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                      Mercato Itinerante, la sfida digitale del commercio rionale: “per un food delivery responsabile”

                      Digitalizzare i mercati rionali valorizzandone l’identità: è la missione di Mercato Itinerante, innovativa startup torinese che coniuga innovazione, sostenibilità e inclusione sociale. Una piattaforma che supporta le micro attività, riduce sprechi alimentari ed emissioni, crea opportunità lavorative e promuove cibo e ortofrutta a km zero, in un modello replicabile che rilancia il commercio di prossimità

                      di Carlotta Benini

                      Mercato Itinerante

                       

                       

                      In un contesto in cui le esigenze di consumo si intrecciano sempre più con la necessità di modelli economici sostenibili, la startup torinese Mercato Itinerante (MI) si propone come risposta concreta alle sfide del commercio di prossimità. La sua missione è tanto ambiziosa quanto attuale: digitalizzare i mercati rionali senza snaturarne l’identità, offrendo a venditori e consumatori una piattaforma che coniuga tecnologia, inclusione e sostenibilità.

                      Fondata con l’obiettivo di restituire centralità ai mercati urbani, Mercato Itinerante non è un semplice canale e-commerce, ma si distingue per un approccio di “digitalizzazione gentile”. La piattaforma infatti è stata studiata per accompagnare gli operatori dei mercati in un percorso di alfabetizzazione digitale. “L’obiettivo primario è valorizzare le persone dietro ai banchi, le loro storie e competenze, piuttosto che focalizzarsi unicamente sul prodotto – esordisce Eman Saffo, founder di Mercato Itinerante -. Questo significa accompagnare gli esercenti nella transizione digitale, riducendo il divario tecnologico e preservando il patrimonio umano e relazionale che anima i mercati”.

                      Rilanciare i mercati rionali: la sfida

                      Secondo quanto riportato dalla startup, negli ultimi anni circa il 25% delle licenze commerciali relative ai mercati rionali è stato restituito. Le cause? Orari poco compatibili con la vita lavorativa urbana, carenze nella comunicazione digitale e una scarsa capacità di innovazione da parte di molti operatori. MI interviene proprio su questo fronte, fornendo strumenti formativi e operativi per facilitare l’accesso al digitale, supportando le micro attività e creando nuovi canali di vendita. La piattaforma, in sostanza, vuole offrire un modello di commercio digitale che non sostituisce il mercato fisico, ma lo estende, lo valorizza e lo rende accessibile a nuovi pubblici.

                      Mercato Itinerante

                      Sostenibilità ambientale e sociale e lotta allo spreco

                      L’approccio di MI si fonda su tre pilastri chiave: sostenibilità sociale, ambientale e alimentare. Nella pratica, ciò si traduce in un’attenzione costante a come viene gestita la logistica, alla provenienza dei prodotti e all’inclusione delle persone nel sistema lavorativo.

                      Sul fronte ambientale, le consegne avvengono principalmente tramite cargo bike, mezzi elettrici o a pedalata assistita, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO₂ e dell’inquinamento acustico. MI ha inoltre implementato un sistema di vuoti a rendere che consente il riutilizzo degli imballaggi, riducendo fino al 95% l’utilizzo di plastica e promuovendo una gestione più efficiente dei rifiuti.

                      Dal punto di vista sociale, il progetto collabora con il terzo settore per offrire opportunità lavorative a soggetti svantaggiati, creando un modello di logistica urbana inclusivo. Il mercato diventa così non solo luogo di scambio economico, ma anche spazio di reintegrazione e coesione sociale. MI interviene anche nel settore Horeca con il servizio “svuota banco”, riducendo gli sprechi alimentari attraverso il recupero delle eccedenze, e sviluppa gruppi di acquisto per aziende e strutture ricettive, offrendo ai dipendenti e ai clienti un accesso diretto a prodotti locali, stagionali e di qualità.

                      “Crediamo fermamente che il futuro del commercio di prossimità passi attraverso un’innovazione che sia inclusiva, rispettosa dell’ambiente e attenta al valore del cibo e delle persone che lo portano sulle nostre tavole – sottolinea Saffo -. MI nasce proprio con questa visione: offrire uno strumento digitale che non snaturi l’essenza del mercato rionale, ma che anzi la esalti, rendendola accessibile a un pubblico più ampio e consapevole”.

                      Mercato Itinerante

                      Il modello torinese e le prospettive di espansione

                      Nata a Torino, la piattaforma ha già conseguito risultati concreti: oltre 21.000 ordini ai banchi, oltre 3.200 prodotti venduti online, di cui il 25% a chilometro zero, stagionale e certificato; 7 tonnellate di CO₂ risparmiate grazie a un sistema di consegna sostenibile, 37.500 sacchetti evitati, due mercati attivati e cinque banchi anti spreco coinvolti stabilmente nella rete. Inoltre, il progetto ha già integrato soggetti fragili in attività lavorative e coinvolto operatori di differenti nazionalità, sottolineando la vocazione multiculturale e inclusiva dell’iniziativa.

                      MI si presenta come un progetto scalabile, capace di replicarsi in altri contesti urbani grazie alla collaborazione con reti mercatali, associazioni locali e piccoli produttori. In quest’ottica, l’azienda guarda anche al turismo esperienziale, proponendo tour nei mercati con guide locali e pacchetti di benvenuto a base di prodotti stagionali.

                      Innovazione al servizio della tradizione

                      “In uno scenario globale dove la consapevolezza per la sostenibilità cresce di giorno in giorno e i servizi di spesa online aumentano, Mercato Itinerante sogna di diventare un punto di riferimento nel settore del food delivery cosciente e responsabile”, conclude il fondatore di MI. Come? “Formando e riportando i mercati, e le piccole attività, ad essere nuovamente il cuore del commercio delle nostre città”. Un esempio virtuoso di come la tecnologia, se orientata da valori di equità e responsabilità, possa generare un impatto positivo sulle comunità, sull’ambiente e sull’economia locale.

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