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                      Nicofrutta, un’agricoltura realmente sostenibile è possibile e replicabile

                      Ananas-Nicofrutta-Nicoverde

                      La filiera Nicofrutta / Nicoverde conta 120 produttori di ananas in Costa Rica

                      Il 29 maggio si è svolto a Roma il seminario per illustrare la “Guida per le catene di fornitura responsabili nel settore agricolo: come la due diligence contribuisce alla sostenibilità del settore”, promossa da OCSE e FAO. Tra i protagonisti del seminario, che si è svolto nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile, c’è stata una sola azienda privata che si occupa di produzione e commercio di frutta fresca, la Nicofrutta, chiamata a presentare il suo modello virtuoso in merito alle buone pratiche agricole in ambito sociale e ambientale

                      di Eugenio Felice

                      Ananas-Nicofrutta-Nicoverde

                      La filiera Nicofrutta / Nicoverde conta 120 produttori di ananas in Costa Rica

                      Giunto alla sua nona edizione, il Festival dello Sviluppo Sostenibile, svoltosi nel mese di maggio, è la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Un’occasione per diffondere la cultura della sostenibilità e realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e centrare i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Il Festival è stato anche riconosciuto dalle Nazioni Unite come un’iniziativa innovativa e unica a livello internazionale, classificandosi per due volte come finalista agli SDGs Action Awards.

                      Tra i tanti eventi dell’agenda del Festival dello Sviluppo Sostenibile, c’è stato, il 29 maggio a Roma, il seminario, organizzato dal CREA, per illustrare la “Guida per le catene di fornitura responsabili nel settore agricolo: come la due diligence contribuisce alla sostenibilità del settore”, guida promossa da OCSE e FAO. Tra i partner dell’iniziativa anche Coop Italia e MSC, leader mondiale nei trasporti marittimi.

                      Il seminario si è rivolto agli operatori del settore agroalimentare in un contesto globale in cui la sostenibilità e la responsabilità lungo la catena di fornitura agricola assumono un ruolo sempre più strategico. Gli interventi degli esperti, dei rappresentanti istituzionali e del mondo operativo hanno permesso di analizzare gli standard internazionali in materia di due diligence esistenti, proponendo altresì strategie e strumenti pratici per affrontare i rischi e le sfide nascenti. L’adozione di pratiche di due diligence si configura, infatti, come un elemento chiave per trasformare i processi produttivi, garantendo un approccio etico, trasparente e resiliente in ogni catena di fornitura.

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                      Alessandro Nicolis di Nicofrutta, primo da sinistra, al seminario di Roma del 29 maggio

                      A parlare di soluzioni concrete per raggiungere obiettivi rilevanti sui temi della sostenibilità sono state chiamate due aziende private: la Ferrero per quanto riguarda i prodotti agroalimentari processati e la Nicofrutta per quanto riguarda l’ortofrutta fresca. L’azienda è nata a Verona, su iniziativa di Luciano Nicolis, per importare e fornire ananas alla grande distribuzione, prima italiana, poi europea. Diversi anni fa la decisione quindi di investire in Costa Rica nella società Nicoverde che si occupa di produzione, confezionamento ed esportazione di ananas, con lo scopo di controllare direttamente tutta la filiera. “Con il tempo – ha spiegato Alessandro Nicolis – abbiamo integrato nelle nostre politiche aziendali, in modo volontario, pratiche di responsabilità sociale e ambientale, che sono state poi validate da certificazioni come GlobalGAP, GRASP, Fairtrade. Siamo anche certificati BASC, che copre temi quali anticorruzione, antiriciclaggio e antiterrorismo”.

                      Nel suo intervento, Alessandro Nicolis ha spiegato come i maggiori ostacoli operativi nell’implementazione della due diligence sono stati, in ambito lavorativo, l’inclusione di genere e la carenza di personale qualificato per l’adozione di nuove tecniche e tecnologie agricole sostenibili. “La soluzione – ha spiegato Alessandro Nicolis di Nicofrutta – la abbiamo trovata investendo nella formazione e inclusione dei giovani, in prevalenza donne provenienti dalle aree rurali. Oggi queste e questi giovani sono il motore pulsante della nostra realtà, con loro abbiamo un grande confronto, da idea nasce idea, e se siamo qui oggi è soprattutto grazie a loro. Questo ha facilitato il passaggio verso un nuovo paradigma produttivo più sostenibile”.

