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                      Pink Lady, raccolto a 225 mila tons (+25%). Obiettivo neutralità carbonica

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                      Pink Lady è stato il primo club varietale di mele

                      Pink Lady, il primo club varietale internazionale del settore melicolo celebra i 25 anni di presenza della mela dal bollino a forma di cuore nella nostra penisola e svela il suo futuro in un incontro con la stampa avvenuto il 30 novembre a Milano. La marca premium mette al centro la sostenibilità perseguita dal punto di vista ambientale, produttivo, sociale e d’impresa attraverso un format evoluto di comunità di donne e uomini che premia la equa remunerazione, le pratiche agroecologiche innovative e l’empowerment delle nuove generazioni. Obiettivo neutralità carbonica entro iul 2030. La strategia di sviluppo conferma Pink Lady tra le marche di mele più note in Europa e il punto di riferimento delle mele premium con un incremento potenziale del volume produttivo del 25% rispetto alla stagione precedente, per 5.300 ettari di frutteti e 3.145 produttori complessivi nei territori di produzione, di cui il 22% under 40

                      Dalla Redazione

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                      Da sinistra: Lorenzo Donati, Salvo Garipoli, Giulia Lauletta, Rolando Telch, Giuliano Donati

                      Pink Lady, a 25 anni della sua presenza in Italia diffusa nei territori più vocati per la coltivazione melicola quali Alto Adige ed Emilia-Romagna, forte dei propri asset strategici, ha consolidato il suo posizionamento di mela premium capace di generare impatti positivi nelle tre dimensioni, ambientale, economica e sociale: dall’albero alla tavola del consumatore finale. L’incontro dedicato alla stampa di settore promosso il 30 novembre, presso lo Spazio Illumi nel cuore di Milano, è stato un’occasione di confronto per svelare la road map del futuro della mela dal bollino a forma di cuore guidata dalla “Carta degli impegni” che prende forma attraverso numeri di mercato, valori condivisi, best practice agroecologiche innovative, gestione della biodiversità e testimonianze trasversali in prima persona dei produttori. L’apertura dei lavori ha visto l’intervento di Salvo Garipoli, market manager Italia per Pink Lady, a cui sono seguite le interviste a “tu per tu” con Giuliano Donati, produttore Pink Lady in Emilia-Romagna, Lorenzo Donati, tecnico agronomico e qualità Pink Lady e Rolando Telch, produttore Pink Lady in Alto Adige.

                      Da filiera a comunità: la forza di fare rete. Pink Lady Europe, APLE, associazione nata nel 1997 in Francia con sede a Le Pontet, Avignone, riunisce al suo interno vivaisti, produttori e operatori di mercato, con lo scopo principale di far prevalere l’interesse generale su quello del singolo soggetto, e rappresenta un modello pioneristico unico di filiera melicola europea che per prima ha introdotto la formula di club varietale. Una comunità di donne e uomini innescata da un circolo virtuoso di crescita, innovazione, competenze, condivisione, capace di connettere la marca, i valori, le esperienze e il consumatore in una filiera in constante evoluzione. Case history internazionale, si conferma come best practice di perfetta integrazione di filiera: dal momento della produzione, messa a dimora e coltivazione della pianta, sino alla raccolta, imballo e vendita del frutto ai consumatori finali. Lo scopo dell’Associazione è di permettere una equa remunerazione per tutti i membri, attraverso il costante monitoraggio della quantità e qualità di mele prodotte e immesse nel mercato.

                      L’intera Associazione è mobilitata a perseguire il suo piano per la neutralità al carbonio entro il 2030, attraverso una road map orientata dalla propria “Carta degli Impegni” – 14 obiettivi di sostenibilità sociale, economica e ambientale – per una transizione sempre più green della produzione, con iniziative focalizzate sulla riduzione dell’impatto sull’ambiente grazie a pratiche agroecologiche innovative e l’empowerment delle nuove generazioni di frutticoltori. Obiettivo: consolidare il proprio posizionamento e continuare a generare valore per tutta la filiera, fino al consumatore.La filiera produttiva Pink Lady coinvolge attivamente 3 Paesi e 3.145 produttori, di cui 2.455 sono in Italia. Sono 81 le stazioni di confezionamento, mentre sono 13 i distributori autorizzati che assicurano la commercializzazione di Pink Lady in 50 Paesi. In Italia la coltivazione della Pink Lady è presente nelle regioni più produttive e vocate dal punto di vista melicolo, l’Alto Adige e l’Emilia-Romagna, con 2.440 ettari di frutteti. Sono presenti, inoltre, sul territorio 21 stazioni di confezionamento e 6 distributori autorizzati.

