Spagna, nel 2024 l’export di ortofrutta segna +8% a volume e +6% a valore
Nel 2024 le esportazioni spagnole di frutta e verdura fresca hanno segnato un nuovo record, registrando un incremento dell’8% in volume e oltrepassando i 12 milioni di tonnellate, per un valore di 18 miliardi di euro (+6%). Parallelamente, sottolinea Fepex, cresce la preoccupazione per le nuove sfide ed emergenze, da quella idrica, alla carenza di manodopera, all’uso sostenibile dei fitofarmaci
Dalla Redazione
Nel 2024, le esportazioni spagnole di frutta e verdura fresca sono aumentate del 6% in valore, superando i 18 miliardi di euro, e dell’8% in volume, oltrepassando i 12 milioni di tonnellate: lo comunica in una nota Fepex – la federazione spagnola delle associazioni di produttori ed esportatori di frutta, verdura, fiori e piante – rivelando le ultime stime basate su dati ufficiali da gennaio a ottobre e proiezioni per novembre e dicembre.
Cresce anche l’import
Parallelamente, le importazioni hanno registrato una crescita significativa. Da gennaio a ottobre, le importazioni ortofrutticole sono aumentate del 6,5% in volume rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, totalizzando 3,6 milioni di tonnellate, mentre il valore è cresciuto del 12%, raggiungendo i 4.087 milioni di euro.
Le sfide del settore
Il settore ha affrontato sfide rilevanti nel 2024, tra cui la scarsità di risorse idriche, la carenza di manodopera e l’aumento dei costi del lavoro, che in alcuni casi rappresentano fino al 45% dei costi totali di produzione. Inoltre, la riduzione dei fitosanitari disponibili ha limitato la capacità di produrre in quantità sufficienti e in modo efficace e sicuro.
Nuova normativa per i fitofarmaci
Fepex ha accolto positivamente il ritiro da parte della Commissione Europea del progetto di regolamento sull’uso sostenibile dei fitosanitari, presentato nel giugno 2022 e ritirato nel febbraio di quest’anno. L’organizzazione auspica che la nuova Commissione, in carica dal 1° dicembre, presenti una nuova proposta normativa che tenga conto delle condizioni di produzione nell’UE, sottoposta a una pressione legislativa maggiore rispetto ai paesi terzi.
Misure per mantenere salda la competitività dei produttori europei
La disparità tra le normative fitosanitarie, lavorative e sociali richieste nell’UE e quelle dei paesi terzi da cui provengono le importazioni rende i produttori comunitari meno competitivi. “Pertanto – si legge nella nota -, Fepex ritiene prioritario adottare misure concrete per migliorare la competitività, tra cui la riduzione della burocrazia e della iper-regolamentazione”. “In ambito commerciale, è necessaria una rivitalizzazione della preferenza comunitaria – continua l’associazione -, applicando misure di salvaguardia quando le importazioni raggiungono volumi tali da provocare gravi perturbazioni del mercato o danni alla produzione comunitaria. Inoltre, negli accordi commerciali con paesi terzi, dovrebbero essere stabilite misure di reciprocità in settori sensibili, con particolare attenzione agli aspetti fitosanitari e ambientali”.
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