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                      Mandarino tardivo di Ciaculli a 2.200 euro al litro? È nel profumo in limited editon

                      L’ortofrutta come oggetto di charme e di lusso, così esclusiva da essere venduta a peso d’oro? Resta un sogno di molti, una chimera del settore. Ed è proprio uscendo dal settore che si trovano alcuni casi esemplari di nobilitazione del prodotto: l’ultimo esempio è quello del mandarino tardivo di Ciaculli, ingrediente principe di una proposta a tiratura limitata firmata Acqua di Parma. Già sold out. Ma potremmo citare anche la pera di Jo Malone o prendere spunto da alcune maison di alta moda

                      di Carlotta Benini

                      Mandarino tardivo di Ciaculli profumo

                      Mandarino Millesimato: una limited edition in 2022 pezzi. Già sold out

                      Costa ben 2.200 euro al litro e nello shop online non è più possibile ordinarlo, perché è già tutto esaurito.  L’ingrediente che rende così speciale questo prodotto? Il mandarino tardivo di Ciaculli, “raccolto precoce dell’ottobre 2022”, come si legge nella pagina pubblicitaria comparsa nelle riviste di moda. Sì, di moda, perché non stiamo parlando di una spremuta di agrumi milionaria – forse nemmeno i giapponesi riuscirebbero a vendere l’ortofrutta a questo prezzo -, ma di un profumo, l’ultima proposta a tiratura limitata firmata Acqua di Parma.

                      Si chiama “Mandarino Millesimato 2022” il nuovo eau de parfum realizzato dalla storica azienda profumiera emiliana, nota per la produzione dell’omonima delicata fragranza. “È una limited edition in 2022 pezzi che celebra l’eccezionale raccolta di mandarini all’inizio dell’ottobre 2022, nel territorio unico di Castelvetrano, caratterizzati da un’essenza vibrante, raffinata e dalle molteplici sfaccettature”, si legge sul sito. La stagione del mandarino tardivo di Ciaculli due anni fa è stata caratterizzata da un clima eccezionalmente caldo, che ha determinato un anticipo di oltre due mesi nella raccolta (che solitamente inizia a gennaio e si protrae fino a marzo): da qui la fragranza irripetibile dell’agrume del raccolto 2022, racchiusa in una boccetta da 100 ml, che è stata appunto venduta al prezzo di 220 euro. Ulteriore elemento di pregio è l’aspetto artigianale della confezione: i flaconi, numerati, sono stati infatti realizzati a mano, come si legge nell’Adv.

                      Con la crisi degli agrumi siciliani – e dei consumi in ortofrutta in generale -, pensare che un prodotto di nicchia come il mandarino tardivo di Ciaculli, coltivato solo in un piccolo fazzoletto di terra nel palermitano, in quel territorio pianeggiante che un tempo veniva chiamato “Conca d’Oro”, possa essere venduto a peso d’oro risulta impensabile. Se non un sogno, una chimera.  Eppure ci sono alcuni casi esemplari in cui l’ortofrutta può essere elevata nel suo status quo, diventare un bene di lusso, un oggetto ricco di charme.

                      Le Birkin Bag in versione vegetale realizzate dall’artista Ben Denzer

                      Ortofrutta, charme e luxury: si può fare?

                      Gli esempi sono rari, ma ci sono. Purtroppo non sono propri del settore, ma bisogna pescare da altri ambiti, per capire come fare il cambio di passo. Un paio di anni fa Dolce & Gabbana ha lanciato sua collezione primavera/estate in un trionfo di ortofrutta. Sempre due anni fa Damiani ha presentato i suoi nuovi gioielli accostandoli alle eccellenze del food made in Italy, compreso il pomodoro. Un anno prima, nel 2021, Hermés ha affidato all’artista statunitense Ben Denzer la realizzazione di una versione “vegetale” della sua celebre Birkin Bag: ecco allora che le iconiche borsette indossate per la prima volta da Jane Birking, in questa collezione temporanea – e chiaramente non in vendita – erano realizzate con asparagi, foglie di cavolo, fette di cetriolo.

                      I profumi alla pera firmati Jo Malone

                      Le pere di Jo Malone

                      Torniamo al mondo della profumeria per citare un altro esempio, più recente, di nobilitazione dell’ortofrutta. In questo caso protagonista è la pera, frutto in crisi per antonomasia. Non per Jo Malone, però, che della pera fa l’ingrediente esclusivo di una sua celebre linea di fragranze. “English Pear a& Freesia” è il primo profumo lanciato, ingrediente principe la pera Williams: dolce, fresco e intenso, con note succose. Poi è arrivata anche una nuova versione, “English Pear & Sweet Pea”, “una nuova e fresca interpretazione di un ingrediente senza tempo”, si legge sul sito della casa di fragranze britannica.

                      Entrambi i profumi sono stati creati con un estratto di frutta naturale al 100%. “Abbiamo cercato una soluzione al di fuori dell’industria dei profumi e l’abbiamo trovata nel settore alimentare, dove le pere vengono cotte a vapore per produrre i succhi di frutta. L’estratto finale è l’equivalente di una pera in ogni flacone, che è facile da visualizzare e un messaggio semplice e potente”, spiega Céline Roux, global head of fragrance di Jo Malone London, raccontando di essere stata letteralmente folgorata dalla pera. Sul sito della casa profumiera alla pera è dedicata anche una pagina, fra suggestioni, miti e leggende.

                      Continuando a sognare…

                      Ecco quindi alcune suggestioni, continuando a sognare di un futuro di ortofrutta di charme. Chissà, magari un giorno anche nel settore si troveranno idee e soluzioni innovative per folgorare i consumatori e ridare nuova linfa al comparto.

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