Crisi patate canadesi, crolla l’export negli Usa? La fake news di agosto
Nelle ultime settimane ha preso piede sui social una fake news che parla di un crollo del 41% dell’export di patate canadesi verso gli Usa, dovuto ai dazi del 35% introdotti da Trump, e di un maxi accordo da 1,6 miliardi di dollari con l’Asia. Un articolo di The Canadian Press smentisce: il calo è del 17%, non esiste alcun accordo asiatico e le patate canadesi non sono soggette ai dazi
Dalla Redazione
È circolata nelle scorse settimane, sul web e sui social – ripresa anche da fonti presumibilmente autorevoli – una notizia riguardante la presunta crisi del settore pataticolo canadese, provocata dall’introduzione dei dazi del 35% da parte dell’amministrazione Trump. Secondo queste ricostruzioni, dapprima il Canada avrebbe semplicemente lasciato che i dazi – inizialmente introdotti al 25%, poi aumentati di un ulteriore 10% dal 1° agosto – facessero aumentare il prezzo negli Usa al cliente, quindi, stando sempre alle bufale circolate online, il Paese avrebbe cercato e trovato in Asia uno sbocco all’esportazione di patate.
“Ora al 35% di dazio, il Canada ha diminuito la vendita verso gli stati Uniti, pur mantenendo stabili i contratti di fornitura verso le grandi catene di fast food, ma avvertendo che a scadenza degli stessi contratti annuali le forniture verranno ricalibrate – si legge in post su Facebook di un influencer italiano, che ai più potrebbe sembrare autorevole, ma a un occhio esperto appare palesemente generato dall’Ai -. Il calo di esportazioni verso gli Stati Uniti è stato nel secondo trimestre del 41%”.
Una narrazione che, come chiarisce un articolo di The Canadian Press, non trova alcun riscontro nei dati reali.
Le affermazioni diffuse online
La notizia è partita da un post pubblicato il 6 agosto sulla piattaforma X, ex Twitter, che titolava: “Canada Cuts Potato Exports to U.S. – PM Carney signs $1.6B deal with Asia”. Nel giro di poche ore, il contenuto è stato rilanciato anche su Facebook, Threads, TikTok e numerosi canali YouTube, con video confezionati come veri e propri servizi giornalistici che hanno accumulato centinaia di migliaia di visualizzazioni.
In particolare, i post collegavano un presunto calo del 41% delle esportazioni di patate canadesi negli Stati Uniti ai dazi del 35% introdotti da Washington.
Nessun maxi accordo con l’Asia
Secondo quanto accertato da The Canadian Press, non esiste alcuna intesa da 1,6 miliardi di dollari con i mercati asiatici, né un incremento significativo delle spedizioni verso quella regione. “Le decisioni degli esportatori agroalimentari canadesi si basano sulle esigenze e dinamiche di mercato, e i dati disponibili per il 2025 non mostrano un aumento complessivo delle forniture verso l’Asia”, ha spiegato Stéphanie Blais, portavoce di Agriculture and Agri-Food Canada, al quotidiano canadese.
Il Canada è effettivamente impegnato da anni in trattative con l’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico), ma nessun accordo è stato ancora firmato. Lo scorso dicembre, un gruppo di produttori dell’Isola del Principe Edoardo ha visitato Indonesia e Filippine per esplorare nuove opportunità commerciali, e nel 2024 Ottawa ha chiuso i negoziati per un partenariato economico con Jakarta, che dovrebbe essere siglato quest’anno. Tuttavia, non è mai stata indicata alcuna cifra economica. I dati ufficiali, inoltre, segnalano che nel 2025 l’unica spedizione di patate fresche o refrigerate verso l’Indonesia risale ad aprile, con un totale di 980 tonnellate.
Stati Uniti, mercato centrale per le patate canadesi
Ben diversa la realtà delle relazioni commerciali con gli Stati Uniti, che rimangono il principale sbocco per la produzione canadese. Nel 2023/2024, il mercato americano ha assorbito il 96% delle esportazioni di patate da seme, il 93% di quelle di prodotto fresco e il 91% di patatine fritte.
I dati statistici confermano un calo delle forniture tra primo e secondo trimestre del 2025, ma molto più contenuto rispetto a quanto riportato online: le esportazioni sono passate da 512.621 tonnellate (gennaio-marzo) a 427.467 tonnellate (aprile-giugno), con una differenza di 85.154 tonnellate, pari al 17% e non al 41% citato nelle fake news.
Nessun dazio al 35% sulle patate canadesi
Un ulteriore elemento smentisce la narrazione social: le patate rientrano tra i prodotti regolati dal CUSMA (Canada-Usa-Messico Agreement). Ciò significa che, finché rispettano le regole di origine previste dall’accordo, non sono soggette ai dazi del 35% introdotti da Trump il 1° agosto.
Secondo Agriculture and Agri-Food Canada, le fluttuazioni osservate rientrano nelle dinamiche tipiche del commercio agricolo e si erano già verificate in anni precedenti, quando non esistevano tariffe aggiuntive. “Sono necessarie ulteriori analisi per valutare l’effettivo impatto della politica tariffaria statunitense”, ha puntualizzato Mylène Blais di Agriculture and Agri-Food Canada.
Video sensazionalistici e contenuti generati dall’Ai
La diffusione della notizia è stata alimentata anche da decine di video pubblicati su YouTube, dal tono accattivante e con titoli volutamente allarmistici. Molti di questi riportavano avvertenze sulla presenza di contenuti “alterati o sintetici”, senza garanzia di accuratezza.
Non è la prima volta che si verificano casi simili, fa notare The Canadian Press: in passato la testata aveva già smentito notizie false diffuse online, in alcuni casi realizzate con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, riguardanti presunti accordi commerciali del Canada con altri Paesi.
Copyright: Fruitbook Magazine





