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                      Settima proroga per la Plastic tax, rinviata a luglio 2026

                      Plastic Tax
                      Arriva la settima proroga per la Plastic tax, l’imposta sul consumo dei manufatti in plastica con singolo impiego, che si estenderà fino a luglio 2026. Rinvio anche per la Sugar tax. Conti alla mano, si tratta di due tasse con un gettito intorno ai 650 milioni annui. Una proroga accolta con favore dalla imprese e associazioni di categoria

                      Di Matteo Sambugaro

                      Plastic Tax

                      Facciamo un passo indietro. Quando si parla di Plastic tax e Sugar tax, a cosa si fa riferimento? La Plastic tax è un’imposta dal valore fisso di 0,45 euro che produttori, importatori e consumatori dovrebbero pagare per ogni chilo di prodotti in plastica, venduti o acquistati. La Sugar Tax è un’imposta che colpisce il consumo di bevande analcoliche edulcorate nella misura di 10 euro per ettolitro nel caso di prodotti finiti e 0,25 euro per kg nel caso di prodotti predisposti a essere utilizzati previa diluizione.

                      Per la Plastic tax è arrivata in questi giorni dal Governo la settima proroga, che si estenderà fino a luglio 2026, mentre per la Sugar tax come già riportato in un nostro precedente articolo, sarà prorogata al 2025. Facendo due conti, si tratta di due tasse con un gettito intorno ai 650 milioni annui.

                      Come riportato da Plastmagazine la proroga è stata asscolta con favore anche dalle associazioni di categoria. “Il rinvio della Plastic Tax al luglio 2026 è un intervento legislativo che accogliamo con favore e riconosciamo al Governo e al MEF in particolare il merito di aver prestato ascolto alle istanze delle imprese,” ha dichiarato Marco Bergaglio, presidente di Unionplast e vice-presidente di Federazione Gomma Plastica, che ggiunge: “Le imprese sono pronte ad affrontare gli sforzi necessari per rendere sempre più sostenibile il settore, ma avrebbero subito dalla tassa in questione un rischio sanzionatorio del tutto spropositato in relazione al gettito.”

                      “Inoltre, il gettito derivante dalla tassa non è destinato a finalità ambientali, come potrebbero essere misure volte a implementare il riciclo della materia,” ha aggiunto Bergaglio. “La strada da seguire è piuttosto quella di favorire e stimolare comportamenti virtuosi sia dei consumatori che delle imprese per aumentare le percentuali di riciclo della plastica. La transizione verso un’economia circolare e climaticamente neutra passa attraverso l’incremento dell’utilizzo di materie plastiche riciclate nella realizzazione di nuovi prodotti.”

                      Come riportato da Il Sole 24 Ore, le modifiche sono contenute nell’emendamento bollinato del governo al Decreto legge Superbonus, in discussione al Senato. Da qui, la proroga per la Plastic tax: in vigore dal primo luglio 2024 al primo luglio del 2026.

                      Da dove arrivano queste imposte? Parte tutto dalla legge di bilancio 2020 del governo Conte che aveva introdotto i due nuovi tributi: la Plastic tax, ossia la l’imposta sul consumo dei manufatti in plastica con singolo impiego, e la Sugar tax, cioè l’imposta sul consumo di bevande analcoliche edulcorate. Le due tasse, pensate per colpire l’utilizzo delle inquinanti plastiche monouso e il consumo delle poco salutari bevande zuccherate, si erano subito rivelate di complicatissima applicazione, e avevano acceso la rivolta delle imprese dei due settori colpiti.

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