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                      Torna a riempirsi il carrello della spesa, trainato da freschi e spinta healthy

                      L’analisi Ismea sul primo semestre 2025 fotografa un carrello che torna a crescere, spinto dai freschi e da scelte più orientate al benessere: ortofrutta – ortaggi in primis – uova, pesce e yogurt registrano i segnali migliori, mentre rallentano latte fresco, vino e diversi prodotti confezionati per la colazione. Aumenta la frequenza d’acquisto e il supermercato resta il canale di riferimento

                       Dalla Redazione

                      Ismea carrello della spesa

                      Fonte: Elaborazioni Ismea su dati NielsenIQ

                      Il carrello della spesa degli italiani torna a riempirsi e i freschi sono il comparto più dinamico, con l’ortofrutta che mostra incoraggianti segnali di ripresa. Ce lo aveva detto l’ultimo Rapporto Coop e lo conferma anche l’ultima analisi Ismea sui consumi domestici nel primo semestre 2025, da cui emerge che frutta e verdura tornano a crescere anche in volume, oltre che in valore, e recuperano terreno soprattutto nelle componenti fresche.

                      Nei primi sei mesi di quest’anno, secondo Ismea, la spesa cresce del 5,2% sullo stesso periodo del 2024, dopo il +2% dell’anno precedente. Il dato più significativo è che la ripresa non è attribuibile solo ai prezzi, ma a un recupero effettivo dei volumi acquistati in diversi comparti, con una dinamica più intensa nelle categorie fresche, appunto.

                      La crescita è distribuita in maniera differenziata sul territorio, con il Sud in testa (+6,9%), seguito dal Centro (+5,2%), dal Nord-Ovest (+5%) e dal Nord-Est (+3,5%). Tutte le aree registrano un’accelerazione nel secondo trimestre, segno di una progressiva normalizzazione del carrello. Parallelamente aumenta la frequenza d’acquisto, che sale del 10% su base annua, con valori ancora più alti nel Nord-Ovest.

                      Il supermercato consolida la propria leadership

                      Sul fronte dei canali distributivi, i dati Ismea confermano il ruolo centrale del supermercato, che nel primo semestre 2025 rappresenta il 41% della spesa alimentare e cresce del 6,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Seguono discount e ipermercati, entrambi con una quota del 22%, in aumento rispettivamente del 3,5% e del 3,3%. Più contenuti gli incrementi del libero servizio (+1,4%, quota 5%) e dei negozi tradizionali, che mantengono il 6% del totale. Anche gli altri canali, pur rappresentando una quota residuale del 3%, registrano un segno positivo (+1,6%).
                      Nel complesso, la pressione promozionale rimane sostanzialmente stabile (23,8% contro 23,6%).

                      Tipologie familiari: cresce soprattutto chi ha figli

                      L’analisi sociodemografica mostra un andamento particolarmente positivo per le famiglie con responsabile degli acquisti under 55 con figli, dove la spesa sale del 7,1% e del 9,1% a seconda dell’età dei figli. Sono proprio questi nuclei a guidare anche la ripresa dei volumi. Più contenuta la crescita per le famiglie monocomponenti over 55 (+4,3%), che nei due anni precedenti avevano sostenuto il mercato. Ancora più moderato l’andamento dei nuclei over 55 senza figli conviventi, la cui spesa aumenta solo dell’1% e i volumi risultano in contrazione.

                      Gli ortaggi trainano il carrello. IV gamma torna in positivo

                      Il comparto orticolo conferma un andamento positivo, con una crescita della spesa del 3,6% e un aumento significativo dei volumi, soprattutto nella componente fresca. Gli ortaggi freschi, che rappresentano quasi la metà della spesa del comparto (47% secondo i grafici ISMEA), registrano un incremento dei volumi del 4,9%, mentre le patate mostrano un recupero ancora più marcato (+7%). Spiccano nel comparto orticolo le performance della IV gamma, che torna in territorio positivo con un +2,3% dei volumi.
                      Restano invece stabili gli acquisti di surgelati e dei trasformati, incluse le conserve a base di pomodoro, che mantengono un profilo regolare senza variazioni significative. L’intero comparto beneficia dunque di una rinnovata centralità del fresco all’interno del carrello.

                      Frutta: più spesa, meno volumi

                      Sul fronte della frutta, la spesa complessiva cresce del 5,5%, mentre i volumi mostrano una flessione. I dati dei grafici evidenziano dinamiche differenziate: gli agrumi registrano una contrazione dei volumi (-7,1%) e della spesa (-2,5%), mentre i prezzi salgono del 5%. Le “altre categorie” di frutta fresca mostrano incrementi sia nei volumi (+1,7%) sia nei prezzi (+5,7%), con la spesa complessiva in aumento del 7,5%.

