbiamo realizzato una video intervista esclusiva al nuovo direttore prodotti freschi tradizionali di Carrefour Italia, Giovanni Panzeri, all’interno di uno store da poco convertito in Market Gourmet, in piazzale Siena a Milano. Da alcuni mesi il rapporto con i fornitori è cambiato: via le aste settimanali, ora si punta a rapporti di collaborazione di lunga durata che vadano a premiare i produttori specialisti di prodotto. Decisamente innovativo il nuovo format Gourmet, che prevede la fornitura giornaliera direttamente nel punto vendita da parte dei fornitori per i prodotti di origine locale, così da garantire la massima freschezza
di Eugenio Felice
Partiamo dal nuovo Gourmet. Il format è stato lanciato circa un anno fa proprio a Milano e si trova già in diverse città, compresa Napoli. Non si tratta di supermercati nuovi ma di ristrutturazioni di punti vendita già esistenti. Il piano a due tre anni prevede che questo format arriverà a una trentina di punti vendita, è adatto infatti ai centri abitati di medio – grandi dimensioni. Tra le innovazioni l’apertura h24, le consegne a domicilio, il servizio click & collect e un reparto ortofrutta che prevede sia una parte a libero servizio che una in cui il cliente è servito da personale specializzato, oltre a consegne direttamente al punto vendita da parte dei fornitori di prodotto di origine locale. Caratteristiche distintive sono gli ambienti raffinati (vengono usate le casse effetto legno di Polymer Logistics), l’attenzione al risparmio energetico (la quarta gamma si trova all’interno di murali frigoriferi dotati di porte), il servizio elevato con molti prodotti che vengono preparati direttamente nel punto vendita.
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“È un supermercato a tutti gli effetti – spiega Panzeri – con un assortimento completo per tutte le esigenze dei consumatori ma è dedicato sopratuttto a quelli che sono i food lovers, che qui possono trovare anche prodotti molto particolari e una scelta di prodotti freschi, con differenti tipologie di servizio, decisamente elevata. L’ortofrutta, in questo contesto, è un fiore all’occhiello del punto vendita, il suo biglietto da visita. Qui cerchiamo di far emergere al massimo la qualità, non solo a livello estetico ma anche in termini di qualità organolettiche. Una delle caratteristiche del Gourmet è che riprendiamo il vecchio ruolo del fruttivendolo, con una pesona che ti serve e consiglia sui prodotti, tutti di altissima qualità. C’è poi anche un’area a libero servizio. Lo stesso personale prepara poi dei prodotti a elevato livello di servizio, come insalatone, bicchieri di frutta pronta al consumo, succhi freschi, acque aromatizzate, etc. Il Gourmet unisce quindi la tradizione con la modernità“.
I fornitori. “Una parte dei fornitori – sottolinea Panzeri – sono comuni con gli altri punti vendita Carrefour. Una parte invece è esclusiva del format Gourmet e non passa dalla piattaforma. Sono fornitori che portano ogni mattina direttamente nei punti vendita prodotti freschi e di qualità, con una filiera che diventa quindi cortissima. L’attenzione al locale, ma direi in generale al made in Italy, è quindi molto alta e questo vale per tutti i nostri store: il prodotto italiano in Carrefour sta diventando una leva fondamentale. Ci rivolgiamo a produttori specializzati in quelle determinate referenze. Negli ultimi mesi abbiamo instaurato un rapporto diverso con i fornitori: cerchiamo una partnership di lunga durata per fare insieme un percorso finalizzato ad aumentare il valore e il business per loro e per noi distributori e dare al consumatore il massimo. È un rapporto che deve costruirsi nel tempo, in cui non esiste più la muscolarità tra distribuzione e fornitore”.
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“Abbiamo iniziato il percorso – aggiunge Panzeri – e sulla frutta estiva abbiamo già avuto grandissimi risultati: questo è il futuro di Carrefour. Una delle conseguenze di questo cambio di approccio è stata l’eliminazione delle aste settimanali. Noi cerchiamo prodotti che siano di elevata qualità, dopodiché il prezzo arriva. È un cambio culturale, sia per Carrefour che per i fornitori stessi”.
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