Gdo in Uk, la pioggia di giugno rallenta le vendite (ma aiuta l’e-commerce)
Woman buying at grocery store
Nel Regno Unito la pioggia e il freddo particolarmente intensi di giugno sembrano aver contribuito al rallentamento delle vendite nei supermercati, complice un’inflazione dei prezzi alimentari che in un anno è calata di quasi cinque volte. Vendite giù dello 0,9% nel corso delle quattro settimane di giugno 2024. In crescita, invece, le vendite online, che nello stesso periodo sono invece aumentate del 3,7%. Il maltempo, suggerisce una ricerca della società NIQ, pare spinga i consumatori a preferire la spesa online a quella nel punto vendita fisico. All’indomani di una sfida elettorale quanto mai concitata, ora c’è chi spera nell’arrivo di temperature più estive (e nella vittoria della nazionale agli Europei di calcio) per risollevare le vendite in Gdo e il morale nel Paese
Di Massimiliano Lollis
Se è vero che nell’immaginario collettivo Inghilterra e più in generale Regno Unito hanno sempre fatto rima con grigiore e tempo piovoso, un giugno bagnato e freddo come quello di quest’anno nel Paese forse non si era mai visto.
Nuvole, pioggia, vento e temperature di circa 1-3 gradi al di sotto della media del periodo: condizioni straordinarie a giugno, perfino a quelle latitudini. Il tutto – dicono dalla BBC – sarebbe dovuto all’aria fredda che scende dall’Artico. Una situazione in netto contrasto con il giugno del 2023 che, invece, è stato il giugno più caldo mai registrato in Regno Unito, con un’ondata anomala di calura che aveva spinto in modo portentoso le vendite di birre, gelati e prodotti per BBQ. Oggi, come peraltro abbiamo visto anche in nord Italia, tutta un’altra storia. Cambiamento climatico, pare, “is here to stay”.
Condizioni straordinarie che finiscono per influire anche sulle vendite nel grocery. Dati alla mano – lo scrive Reuters che riporta i dati della società di ricerca NIQ – nel mese di giugno la crescita delle vendite nei supermercati britannici è apparsa rallentata: un aumento del solo +1,1% nelle quattro settimane fino al 15 giugno 2024 su base annua, a fronte di una crescita del +3,3% nel maggio 2023 e del +12,1% nel giugno 2023.
Tra le cause ci sono certamente l’andamento molto meno sostenuto del mercato rispetto all’estate del 2023 e l’attuale calo dell’inflazione sui prodotti alimentari che, come certificato dall’organismo British Retail Consortium, a maggio 2024 ha registrato un tasso del 3,2% dopo un picco del 14,6% nello stesso periodo nel 2023.
Pare però che anche la pioggia e il freddo particolarmente intensi di questa estate atipica abbiano contribuito in buona parte alla tendenza, spingendo i consumatori a preferire la spesa online a quella da fare nei supermercati cosiddetti brick and mortar. Se nel corso delle quattro settimane di giugno 2024 le vendite nei negozi sono scese dello 0,9%, quelle online sono invece aumentate del 3,7%, facendo salire la quota di mercato del grocery via e-commerce al 12,6%, rispetto al 12,2% di un anno fa.
Non a caso, sempre secondo la ricerca di NIQ, sul podio dei supermercati britannici in più rapida crescita c’è il retailer online Ocado, che nelle 12 settimane fino al 15 giugno ha registrato un aumento delle vendite del 12,6% su base annua.
Seguono in classifica tutti gli altri: dal discount Lidl (+8,0%), Marks & Spencer (+7,1%), Sainsbury’s (+4,7%) e Tesco (+4,1%). Asda, terzo player del mercato, ha invece visto un calo delle vendite del 4,9% e una riduzione della sua quota di mercato di un intero punto percentuale rispetto all’anno precedente. In calo anche Aldi (-1,0%), mentre Morrisons registra un timido +1,4%.
Ma il meteo ha inevitabilmente inciso anche sul tipo di spesa. Come evidenziato dalla ricerca di NIQ, le vendite di giugno hanno visto una gran quantità di cibi da consumare ben caldi: sughi e brodi hanno visto aumenti del 28%, le zuppe del 21%. Segno più anche per dolciumi (+6,7%) e alimentari confezionati (+6,7%), seguiti da carne, pesce e pollame (+2,6%) e patatine e snack (+2,1%). Le basse temperature hanno invece invogliato meno consumatori ad acquistare birre, vini e alcolici (-8,9%) e bevande analcoliche (-12,5%).
A questo punto, per riempire i carrelli nei supermercati britannici non resta che sperare nell’arrivo di temperature più gradevoli e giornate più soleggiate nella seconda metà della stagione estiva. O nella vittoria della nazionale inglese agli Europei di calcio, come dichiarato alla Reuters da Mike Watkins, responsabile britannico di NIQ per la vendita al dettaglio e il business insight: “Rimaniamo fiduciosi che il clima caldo in arrivo e il successo dell’Inghilterra agli Europei possano incrementare le vendite di bevande e snack“. Un augurio che, all’indomani di una tornata elettorale quanto mai concitata, siamo certi condividerà la maggior parte degli inglesi.
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