                      Performance positive anche per la frutta trasformata (+5,5% spesa, + 0,4% volumi, +5,1% prezzi) e, in particolare, per la frutta in guscio, che segna un aumento dei volumi dell’1,9% e un deciso incremento dei prezzi (+8,9%).

                      I succhi di frutta mostrano una dinamica opposta: la spesa cala del 3%, mentre i volumi risultano in lieve aumento (+0,7%).

                      La struttura del paniere resta comunque stabile: oltre metà della spesa del comparto (55%) è assorbita dall’altra frutta fresca, seguita dagli agrumi (16%), dalla frutta in guscio (12%) e dai trasformati (9%).

                      Fonte: Elaborazioni Ismea su dati NielsenIQ

                      Carni, uova e pesce mostrano segnali di ripresa

                      I volumi acquistati sono tornati a crescere per molte referenze del comparto delle carni, con i prezzi in costante e importante aumento. Tra tutte le tipologie di carne, spicca ancora una volta quella avicola, con un incremento del 6,1% nei volumi acquistati e una spesa in crescita dell’11,5%. Segue la carne suina(+3,1% volumi, +5,5% spesa), mentre è in calo la carne bovina (-1% volumi, +8,7% prezzi). Le uova invece hanno confermato il proprio ruolo strategico all’interno del comparto proteico, evidenziando un incremento dei volumi acquistati del 7,5% anche a fronte di prezzi in aumento del 5,3%.
                      Anche per quanto riguarda i prodotti ittici, gli acquisti domestici hanno registrato una ripresa, con un incremento della spesa complessiva del 7,2% sostenuta sia dai prezzi in rialzo che dal recupero dei volumi. A stimolare questo risultato è stata soprattutto la crescita della spesa del pesce fresco, che rappresenta oltre la metà del totale ittico, l’incremento dei volumi del 3,2% si è accompagnato ad un aumento dei prezzi medi del 6,2%.

                      Derivati dei cereali e lattiero-caseari: andamenti contrastati

                      Il comparto cereali cresce del 2,7%, sostenuto da pane e sostituti (+6,1% in valore e +4,9% in volume) e dalla pizza (+4,8% la spesa; +4,2% i volumi). Rimane stabile la domanda di pasta, con volumi in lieve calo (-0,6%) ma prezzi in riduzione per effetto delle promozioni diffuse, mentre continua la flessione dei prodotti per la prima colazione, legata allo spostamento delle abitudini verso yogurt e frutta secca.

                      Anche il comparto lattiero-caseario mostra un andamento positivo, con la spesa in aumento del 6,3%. Molto bene lo yogurt, che avanza del 9,7% nella spesa e del 5,7% nei volumi. Prosegue invece la flessione del latte fresco, in calo del 3,9% nei volumi acquistati.

                      In flessione vino e birra, crescono gli analcolici

                      Nel comparto delle bevande spicca la perforformace degli spumanti, per i quali a fronte di un incremento dei volumi dell’8,8%, la spesa cresce del 7,6%. Spesa in aumento dell’1,9% per il vino, con volumi in contrazione del 2,5%. In flessione i volumi per le birre (-1,1%). Di contro aumentano i volumi di acqua in bottiglia nel carrello (+3,9%) così come quelli di bevande analcoliche (+3,2%).

                      Fonte: Elaborazioni Ismea su dati NielsenIQ

                      Oli vegetali e altri prodotti

                      Nel segmento degli oli, la riduzione dei prezzi dell’olio extravergine di oliva (-18% in Gdo) favorisce un deciso incremento dei volumi acquistati (+15%). In direzione opposta l’olio di semi, in calo del 6,4% nei volumi e in lieve aumento nei prezzi (+1,6%). Tra gli altri prodotti a scaffale spiccano il miele, con una crescita dei volumi del 7%, e il caffè, che registra un incremento della spesa del 18%. Rimangono pressoché invariati gli acquisti di zucchero e dolcificanti.

                      Come cambia lo scontrino, trainato dalla spinta healthy

                      Il quadro tracciato da Ismea evidenzia un’evoluzione dello scontrino che riflette una crescente attenzione verso prodotti percepiti come più salutari. Oltre ai trend già descritti nei singoli comparti, continuano a crescere gli acquisti di yogurt e di alcune categorie fresche, mentre arretrano consumi tradizionali come latte fresco e vino. Si modifica anche l’offerta destinata ai più piccoli, con un calo degli acquisti di succhi di frutta, merendine, creme spalmabili e cioccolate, segnali di scelte più selettive e orientate a ridurre zuccheri e prodotti ultraprocessati.

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