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                      Cortilia, 14 anni in corsa verso l’utile. Ma i conti ancora non quadrano

                      Dalla sua nascita, 14 anni fa, Cortilia chiude i bilanci in rosso. Ora, come riporta Affari & Finanza, l’azienda guidata da Andrea Colombo ha due anni di tempo per tentare di invertire la rotta e raggiungere il pareggio. Il Ceo punta sulle nuove partnership – a partire da quella con Amazon, definita il possibile volano per il rilancio – per consolidare la crescita e ritrovare redditività

                      Dalla Redazione

                      Cortilia

                      Il sostantivo che meglio descrive la parabola di questi ultimi 14 anni di business online è indubbiamente “resilienza”. Dalla pandemia al ritorno alla normalità, passando per un decennio di crescita e riorganizzazioni, Cortilia ha continuato a rappresentare un laboratorio di innovazione nel mondo dell’e-grocery, ma anche un caso emblematico di quanto sia complesso rendere profittevole un modello fondato sulla qualità e sulla filiera corta. Oggi la piattaforma milanese della spesa online di qualità – nata nel 2011 come primo mercato agricolo digitale in Italia – nonostante gli innumerevoli sforzi non ha ancora raggiunto l’utile.

                      Il bilancio 2024, come si legge in un articolo pubblicato oggi su Repubblica Affari&Finanza, si è chiuso con ricavi per 45 milioni di euro, in aumento rispetto all’anno precedente, ma con una perdita di 7,6 milioni. Nonostante il rosso costante, i soci – i fondi Indaco, Red Circle, Five Season e Primo Capital, oltre al fondatore Marco Porcaro – continuano a investire, segno di fiducia nel progetto e nella sua capacità di evolversi, ma entro i prossimi due anni l’azienda deve dimostrare di poter raggiungere la sostenibilità economica e chiudere, per la prima volta, un esercizio in utile, come previsto dal piano industriale in corso.

                      Il nuovo corso con Andrea Colombo

                      Il cambio di passo è cominciato nel 2023, quando Andrea Colombo ha preso il posto del fondatore Marco Porcaro alla guida di Cortilia, chiamato come amministratore delegato a guidare una nuova fase strategica. Oggi, come sottolinea Affari&Finanza, Cortilia sta attraversando una fase “della consapevolezza”, in cui dopo il boom della pandemia e il fisiologico rallentamento post-emergenza, l’obiettivo è ritrovare un equilibrio senza tradire i propri valori di fondo.

                      Il nuovo piano industriale e l’assortimento potenziato

                      Il nuovo piano industriale triennale, in scadenza tra due anni, punta a riportare Cortilia in equilibrio. Il percorso non è semplice, ma il supporto dei soci resta a quanto pare solido: la società ha raccolto 54 milioni di euro in diversi round e oggi mira a trovare la formula giusta per mantenere l’equilibrio tra identità e sostenibilità. Una sfida che passa da partnership strategiche, un ampliamento dell’assortimento e nuove sinergie commerciali.

                      Andrea Colombo, Ceo di Cortilia

                      Andrea Colombo, Ceo di Cortilia

                      Oggi l’assortimento di Cortilia supera le 4.500 referenze. La maggior parte dei prodotti arriva da piccoli fornitori entro un raggio di 200 chilometri da Milano, e il 98% è made in Italy. Un modello che punta su qualità e tracciabilità, ma che comporta costi strutturali elevati. Il servizio di consegna, partito in Lombardia, oggi copre tutto il Nord-Ovest e l’Emilia in modo diretto, mentre nel resto del Paese opera attraverso partnership logistiche.

                      La partnership con Amazon e l’incursione nel retail fisico

                      A febbraio scorso Cortilia ha annunciato una partnership con Amazon, che consente di acquistare una selezione di prodotti Cortilia anche su Amazon.it/supermercato, inizialmente a Milano, Monza e aree limitrofe, con successiva estensione a livello nazionale. “Amazon ci ha dato la possibilità di rimanere Cortilia, non saremmo andati lì se ci avessero imposto dei prodotti”, assicura Colombo su Affari&Finanza. Il colosso dell’e-commerce di Seattle è solo una vetrina dei prodotti del retailer milanese, che ne gestisce gli ordini e i prezzi. E potrebbe essere il volano di cui la società ha bisogno per chiudere il passivo che si porta dietro da 14 anni. Questo, almeno, è l’auspicio.

                      A questa collaborazione si affiancano anche accordi con realtà del retail fisico come il Viaggiator Goloso e to.market. Con il primo, Cortilia ha avviato una doppia sinergia: la vendita online di oltre 400 prodotti del brand premium del Gruppo Finiper Canova e l’apertura di corner dedicati alla propria offerta di frutta e verdura in alcuni punti vendita milanesi. Con to.market la collaborazione riguarda invece la distribuzione di prodotti selezionati all’interno dei supermercati urbani, con l’obiettivo di testare nuove formule ibride tra online e offline.

                      L’ultima collaborazione avviata da Cortilia è quella con Planter, per accompagnare gli utenti verso un’alimentazione più sostenibile, integrando la pianificazione dei pasti con l’acquisto immediato degli ingredienti freschi e di qualità direttamente sulla piattaforma di spesa online.

                      Ancora due anni di tempo per invertire la rotta

                      Nonostante i ricavi in crescita e un ampliamento dell’offerta e dei canali di vendita, Cortilia continua dunque a registrare perdite operative. Il 2024 si è chiuso, secondo Affari & Finanza, con 45 milioni di euro di fatturato e una perdita di 7,6 milioni, confermando un andamento in linea con il 2023.

                      Il nuovo piano industriale dà all’azienda ancora due anni di tempo per invertire la rotta e raggiungere il break even, grazie anche a 2,5 milioni di euro di capitale già vincolati al finanziamento della strategia di rilancio. L’obiettivo resta quello di portare l’azienda alla sua prima redditività storica, consolidando al tempo stesso la crescita e la struttura operativa.

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