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                      Il laboratorio di Nicoverde in Costarica

                      Il coinvolgimento e la formazione è stato determinante nel favorire un cambiamento culturale nella produzione, superando la reticenza dei produttori al cambio di paradigma nel passaggio da pratiche convenzionali all’uso di prodotti biologici e tecniche più sostenibili. Passaggio che è stato reso possibile grazie al laboratorio di biotecnologia, istituito da Nicofrutta nel 2019, per la riproduzione di microrganismi utili al controllo biologico di parassiti e malattie. “Allo stesso tempo – ha dichiarato Alessandro Nicolis – forniamo ai produttori assistenza tecnica e corsi di formazione su come andare a implementare questo protocollo produttivo rispettoso dell’ambiente. Dal 2020, grazie a queste tecnologie, siamo certificati come produttori aZero Residui di Pesticidi”. Inoltre utilizziamo microrganismi decompositori per reintegrare nel suolo circa 240 tonnellate di materia organica per ettaro, ottenute dai residui della lavorazione dell’ananas. Questo permette di reintegrare il suolo della maggior parte dei nutrienti persi con la coltivazione”.

                      Tutto questo lavoro ha portato a importanti risultati. Un primo risultato è la rimozione netta di CO2: Nicofrutta ha certificato l’assorbimento di 15 mila tonnellate di anidride carbonica nel suolo in una tenuta di 125 ettari (di cui 25 ettari di foresta primaria). Un beneficio importante per l’ambiente, ma un beneficio, e un incentivo, importante anche per il produttore, che può vendere non soltanto il prodotto frutto della terra ma anche buoni di ossigeno, che possono essere ceduti sul mercato o ad aziende che hanno bisogno di fare compensazione. Un secondo risultato è il rafforzamento della reputazione aziendale e del posizionamento competitivo sui mercati, grazie alla sostenibilità certificata che il cliente distributore può spendersi a sua volta in etichetta o nel packaging. “Ma la cosa più importante – ha sottolineato Alessandro Nicolis – è che stiamo facendo qualcosa di buono per l’ambiente ma soprattutto qualcosa di replicabile perché questa metodica produttiva può essere applicata veramente alla maggior parte delle colture agricole”.

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                      Nicofrutta è stata insignita del premio come miglior esportatore agricolo del Costa Rica 2024

                      Nella parte conclusiva del suo intervento, Alessandro Nicolis ha citato gli accordi di partenariato pubblico-privati e multi-stakeholder nell’ambito della sostenibilità, che hanno riguardato Nicofrutta, come il programma Developpp con il ministero tedesco dell’Economia (BMZ) per rafforzare la filiera dei produttori certificati di ananas; il progetto ‘’dal campo al piatto’’ con il ministero dell’Ambiente tedesco (IKI); il programma triangolare Germania-Repubblica Dominicana-Costa Rica; il progetto FAO sulle catene di valore responsabili per ananas e avocado a livello globale; la collaborazione con l’Università Tecnica Nazionale della Costa Rica per il riutilizzo della biomassa derivante dall’ananas; la cooperazione con il ministero dell’Agricoltura della Costa Rica per la promozione e validazione dei bioinput in agricoltura; la partecipazione allo sviluppo delle strategie nazionali di economia circolare e bioeconomia.

                      “Nella nostra esperienza abbiamo avuto la possibilità di costruire collaborazioni tra settore pubblico, privato e accademico. Questo è stato fondamentale per promuovere e monitorare la due diligence in agricoltura. Il modello che raccomandiamo è quello delle agrocatenazioni e degli agganci produttivi, in cui aziende leader fungono da esempio per i piccoli produttori. Questo approccio consente di diffondere le buone pratiche e garantire la tracciabilità, con il supporto delle istituzioni pubbliche e del mercato. Se ci mettiamo a lavorare tutti assieme – ha concluso Alessandro Nicolis – potremo cambiare finalmente il paradigma nella produzione agricola e porre delle regole precise per fare in modo che possiamo giocare tutti la stessa partita e agire tutti in modo responsabile, sia verso gli essere umani che verso l’ambiente”.

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