Grand Tour Italia, a 5 mesi dall’apertura il nuovo flop è già dietro l’angolo
Ha inaugurato a settembre a Bologna Grand Tour Italia, il nuovo corso di Fico, la creatura di Oscar Farinetti che, al patron di Eataly, è uscita male, come lui stesso ha ammesso. E infatti ci ha messo la faccia e i soldi per rilevarne il 100% della gestione e rilanciarla. Peccato che le cose continuino a non funzionare. Oggi sei dei 20 ristoranti regionali che dovrebbero raccontare la biodiversità italiana sono già chiusi, e le prospettive non sono positive
di Carlotta Benini
Questa volta ci avrà anche messo la faccia – oltre che i soldi – ma il destino sembra essere sempre lo stesso: un progressivo, inesorabile flop. A soli cinque mesi dall’inaugurazione di Grand Tour Italia sei attività hanno già chiuso. Si tratta di sei dei 20 ristoranti regionali che sono il fulcro della nuova offerta dell’ex Fico Eataly World, la creatura di Oscar Farinetti riuscita “non propriamente bene”, come lui stesso ha ammesso, che ora dovrebbe essere dedicata a una “narrazione verticale della biodiversità” attraverso le 20 regioni italiane e le loro specialità gastronomiche.
Ebbene, la narrazione evidentemente non è anche in questo caso propriamente riuscita, visto che da qualche settimana i ristoranti di Campania, Marche, Piemonte, Veneto, Umbria e Basilicata hanno cessato la loro attività. A riportare la notizia sono alcune testate locali di Bologna, creando subito lo scompiglio in consiglio comunale, con l’opposizione a chiedere lumi all’amministrazione “sull’ennesimo disastro annunciato”.
Chi scrive è stata durante le feste a visitare il rinnovato parco dell’agroalimentare e in sostanza – a parte gli animali, poveri loro, che fortunatamente non sono più all’ingresso – ha trovato la stessa, disarmante proposta. Fico, o Grand Tour Italia che dir si voglia, è un “giga” centro commerciale che risulterà sempre all’apparenza vuoto, tanto è grande, con una proposta gastronomica di certo non così brillante come la si vuole vendere e prezzi sempre mediamente alti. Effettivamente chi ha figli piccoli ha un diversivo per le giornate di pioggia. Ma i consumatori più piccoli, qui, di certo non hanno una lezione di biodiversità.
Spazi accorpati
La Repubblica Bologna il 2 febbraio scrive che i ristoranti chiusi saranno accorpati, che arriveranno un negozio di prodotti tipici, una palestra e forse un campo di padel. “Vogliamo razionalizzare gli spazi – dice l’amministratore delegato di Gran Tour Italia Piero Bagnasco al quotidiano bolognese -. Il ristorante del Friuli sarà accorpato a quello del Veneto, quello delle Marche andrà con quello di pasta fresca. Il ristorante della Campania dentro la pizzeria. Mentre il ristorante emiliano sarà assorbito dalla trattoria bolognese. Al posto del ristorante della Campania? Faremo un negozio di prodotti tipici regionali”.
A Grand Tour Italia c’è anche un’area go-kart che durante le feste di Natale era ancora chiusa: una proposta che ha dell’incredibile, se pensiamo che il format dell’ex Fico dovrebbe essere quello di un parco dell’agroalimentare che racconta la biodiversità italiana. I tempi per l’inaugurazione della pista comunque “stanno slittando”, continua Bagnasco su Repubblica, aggiungendo che lì attorno sboccerà tutta l’area sportiva, quella dedicata al fitness. “Bah”, è l’unico commento che viene a caldo.
Progetti incredibili, nel senso che non ci si può credere
Ha tutto dell’incredibile, un po’ come il mega investimento che il Comune di Bologna sta facendo per il tram – i cui lavori da un anno stanno paralizzando il traffico della città, lo hanno visto bene i visitatori dell’ultima edizione della fiera Marca – che, con la sua linea rossa, dovrebbe condurre anche a Grand Tour Italia. E allo stadio temporaneo del Bologna, che dovrebbe sorgere proprio nell’area del Caab: ma non ci sono i soldi, quindi per ora quest’altra opera incredibile è in stand by.
Ok il weekend, ma gli altri giorni non vanno
“Non è semplicissimo” attirare gente a Grand Tour Italia, “perché lo spazio è molto grande”: parole dell’Ad Bagnasco. “Il sabato e la domenica funziona, il giovedì e il venerdì dobbiamo lavorare per creare altre attività – ammette su Repubblica -. Ma ce la faremo: siamo tutti concentrati sull’idea di fare andare le cose bene”.
Che dire, non resta che sperare in un gioco di magia.
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