Trump: tassazione del 200% sul vino europeo. Dall’Ue: dazi dal whisky all’agroalimentare
L’Ue risponde ai dazi di Trump su acciaio e alluminio: pronte tariffe sui prodotti Usa per 26 miliardi di euro. È un botta e risposta quello tra Ue e Trump, che rilancia con la minaccia di un inasprimento della tassazione fino al 200% su alcuni prodotti europei come il vino, se l’Europa dovesse mantenere i dazi al 50% sul wisky americano
Dalla Redazione
Sono entrati in vigore proprio in questi giorni i dazi del 25% imposti da Trump. In risposta, dall’inizio di aprile l’Ue ripristinerà inizialmente le contromisure del 2018 per poi adottare un nuovo pacchetto di dazi su prodotti industriali e agricoli americani. Von der Leyen assicura: “Rimarremo sempre aperti al negoziato”.
Un nuovo capitolo nella guerra commerciale tra Ue e Usa
La decisione dell’Unione Europea di rispondere con misure tariffarie ai dazi imposti dagli Stati Uniti su acciaio e alluminio segna una nuova fase della complessa relazione commerciale tra le due potenze economiche. L’amministrazione Trump aveva già adottato una politica protezionistica nel 2018, applicando tariffe del 25% sull’acciaio e del 10%.
Per contrastare i nuovi dazi statunitensi, che penalizzano oltre 18 miliardi di euro di esportazioni europee, la Commissione Europea ha in programma un pacchetto di contromisure sulle importazioni dagli Stati Uniti, articolato in due fasi. La prima, in vigore da inizio aprile, colpirà prodotti simbolici come imbarcazioni, whisky, e motociclette, mentre la seconda estenderà le tariffe a settori come il tessile, l’agroalimentare e altri comparti strategici.
L’approccio della Commissione mira quindi a tassare un’ampia varietà di merci, spaziando dai beni industriali, come acciaio e alluminio, a quelli di consumo, tra cui tessuti, articoli in pelle, elettrodomestici, utensili per la casa, plastica e manufatti in legno. Anche il comparto agroalimentare è coinvolto: tra i prodotti presi di mira figurano frutta secca, ortaggi, uova, latticini, zucchero, carne di pollo e bovina, oltre a diverse tipologie di frutti di mare. L’obiettivo complessivo è colpire esportazioni statunitensi per un valore totale di 26 miliardi di euro.
Non ha impiegato molto ad arrivare la contro risposta di Trump: proposta di 200% di tassazione su vini e champagne europei. Come riportato dalla Cia (Agricoltori Italiani), a dipendere maggiormente dagli Stati Uniti per il proprio export sono i vini bianchi Dop del Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, con una quota del 48% e un valore esportato di 138 milioni di euro nel 2024; i vini rossi toscani Dop (40%, 290 milioni), i vini rossi piemontesi Dop (31%, 121 milioni) e il Prosecco Dop (27%, 491 milioni).
Cia ricorda che il rischio di dazi lascerebbe strada libera ai competitor che potranno aggredire una quota di mercato molto appetibile: dal Malbec argentino, allo Shiraz australiano, fino al Merlot cileno.
Il punto di Coldiretti
Le minacce di Donald Trump di mettere un dazio del 200% sui vini europei rischierebbero di danneggiare pesantemente le esportazioni di bottiglie tricolori che nel 2024 hanno raggiunto il valore di 1,94 miliardi di euro negli Stati Uniti. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Filiera Italia diffusa in relazione all’annuncio del presidente Usa di imporre una tariffa aggiuntiva su rossi, bianchi e champagne come ritorsione contro la decisione dell’Ue di colpire il whisky made in Usa.
“Occorre ora fermare una pericolosa escalation che sta conducendo a una guerra commerciale globale dove le prime vittime saranno i cittadini statunitensi che pagheranno di più i prodotti e, con essi, gli agricoltori, mettendo in atto tutte le azioni diplomatiche necessarie per scongiurare lo stravolgimento dei flussi commerciali” sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. “Credo che ci voglia buon senso da entrambe le parti – aggiunge l’ad di Filiera Italia Luigi Scordamaglia -. La minaccia di Trump è legata alla conferma dell’Europa del dazio del 50% sul whisky americano. La Commissione Ue dovrebbe dimostrare buona volontà continuando ad evitare con la moratoria in essere questo dazio salvaguardando cosi vino ed alcolici europei. Qualcuno deve cominciare a mostrare un po’ di buon senso, sia l’Europa a farlo per prima”.
Copyright: Fruitbook Magazine




