Una filiera forte e una nuova identità per il radicchio di Verona Igp
Creare una filiera forte tra produttori e confezionatori per dare un’identità al radicchio di Verona Igp. È questa la sfida che hanno affrontato i produttori di radicchio veronese nel convegno “Nuova pac: meno risorse dal 2015 nei pagamenti diretti, aggregarsi per fare reddito con il radicchio di Verona Igp”, che si è svolto durante la diciannovesima edizione della fiera dedicata all’ortaggio a Roveredo di Guà (Verona)
Il convegno organizzato dal Consorzio di tutela e valorizzazione del radicchio di Verona Igp, oltre ad appellarsi agli operatori a costruire una filiera forte, si è concentrato sull’importanza di questo prodotto per il territorio veronese. Un prodotto simbolo veronese ma che senza valorizzazione rischia di perdere ulteriore spazio nel competitivo panorama dei radicchi.
Ad appellarsi ai produttori è stata inizialmente la presidente del Consorzio Cristiana Furiani. Il primo relatore, Angelo Frascarelli, dell’Università di Perugia, ha invece relazionato sulla Pac 2015-2020 con un intervento dal titolo “Dai pagamenti diretti al mercato più opportunità per aggregazione e promozione”, puntando l’accento sulla necessità di creare reddito dal mercato e fare sempre meno affidamento sulle risorse comunitarie.
Claudio Scalise, di Sg Marketing, invece, nella sua esposizione, ha parlato di organizzazione e marketing per dare valore all’Igp rimarcando il concetto che il radicchio di Verona ha bisogno di valorizzare la sua identità e trovare una collocazione tra i radicchi esaltandone le differenze con le altre varietà. Sul palco, per un saluto, anche il presidente della Provincia Antonio Pastorello e il direttore di Avepa Fabrizio Stella.