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                      Pink Lady: il raccolto europeo è in crescita del 25%

                      Stagione 2022/2023 in crescita: +25% di volume di vendite. Nonostante la fotografia di un settore tra luci e ombre, la stagione 2023/24 si preannuncia produttiva per Pink Lady che consolida e mantiene le sue posizioni con una stima potenziale del volume di vendite in Europa per il prodotto a marca Pink Lady e PinKids di 225.000 tonnellate, di cui 90.000 in Italia, rispetto alle 180.000 (di cui 75.000 in Italia, +40% in 10 anni) della scorsa stagione, ovvero +25% a livello europeo e +20% in Italia. Dunque, numeri che le consentono di mantenere quote di mercato stabili, consolidando al tempo stesso la leadership nel segmento premium. Positive anche le performance di Pink Lady in termini di penetrazione con un tasso che sfiora il 50% in Irlanda e oltre il 20% in Danimarca, Belgio, Francia, Germania e Regno Unito. Questi risultati sono stati possibili grazie alle solide partnership strette con i retailers e agli sforzi compiuti dall’Associazione Pink Lady Europa e da tutti i suoi componenti nel sostenere la marca nel dare un continuo dinamismo alle attività promozionali e di comunicazione.

                      La notorietà di Pink Lady è in costante crescita, consolidandosi come tra le marche di mele più note in Europa, con +60% di consumatori in 10 anni. Un’attrattiva per lo scaffale, considerato il calo dell’8% di consumo di mele in Europa, Pink Lady® si pone come motore trainante della categoria grazie all’over-consumo da parte delle famiglie e di chi ha meno di 50 anni, ed è leader di notorietà in sempre più Paesi europei con punteggi di awareness complessiva compresi tra il 74% e il 93%. Pink Lady è n.1 in Irlanda, Danimarca, Germania, Norvegia; n.2 in Francia e Belgio; n°3 in Austria. In Italia la notorietà totale è pari al 61% e i consumatori di Pink Lady danno punteggi di immagine elevati per: “alta qualità”, “gusto unico” e “sano e naturale”.

                      Una filiera di valore e impegnata. La filiera responsabile di Pink Lady non solo è sinonimo di un marchio commerciale ma di un’organizzazione in cui tutte le aziende produttrici sono certificate GlobalGAP e seguono rigidi capitolati di qualità che sono parte integrante della Carta degli Impegni di Pink Lady, un documento programmatico che, partendo da 4 temi – il consumatore, i produttori, i territori e l’ambiente – ha sviluppato 14 impegni legati a importanti obiettivi: preservare l’ambiente e il terreno che nutre le mele Pink Lady, garantire ai produttori un’equa retribuzione, contribuire allo sviluppo dei territori in cui si producono le mele, garantire la massima qualità e salubrità dei frutti, condividere con i consumatori valori e strategie per il futuro del pianeta. Con il proprio codice, Pink Lady Europe si mobilita per uno sviluppo della sostenibilità, intesa come atteggiamento responsabile nei confronti dell’uomo e della natura, lungo l’intera catena di creazione del valore. Per raggiungere questo obiettivo, l’Associazione analizza tutti i processi della filiera di produzione e li migliora: dal lavoro nel frutteto passando per le stazioni di confezionamento, fino alla distribuzione.

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                      Pink Lady ha compiuto 25 anni: è stato il primo club varietale di mele

                      Pink LAB: acceleratore di innovazione. Per rispondere alle sfide dell’agricoltura di oggi e di domani, Pink Lady Europe individua progetti di ricerca e sviluppo relativi alle nuove tecniche e tecnologie, redditizi per l’intero settore dell’arboricoltura sostenibile. Queste iniziative sono sostenute da Pink LAB, incubatore di progetti e soluzioni innovative che seleziona imprese e le aiuta a sviluppare sistemi di tecnologia, arricchendosi nello studio di diverse modalità di impianto. Ne è un esempio virtuoso il progetto “Frutteto planare”, le cui principali peculiarità sono la realizzazione di una parete produttiva caratterizzata dallo sviluppo bidimensionale e di altezza contenuta che consenta l’agevole raccolta a mano con conseguenti benefici in termini di performance, di sostenibilità e miglioramento della sicurezza sul lavoro. Spesso guidati da giovani agricoltori, questi studi si concentrano su tre ambiti: ambientale – acqua, energia, biodiversità e riciclaggio; economico – gestione del frutteto, performance; sociale – integrazione, aperture al pubblico, formazione, partnership locali.

                      Bee Pink: preservare la biodiversità attraverso la conservazione degli impollinatori.  Il programma Bee Pink riflette l’impegno per la conservazione degli impollinatori, e in particolare le api, fondamentali per la biodiversità e la produzione frutticola. Grazie a partnership con gli apicoltori locali, al momento della fioritura i produttori introducono delle arnie nei frutteti, garantendo con questa operazione una impollinazione ottimale e la trasformazione dei fiori in frutti. Il programma Bee Pink, rivolto a tutti i produttori Pink Lady, prevede delle giornate di sensibilizzazione e una guida contenente informazioni tecniche, normative e consigli pratici, frutto di un rigoroso lavoro di ricerca e scambio realizzato in collaborazione con esperti del mondo agricolo e apicoltori. Packaging 100% plastic free e spreco zero. La sostenibilità è al centro delle azioni di Pink Lady® Europe, che ha eliminato la plastica nelle confezioni monouso, risparmiando in media 660 tonnellate di plastica in una stagione: confezioni 100% cartone, alveoli di cellulosa per i vassoi destinati allo sfuso. Il cartone è certificato FSC, proveniente da foreste gestite responsabilmente.

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