The Lancet: frutta e verdura al centro della “Dieta per la salute planetaria”
Il nuovo rapporto EAT-Lancet 2025 pubblicato dalla prestigiosa rivista britannica riafferma il ruolo strategico di frutta e verdura nella “Dieta per la salute planetaria” (PHD). Il modello, fondato sulla prevalenza di alimenti vegetali e un consumo moderato di prodotti animali, potrebbe prevenire fino a 15 milioni di morti premature l’anno e ridurre le emissioni globali di oltre il 15%. Per allinearsi agli obiettivi della PHD entro il 2050, sarà necessario aumentare la produzione mondiale di frutta, verdura e frutta secca del 63%
Dalla Redazione
Un nuovo rapporto pubblicato su The Lancet, prestigiosa rivista scientifica medica britannica, rilancia la Planetary Health Diet (PHD) come modello alimentare in grado di migliorare contemporaneamente la salute delle persone e quella del pianeta. Il documento della Commissione EAT-Lancet 2025, composta da 70 esperti provenienti da 35 Paesi, aggiorna e amplia le evidenze del primo rapporto del 2019, sottolineando il ruolo decisivo di frutta e verdura fresche nella costruzione di un sistema alimentare “sano, sostenibile e giusto”. Quella proposta è una dieta flessibile e adattabile alle diverse culture, fondata sulla prevalenza di alimenti vegetali appunto – anche cereali integrali, legumi e frutta secca – e su un consumo moderato di carne, pesce, uova e latticini.
Secondo il nuovo studio, questo equilibrio consentirebbe di prevenire fino a 15 milioni di morti premature ogni anno e di ridurre le emissioni globali legate al cibo di oltre il 15% rispetto ai livelli del 2020
Aumentare la produzione di ortofrutta del 63% entro il 2050
La Commissione EAT-Lancet sottolinea come frutta e verdura fresche siano il perno del cambiamento. Per soddisfare i fabbisogni nutrizionali globali senza oltrepassare i limiti planetari, la Commissione prevede un aumento del 63% della produzione di frutta, verdura e frutta a guscio entro il 2050, mentre la produzione di carne bovina dovrebbe ridursi del 33%.
Il rapporto evidenzia che meno dell’1% della popolazione mondiale si trova oggi in una condizione di equilibrio tra salute e sostenibilità. Spostare la popolazione globale all’interno di questo “spazio sicuro e giusto” richiederà un profondo cambiamento nei sistemi produttivi e nelle abitudini alimentari, con una netta crescita del consumo di prodotti freschi.
Le quantità raccomandate nella Planetary Health Diet
Come descrive The Guardian, la dieta per la salute planetaria consiglia porzioni giornaliere e settimanali precise, mantenendo ampia flessibilità culturale:
- Frutta e verdura: almeno cinque porzioni al giorno (circa 500 g)
- Cereali integrali: tre o quattro porzioni al giorno (150 g)
- Legumi: una porzione al giorno (75 g)
- Frutta secca: una porzione al giorno (25 g)
- Carne rossa: una porzione a settimana (fino a 200 g)
- Pollame e pesce: due porzioni a settimana
- Uova: tre o quattro a settimana
- Latticini: una porzione al giorno (0–500 g di latte, yogurt o formaggio)
Nelle regioni a reddito alto, l’eccesso di carni, latticini e zuccheri è tra le principali cause di malattie croniche e squilibri ambientali. Al contrario, in aree a basso reddito, un lieve aumento di pollo, uova e latticini può migliorare la qualità della dieta.
Le disuguaglianze del sistema alimentare globale
Il rapporto evidenzia anche le profonde disparità che caratterizzano i sistemi alimentari: il 30% più ricco della popolazione mondiale è responsabile di oltre il 70% delle pressioni ambientali, mentre 2,8 miliardi di persone non possono permettersi una dieta sana e 1 miliardo è denutrito, nonostante la produzione globale di cibo sia sufficiente. Il sistema alimentare sta inoltre danneggiando il miliardo di persone che soffrono di obesità, afferma il rapporto.
Il rapporto raccomanda di rivedere i sistemi di tassazione per rendere il cibo non sano più costoso e quello sano più economico, di regolamentare la pubblicità del cibo non sano e l’uso di etichette di avvertimento, e di spostare gli attuali sussidi agricoli verso alimenti più sani e sostenibili, come riporta The Guardian.
Ortofrutta perno della transizione alimentare
Nel quadro delineato dalla Commissione, il settore dell’ortofrutta assume un ruolo centrale nella transizione alimentare. I sistemi alimentari dovranno puntare, come detto, a un’espansione strutturale della produzione di frutta e verdura, sostenuta da politiche di incentivo e da un reale riequilibrio dei sussidi agricoli verso alimenti sani e sostenibili.
“Ciò che mettiamo nei nostri piatti può salvare milioni di vite, ridurre miliardi di tonnellate di emissioni, arrestare la perdita di biodiversità e creare un sistema alimentare più equo”, afferma il professor Johan Rockström, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research e copresidente della Commissione EAT-Lancet, come si legge su The Guardian -. Le prove sono innegabili: trasformare i sistemi alimentari non solo è possibile, ma è essenziale per garantire un futuro sicuro, giusto e sostenibile per tutti”.
“Questa non è una dieta di privazione – aggiunge il Prof. Walter Willett della facoltà di sanità pubblica di Harvard TH Chan, nonché co-presidente della commissione -. È qualcosa che potrebbe essere delizioso, desiderabile e sano. Inoltre, tiene conto della diversità culturale e delle preferenze individuali, garantendo flessibilità”.
Un riferimento per il futuro del cibo
Il rapporto EAT-Lancet 2025, definito dal Guardian “la valutazione scientifica più completa dei sistemi alimentari globali”, fornisce una base aggiornata per guidare politiche, imprese e consumatori verso diete sane e sostenibili.
Con frutta e verdura al centro delle raccomandazioni, la Planetary Health Diet si propone come modello alimentare capace di conciliare benessere umano, salute del pianeta e giustizia sociale – i tre pilastri del cibo del futuro.
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