Obesità e sovrappeso in Italia, un costo da 97 miliardi l’anno
Pellegrini, welfare company impegnata per il benessere delle persone, ha diffuso dati allarmanti: in Italia sovrappeso e obesità costano 97 miliardi l’anno e riducono il PIL del 2,8%. Con il 37% di bambini in eccesso di peso e cattive abitudini alimentari diffuse, la ristorazione collettiva diventa cruciale. Coldiretti richiama l’attenzione anche sui rischi dei cibi ultraprocessati, legati a obesità e malattie croniche
Dalla Redazione
Il problema del sovrappeso e dell’obesità non riguarda più solo la salute individuale, ma l’intera collettività. In Italia, secondo i dati diffusi da Pellegrini – realtà che si occupa di servizi dedicati ad aziende, enti scolastici, ospedali, rsa e altre istituzioni, sia in Italia che all’estero – in occasione del convegno “Cibo, salute e sana longevità” alla Triennale Milano, il costo complessivo legato a questa emergenza sanitaria è di 97 miliardi di euro all’anno, con una perdita di produttività pari a oltre 570 mila lavoratori a tempo pieno e una riduzione del PIL nazionale del 2,8%.
In Italia preoccupa l’obesità infantile
“Una dieta scorretta è diventata la seconda causa di malattie croniche in Italia”, esordisce Pellegrini in una nota. Se da un lato preoccupano gli impatti economici, cresce l’allarme anche per l’incidenza del problema sulle nuove generazioni: “l’Italia, pur essendo tra i paesi più virtuosi per il contenimento del sovrappeso nella popolazione adulta, è il secondo peggiore in Europa per obesità infantile – sottolinea la società -, con il 37% dei bambini in eccesso di peso (la media UE è del 29 per cento).
Gli italiani vivono in media 2,7 anni in meno a causa del sovrappeso e già oggi le cure per l’obesità rappresentano il 9% della spesa sanitaria nazionale. Inoltre, la produttività del mercato del lavoro persa ogni anno dall’Italia a causa del sovrappeso è pari a oltre 570 mila lavoratori a tempo pieno: il sovrappeso riduce il PIL dell’Italia del 2,8% e per coprire questi costi ogni italiano paga 330 euro in più di tasse all’anno. L’attuale tasso di obesità infantile porterà, secondo gli studi, a una spesa aggiuntiva per il Sistema sanitario nazionale di oltre 400 milioni all’anno”.
Le cattive abitudini alimentari
Il comunicato di Pellegrini sottolinea inoltre come, a dispetto di ciò, le cattive abitudini alimentari restino diffuse. “Solo un italiano su dieci consuma le cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura raccomandate – si legge nella nota -. Se la popolazione che segue una dieta scorretta si allineasse a coloro che seguono le porzioni consigliate, il Paese risparmierebbe 2,8 miliardi di euro di spesa sanitaria”.
In questo scenario, dunque, la ristorazione collettiva diventa un attore centrale. “Nei refettori scolastici e nei ristoranti aziendali si gioca una partita decisiva per la salute pubblica: qui, infatti, è possibile garantire un accesso democratico a cibo sano e bilanciato, rompendo il circolo vizioso che spesso lega il benessere alimentare al reddito”.
Il ruolo della ristorazione collettiva
La sfida per il futuro passa quindi dai luoghi della ristorazione collettiva, scolastica e aziendale, considerati leve fondamentali per incidere sui comportamenti alimentari e sulla prevenzione. Pellegrini ha avviato un progetto sperimentale con la Fondazione Valter Longo, coinvolgendo i propri dipendenti in percorsi nutrizionali personalizzati, a conferma di un approccio che mette la salute al centro delle proprie politiche aziendali.
L’allarme Coldiretti sugli alimenti ultra-formulati
Il tema è stato al centro anche del Villaggio Coldiretti di Viterbo, dove si è discusso dell’aumento dei consumi di cibi ultra-formulati. Come ha spiegato Riccardo Fargione, direttore della Fondazione Aletheia, negli ultimi 20 anni i tassi di obesità sono cresciuti del 36% e i casi di diabete di tipo 2 legato all’alimentazione di oltre il 60%. Un fenomeno – si legge nella nota di Coldiretti – strettamente collegato alla diffusione di snack industriali, bevande energizzanti e prodotti confezionati che contengono fino a decine di ingredienti chimici.
Secondo la dottoressa Maria Chiara Mentella del Policlinico Gemelli, questi alimenti aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, tumori e diabete, oltre a generare dipendenza al pari di alcol e droghe.
L’Istituto Superiore di Sanità rileva che tra il 2022 e il 2023 quattro adulti su dieci in Italia hanno problemi di eccesso di peso. “Il cibo e la salute sono un’unica cosa e noi non rinunciamo alla nostra salute e al cibo prodotto dai nostri agricoltori” ha dichiarato David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio, richiamando l’importanza di una dieta legata alla tradizione e ai prodotti agricoli del territorio.
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