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                      Cilentus, il nuovo romanesco di BASF | Nunhems che guarda al futuro del carciofo

                      Al Cilentus Day di Ordona, BASF | Nunhems ha presentato la nuova varietà romanesca Cilentus, riunendo produttori e operatori per riflettere sulle sfide del comparto. La giornata, tra mostra pomologica, visite in campo e interventi tecnici, ha evidenziato il ruolo crescente degli ibridi per qualità, uniformità e redditività, in un mercato di consumi in calo e superfici in trasformazione

                      di Carlotta Benini

                      Cilentus Day carciofo BASF | Nunhems

                      Si è svolto a Ordona (FG) il 27 novembre il Cilentus Day

                      Produttori, tecnici, industrie di trasformazione e operatori commerciali provenienti dalle principali regioni vocate si sono ritrovati a Ordona (FG) il 27 novembre scorso in occasione del Cilentus Day, una giornata organizzata da BASF | Nunhems per presentare ufficialmente la nuova varietà di carciofo della tipologia romanesco introdotta commercialmente lo scorso anno. Una partecipazione numerosa, che ha confermato l’interesse crescente verso questo nuovo ibrido – e in generale verso tipologie innovative in grado di garantire elevate performance e un ritorno economico per i produttori – insieme alla necessità, condivisa dalla filiera, di riflettere sulle dinamiche di un mercato oggi in contrazione.

                      Al centro dell’evento, guidato da Giovanni Orioli, account manager carciofo e colture industriali Italia continentale di BASF | Nunhems, non solo la presentazione di Cilentus, ma un confronto ampio sulla situazione produttiva nazionale e sulle opportunità che la genetica ibrida può offrire.

                      Cilentus: secondo anno di introduzione e un mercato da ampliare

                      Per BASF | Nunhems, Cilentus rappresenta un tassello chiave di rinnovamento all’interno della tipologia romanesca. Essendo già al secondo anno di introduzione commerciale, l’obiettivo oggi è duplice: consolidare la presenza della varietà e estendere il numero di clienti interessati, intercettando areali dove questo nuovo ibrido può portare valore aggiunto.

                      “Cilentus è stato progettato per rispondere a esigenze produttive e commerciali precise – ci racconta Orioli -: grande uniformità, forma tipica del romanesco, colore intenso e, soprattutto, una forza genetica superiore, che consente alla pianta di performare meglio rispetto alle varietà tradizionali, tanto in termini di produttività quanto di qualità. Il colore viola, particolarmente intenso e arricchito da sfumature evidenti sulle brattee del capolino, rappresenta un ulteriore elemento distintivo”.

                      Cilentus carciofo BASF | Nunhems

                      Cilentus, il nuovo carciofo romanesco top di gamma formato BASF | Nunhems

                      Un ibrido che apre nuovi spazi commerciali

                      L’introduzione di Cilentus permette l’accesso ad areali in cui la tipologia romanesca è storicamente riconosciuta dal consumatore. “In particolare, l’area di Roma e il Nord Ovest sono i mercati più ricettivi, mentre il Nord Est mostra meno interesse per questa tipologia”, spiega Orioli. “Entrare in questi territori, dove il consumatore conosce il romanesco e ne apprezza le caratteristiche estetiche, con una varietà di qualità superiore, anche dal punto di vista estetico, offre la possibilità di raggiungere segmenti disponibili a riconoscere un prezzo maggiore”, aggiunge.

                      Una giornata tra mostra pomologica, confronto tecnico e visite in campo

                      La giornata si è aperta con una mostra pomologica che ha offerto ai partecipanti l’occasione di osservare da vicino quasi tutte le varietà a catalogo Nunhems.A fare da cornice all’evento è stata Cericola Corporate, azienda simbolo dell’evoluzione dell’agricoltura italiana: 300 ettari dedicati alle orticole, di cui 100 destinati al carciofo e altri 200 gestiti tramite contratti di coltivazione con fornitori locali. Il momento più atteso è stato la visita tecnica in campo, durante la quale i presenti hanno potuto valutare direttamente il comportamento delle varietà e confrontarsi con l’agronomo dell’azienda. La sessione centrale dei lavori ha riunito gli interventi di Michele Cericola, che ha ripercorso la storia aziendale; di William Cavalieri, country sales manager Italy di BASF | Nunhems, dedicato alla strategia di ricerca e innovazione genetica dell’azienda; e di Giuseppe Rosa, market developer per l’area Crop Protection, che ha evidenziato la sinergia tra genetica, difesa e soluzioni digitali. La famiglia Cericola ha accolto anche il sindaco di Polignano, Vito Carrieri, invitato per un breve saluto istituzionale.

