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                      Planet Farms, l’insalata “buona, fino all’ultima foglia!” cresce in Europa

                      Planet-Farms-gamma-nuova-insalate

                      La nuova gamma di inslaate e pesto Planet Farms

                      Planet Farms, l’azienda hi-tech fondata da Luca Travaglini e Daniele Benatoff, specializzata nella produzione di insalate ed erbe aromatiche da agricoltura verticale, è tornata a metà settembre sugli scaffali della grande distribuzione italiana, con sei referenze di insalate, “buone, fino all’ultima foglia!”, e due referenze di pesto. A un evento esclusivo presso Identità Golose a Milano, il 27 settembre, abbiamo partecipato a un blind test per assaporare al meglio le nuove insalate e avuto modo di confrontarci con il presidente Marco Bordoli e il ceo Mara Valsecchi per carpire le potenzialità della nuova vertical farm di Cirimido (Como) e le prossime tappe del percorso di crescita aziendale, anche in ambito europeo

                      di Eugenio Felice

                      Planet-Farms-gamma-nuova-insalate

                      La nuova gamma di insalate e pesto fresco Planet Farms

                      Da metà settembre le insalate da agricoltura verticale di Planet Farms sono tornate, con una gamma rinnovata di sei referenze, sugli scaffali di alcune primarie insegne della grande distribuzione, grazie all’entrata in produzione del nuovissimo stabilimento di Cirimido (Como), terminato in tempi record e in anticipo di sei mesi rispetto ai programmi. Per quasi nove mesi le forniture erano state interrotte a causa dell’incendio, devastante, che a gennaio ha interessato lo stabilimento di Planet Farms a Cavenago (Monza Brianza), proprio in una fase in cui l’azienda hi-tech era nel pieno dell’espansione.

                      La vertical farm di Cirimido finita in tempi record

                      È stata una mazzata fortissima – ha dichiarato il presidente di Planet Farms, Marco Bordoli – ma grazie alla tenacia e alla passione di tutto il gruppo, a partire dai due co-founder, Luca Travaglini e Daniele Benatoff, siamo riusciti a ripartire, senza fare cassa integrazione e con una prodotto migliorato, sotto ogni punto di vista. La tecnologia si è evoluta e per questo lo stabilimento di Cirimido (Como) è più avanzato ed efficiente di quello di Cavenago (Monza Brianza), con una capacità produttiva che a regime sarà superiore di quattro volte. È stato uno sforzo pazzesco, anche per tutti i fornitori, che ringrazio”.

                      “Lo stabilimento doveva essere pronto tra sei mesi – ha sottolineato Marco Bordoli – ma visto quanto accaduto a Cavenago abbiamo accorciato i tempi. La parte “core” è finita, alcune cose le stiamo ultimando, la produzione è partita. Nei mesi di stop tutte le funzioni aziendali di Planet Farms hanno lavorato per arrivare con un prodotto ancora migliore sul mercato, in termini di bontà e croccantezza. Per chi assaggia le nostre insalate per la prima volta c’è un effetto “wow”, poi abbiamo degli elementi valoriali distintivi rispetto alle insalate di quarta gamma tradizionali, in termini di sostenibilità (-95% consumo di acqua e minore consumo di suolo) e sicurezza alimentare“.

                      Buone e croccanti, per molto tempo

                      Il 27 settembre abbiamo fatto parte, assieme ad altri giornalisti, di un blind test presso Identità Golose a Milano per saggiare le nuove referenze di insalate e pesto Planet Farms. Sì, perché l’azienda italiana di vertical farming – la più avanzata al mondo – propone anche pesto, sia nella versione con aglio che senz’aglio. A spiccare tra le teen leaf – non più baby quindi – sono la croccantezza, a un livello che mai si era sentito in un’insalata in busta, e la bontà, nel senso che le insalate hanno un sapore spiccato, con proposte per tutti i gusti, che vanno dal dolce, all’amaro al piccante (una referenza ha foglie di senape).

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                      Marco Bordoli e Mara Valsecchi di Planet Farms (copyright: Fm)

                      All’evento di Milano ha partecipato anche il ceo di Planet Farms, Mara Valsecchi, che ha fatto un riferimento al recente caso di possibile listeria che ha colpito il settore delle insalate di quarta gamma (leggi la notizia). “Da noi una cosa del genere non può succedere, semplicemente perché nessuno tocca il prodotto dal momento della semina al momento del confezionamento e nessun patogeno può entrare in contatto con le insalate, dato che produciamo in ambiente chiuso e protetto: questo è uno dei punti di forza dell’agricoltura verticale. Evidenziamo anche sul packaging che le insalate sono prive di pesticidi”.

                      Secondo un recente studio il consumatore finale spesso non mette le buste di insalate nelle borse termiche nel tragitto che va dal supermercato a casa, interrompendo di fatto la catena del freddo. “Le nostre insalate – ha spiegato Mara Valsecchi, sollecitata sul tema da un giornalista – crescono in un ciclo di 21 giorni circa, poi in pochi minuti vengono tagliate e imbustate, senza essere lavate, perché il tipo di coltivazione non richiede alcun lavaggio. Rispetto all’agricoltura tradizionale, che ha tempi e modi molto diversi, le nostre insalate sono più forti e si conservano meglio”.

                      Insalate in tutta Italia e all’estero, anche a private label

                      “Dobbiamo ringraziare anche i nostri clienti – ha precisato il ceo di Planet Farms – perché nessuno di loro ci ha voltato le spalle dopo quanto accaduto a Cavenago e ora stiamo riprendendo le forniture con tutti loro. Inoltre stiamo stringendo accordi commerciali anche con nuovi gruppi distributivi, per cui andremo a rafforzarci nel Nord Italia e andremo a essere presenti anche nel Centro e nel Meridione, grazie a insegne presenti a livello nazionale. Inizieremo anche a lavorare con il marchio del distributore, la cosiddetta private label, ma con linee premium, per non togliere valore al prodotto”.

                      “Nei prossimi mesi potremo anche ufficializzare alcuni accordi con primari retailer inglesi – ha aggiunto Mara Valsecchi – che serviremo con la nuova vertical farm di Londra: i lavori partiranno nel 2025 mentre l’avvio della produzione è previsto per il 2026. Nel frattempo forniremo il mercato inglese dall’Italia, grazie alla vertical farm di Cirimido. Le esportazioni riguarderanno anche i mercati di Svizzera e Olanda. Insomma ci siamo fermati in produzione alla luce di quanto successo a Cavenago, abbiamo dovuto rivedere i nostri piani, ma stiamo ripartendo più forti che mai, sicuri di avere un prodotto vincente: buono, sano e sostenibile“.

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