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                      Da La Grande Bellezza Italiana la ricetta per valorizzare il made in Italy in ortofrutta

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                      Leonardo Odorizzi de La Grande Bellezza Italiana, Giancarlo Amitrano di Ce.Di. Gros e Michele Laporta dell'Uva di Puglia IGP (copyright: Fm)

                      Territorio, innovazione varietale e nel packaging, qualità e comunicazione sono, da sempre, i valori su cui la rete de La grande Bellezza italiana lavora per promuovere i consumi e diffondere i prodotti ortofrutticoli delle filiere italiane, nel mercato interno e su quelli esteri. In un workshop al Macfrut 2025 si è fatto il punto della situazione assieme ai presidenti di alcuni Consorzi Dop e Igp e ai buyer della grande distribuzione

                      di Maddalena De Franchis

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                      Leonardo Odorizzi de La Grande Bellezza Italiana, Giancarlo Amitrano di Ce.Di. Gros e Michele Laporta dell’Uva di Puglia IGP (copyright: Fm)

                      Qualità, sicurezza, legame col territorio, autenticità, sostegno ai produttori locali: sulle certificazioni Dop e Igp – e sui valori che trasmettono ai consumatori – sembra sia già stato detto tutto. E invece no. È quanto emerso dal workshop promosso dalla rete di imprese de La Grande Bellezza Italiana in seno alla prima giornata del Macfrut, la kermesse di riferimento per il settore dell’ortofrutta, in corso al quartiere fieristico di Rimini dal 6 all’8 maggio. Nel corso del workshop, dal titolo “Made in Italy in ortofrutta. Le tipicità territoriali strategiche per soddisfare il consumatore”, sono intervenuti numerosi relatori, dai presidenti di alcuni fra i più noti consorzi italiani di prodotti Dop e Igp ai buyer e responsabili qualità di alcuni gruppi della grande distribuzione.

                      I prodotti del territorio: prioritario saper comunicare

                      Investire tempo, energia e attenzione sulla comunicazione, che dev’essere differente a seconda dei target di consumatori a cui ci si rivolge e puntare costantemente sulla valorizzazione del prodotto, a partire dalle sue caratteristiche distintive: è il “fil rouge” degli interventi tenuti dai presidenti dei consorzi, tra cui Cristina Furiani, presidente del consorzio Radicchio di Verona Igp e responsabile commerciale de La Grande Bellezza Italiana, Leonardo Odorizzi, presidente del consorzio Pesca di Verona Igp, tra i fondatori della rete de La Grande Bellezza Italiana, e Michele Laporta, presidente del consorzio Uva di Puglia Igp. Se Furiani ha sottolineato il ruolo cruciale della comunicazione diretta ai più giovani, sia con contenuti mirati sui canali social, sia con l’ideazione di una birra artigianale al radicchio di Verona, che ha riscosso notevole successo; La Porta ha ribadito l’importanza di investire anche sull’innovazione varietale. “È grazie a questo investimento – ha dichiarato – che nella campagna 2024 abbiamo realizzato il 9% in più rispetto all’annata precedente”.

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                      A sinistra, Damiano Cosma di Coop Alleanza 3.0 (copyright: Fm)

                      Strategie di marketing e vendita nella Gdo: esempi di successo

                      Secondo Damiano Cosma, responsabile acquisti ortofrutta di Coop Alleanza 3.0 per l’area del Nordest, “è necessario impostare lo scaffale in modo che sia attrattivo – ha detto – in questo contesto anche il packaging gioca un ruolo fondamentale, perché deve saper raccontare, anche grazie alle immagini riportate sulle confezioni, il legame fra prodotto e territorio. La valorizzazione dei prodotti Dop e Igp si ottiene con il giusto prezzo – capace, da un lato, di remunerare i produttori e, dall’altro, di non pesare troppo sul consumatore finale rispetto ai prodotti di fascia più bassa – e con l’attenzione costante all’appeal del prodotto. L’ortofrutta è un settore impegnativo, ma stimolante proprio per la necessità di mantenere costantemente un equilibrio tra tutti questi fattori”. Gli ha fatto eco Nicola Biasiolo, responsabile acquisti Unicomm, il quale ha dichiarato che “il cliente riconosce il plus dei prodotti Dop e Igp ed è disposto a spendere di più per un prodotto di qualità, ma il gap di prezzo deve essere sempre equilibrato e giusto”.

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                      Nicola Biasiolo di Unicomm con Cristiana Furiani del Radicchio di Verona IGP (copyright: Fm)

                      Per il futuro? Puntare sulla formazione

                      Per un’ulteriore valorizzazione dei prodotti Dop e Igp, la parola chiave sembra essere formazione, sia degli operatori all’interno dei punti vendita – una necessità sottolineata in particolare da Andrea Pirolo, responsabile qualità del gruppo Crai, sia dei bambini e dei più giovani, con l’obiettivo di ricreare una nuova cultura agricola e ortofrutticola: “un patrimonio ricchissimo – ha dichiarato Giancarlo Amitrano, responsabile acquisti ortofrutta Ce.Di. Gros – che è andato purtroppo disperso nel corso degli ultimi 10-20 anni”.

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