                      Carciofo: consumi in calo e superfici destinate alla trasformazione

                      Orioli traccia un quadro chiaro delle tendenze di mercato: “I consumi di carciofo fresco oggi sono in calo e, parallelamente, una quota crescente delle superfici italiane, così come in Europa e nel resto del mondo, viene destinata alla trasformazione industriale, tra surgelato e conserve”.
                      A incidere non sono solo i costi di produzione e i contesti climatici sempre più sfidanti, ma anche il cambiamento delle abitudini alimentari: il consumatore moderno, infatti, ha meno tempo per cucinare e tende a prediligere prodotti immediati e ad alto contenuto di servizio. “Il Sud Italia rimane l’area più fedele al prodotto fresco – puntualizza Orioli -, la zona di Roma conferma una domanda consolidata, mentre nel Nord Est prosegue la preferenza verso il trasformato”.

                      Il cuore di carciofo e il ruolo delle soluzioni “ready-to-use”

                      Un segmento che sta acquisendo spazio è quello che Orioli definisce “quasi di quarta gamma”: vaschette con cuori di carciofo già puliti e privi di gambo. Un prodotto che incontra le esigenze di praticità dei consumatori di oggi, specie i più giovani, e che “permette di valorizzare anche capolini con piccoli difetti legati al clima”. Si tratta però di un mercato ancora limitato, una nicchia che si sviluppa soprattutto nelle aree in cui il consumo di fresco è meno radicato.

                      Cilentus Day carciofo BASF | Nunhems

                      Giovanni Orioli, account manager carciofo e colture industriali Italia continentale di BASF | Nunhems

                      Gli areali produttivi e l’evoluzione delle zone di coltivazione

                      La geografia produttiva nazionale continua a essere fortemente concentrata nel Centro-Sud, con Puglia in testa, seguita da Sardegna, Sicilia e Lazio. Presenze più contenute interessano Basilicata, Campania e Molise. Orioli sottolinea però un fenomeno emergente: “grazie ai nuovi ibridi e al cambiamento climatico – dice -, la coltivazione del carciofo sta comparendo anche in aree dove non era mai stata praticata, come Emilia-Romagna, Veneto e alcune micro-zone delle Marche. In questi casi si parla comunque di superfici limitate, nell’ordine di poche decine o centinaia di ettari.

                      Il futuro del carciofo

                      Dalla giornata è emersa con chiarezza la necessità di rilanciare una categoria dalle grandi potenzialità produttive e qualitative, oggi frenata da consumi poco dinamici e da un mercato in continua trasformazione. In questo contesto l’ibrido rappresenta una leva fondamentale per ridare slancio al comparto. Maggiore produttività, uniformità, qualità superiore e la possibilità di garantire un ritorno economico più stabile al produttore: sono questi i fattori che, secondo Orioli, rappresentano un’opportunità per la filiera.

                      All’interno di questo scenario, Cilentus si inserisce come nuovo tassello del segmento romanesco, affiancandosi alle varietà Atenea e Artemisa. Nel panorama varietale restano inoltre punti di riferimento consolidati le tipologie violetto – con Capriccio, Opal e Opera – e verde, con Madrigal, Green Queen e Green Triumph.
                      L’obiettivo di BASF | Nunhems è quello di presidiare l’intera architettura varietale, sostenendo una gamma completa capace di rispondere alle esigenze del mercato fresco e, allo stesso tempo, alle richieste dell’industria, in un percorso che guarda all’innovazione come elemento centrale per il futuro del carciofo.

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