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                      Esselunga, torna il blocco delle consegne a domicilio a Milano

                      Nuovo sciopero dei corrieri che gestiscono le consegne della spesa online di Esselunga a Milano. Domenica 28 settembre i lavoratori di Brivio & Viganò, Deliverit e Cap Delivery hanno bloccato il servizio con presidi nei magazzini di Settimo Milanese e San Giuliano

                      Dalla Redazione

                      Esselunga blocco consegne

                      Domenica 28 settembre i lavoratori delle tre aziende che gestiscono in appalto le consegne a domicilio della spesa per Esselunga – vale a dire Brivio & Viganò, Deliverit e Cap Delivery – hanno deciso nuovamente di fermarsi. Sono scattati due presidi sindacali nei magazzini di Settimo Milanese, base operativa di Brivio & Viganò, e in quello di San Giuliano, quartier generale di Deliverit. A darne notizia è il Corriere di Milano, che rivela che le sigle di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti hanno proclamato ufficialmente un nuovo sciopero.

                      L’ultima agitazione risale a luglio, quando i sindacati avevano indetto uno sciopero nazionale per il contratto di secondo livello. La trattativa si era interrotta sulla parte economica: le aziende che hanno in appalto la logistica della spesa online di Esselunga avevano proposto aumenti salariali per i driver di circa 2 mila euro il primo anno e un premio di risultato, ma le richieste sindacali erano state giudicate non sostenibili, portando alla rottura del confronto.

                      Servizio a domicilio bloccato e rimborso ai clienti

                      Il primo effetto della protesta è stato il blocco del servizio di consegna a domicilio. Ai clienti che avevano ordinato la spesa online, Esselunga ha inviato un messaggio di annullamento: “Siamo spiacenti di comunicarle che non ci sarà possibile consegnare il suo ordine, a causa di un’iniziativa da parte del personale dell’azienda che svolge il servizio di consegna per nostro conto e del tutto indipendente dalla nostra volontà”. Per scusarsi del disagio, la catena ha aggiunto un buono sconto da 10 euro, come riporta il Corriere di Milano.

                      Le ragioni della nuova protesta

                      La vertenza nasce dal mancato riconoscimento dell’indennità legata alla consegna della spesa al piano. “L’accordo a livello nazionale il 31 luglio – spiega Guglielmo Ruggiero, segretario della Filt Cgil di Milano – ha riconosciuto un’indennità di 2 euro e ha rinviato ad accordi territoriali entro il 20 settembre. Quindi le aziende avrebbero dovuto discutere su un ulteriore riconoscimento economico per le mansioni non previste dal contratto”.

                      La trattativa non è invece avanzata, secondo i sindacati. “Le aziende ci hanno riproposto bozze superate – dice ancora Ruggiero al Corriere – noi abbiamo chiesto alla prefettura di intervenire come garante super partes del confronto, ma nell’attesa il 22 è scattata l’agitazione e domenica mattina, spontaneamente, è scattato lo sciopero”.

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