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                      Vertenza driver Esselunga, interrotte le trattative per il contratto di filiera

                      Brivio & Viganò, Deliverit e Capdelivery rispondono allo sciopero nazionale dei driver Esselunga: le trattative per un contratto di secondo livello si sono interrotte sulla parte economica. Le aziende rivendicano sforzi significativi e ribadiscono la necessità di garantire sostenibilità e continuità occupazionale

                      Dalla Redazione

                      Esselunga driver

                      Dopo lo sciopero nazionale proclamato dai sindacati che si è svolto ieri, 24 luglio, e che ha coinvolto i driver della spesa a domicilio per conto di Esselunga, arriva la replica delle tre aziende appaltatrici – Brivio & Viganò Logistics, Deliverit e Capdelivery – al centro della vertenza. Le società ricostruiscono il percorso negoziale avviato per definire un contratto di secondo livello a valenza nazionale e annunciano una rottura del tavolo, spiegandone le motivazioni e auspicando la ripresa del confronto.

                      “Brivio & Viganò Logistics, Deliverit e Capdelivery gestiscono il servizio di consegna delle spese per i clienti dell’insegna Esselunga – scrivono le aziende in una nota ufficiale -. Da lungo tempo sono in corso trattative tra le parti per la definizione di un contratto di secondo livello per la filiera dell’ultimo miglio che vede interessati oltre 1.200 driver che regoli nel dettaglio tutti gli aspetti tipici del servizio e contestualmente, uniformi, a livello nazionale, trattamenti economici e normativi per i lavoratori impegnati sulle diverse regioni. Purtroppo, nonostante l’impegno e la volontà delle aziende, non è stato possibile allo stato attuale, raggiungere un accordo con le parti sindacali”.

                      Driver Esselunga, “Le richieste non sono ad oggi sostenibili per le imprese”

                      “Dopo un lavoro piuttosto complesso relativo alla parte normativa dell’accordo, sulle quali si sono registrate sostanziali e generali convergenze, le organizzazioni sindacali e le aziende non hanno trovato un accordo sulla parte economica – continua la nota -. La proposta delle aziende, frutto di grandi sforzi nonché di una negoziazione lunga e articolata, portava ad un importante incremento salariale complessivo pari circa 2.000 il primo anno, oltre ad un premio di risultato di valore crescente per il biennio 2026/2027. A questo si aggiunge quanto siglato in data 6 maggio 2025 con il riconoscimento di € 150 netti di bonus e € 100 netti assorbibili a fronte della buona riuscita delle trattative”.

                      “Tale percorso – proseguono – ha richiesto alle aziende notevoli sforzi, sia economici che organizzativi, mossi dalla convinzione che un’intesa condivisa potesse rappresentare un passo importante per tutti. Tuttavia, quanto messo in campo, con grande sacrificio dalle aziende, non è stato ritenuto sufficiente sia come valori salariali che come valore del premio di risultato. Tali richieste non sono ad oggi sostenibili per le imprese”.

                      Servono sostenibilità e continuità occupazionale

                      “Ricordiamo che la continuità delle aziende si basa proprio sulla sostenibilità economica del business che permette il mantenimento dei livelli occupazionali e possibilmente l’apertura di nuove opportunità lavorative – concludono le tre aziende che gestiscono la logistica di Esselunga nella nota -. Auspichiamo che la trattativa possa riprendere confidando che tutte le parti coinvolte agiscano con senso di responsabilità per raggiungere soluzioni condivise e sostenibili per il futuro”.

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