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                      Carciofo, BASF | Nunhems: “Il futuro del mercato passa attraverso gli ibridi”

                      Produttività e concentrazione della raccolta, qualità organolettica, densità interna e versatilità d’uso, resistenza al cambiamento climatico e alle fitopatologie: ecco i punti cardine su cui è incentrato il programma di miglioramento genetico del carciofo di Basf | Nunhems. L’azienda, tra i leader del breeding varietale, lavora sulla messa a punto di nuove varietà di carciofo che possano incontrare le esigenze e i gusti di tutti – produttori, trasformatori, commercianti e, non da ultimo, consumatore finale -, in un mercato in continua evoluzione. Ce ne parla Giovanni Orioli, account manager carciofo e colture industriali per BASF | Nunhems

                       di Carlotta Benini

                      carciofo BASF | Nunhems

                      Alcune varietà di carciofo nel campo catalogo allestito da BASF | Nunhems presso l’azienda Giuseppe Maffione

                      Quello del carciofo, oggi, è un mercato altamente segmentato: c’è il comparto del fresco, popolato dalle numerose varietà locali che sono l’emblema della biodiversità del nostro Paese e che in quattro casi si fregiano anche della indicazione di origine. E poi c’è il trasformato, un segmento in crescita per la praticità di consumo e la lunga durata, laddove i carciofi surgelati e in conserva oggi sono apprezzati da una fascia sempre più ampia di consumatori, attenti anche alla tematica dello spreco. In questo mercato dalle condizioni mutevoli, in cui cambiano i comportamenti di acquisto e in cui produrre è sempre più sfidante, l’innovazione varietale si conferma la chiave di volta per dare nuovo slancio alla categoria, anche in relazione a consumi in progressiva contrazione, come è stato sottolineato al Summit Carciofo 2024.  BASF | Nunhems – che ha organizzato l’evento tenutosi il 27 novembre a Lucera (Fg) – si distingue con un programma di miglioramento genetico che punta a rivoluzionare il mercato attraverso varietà innovative, in grado di soddisfare le esigenze di produttori, trasformatori e consumatori.

                      Ce ne parla Giovanni Orioli, account manager carciofo e colture industriali per BASF | Nunhems, che esordisce commentando soddisfatto i risultati del Summit Carciofo, che ha visto la partecipazione dei più importanti attori del comparto. “È stata un’occasione per promuovere la coltura e dare valore al carciofo ibrido, che può senza dubbio essere un elemento di sostegno alle tante difficoltà che sta vivendo il comparto – dice -. Siamo altresì estremamente soddisfatti del crescente interesse manifestato dai trasformatori, dai commercianti e dai produttori, su varietà la cui performance produttiva e qualitativa incontra le esigenze del mercato”.

                      La gamma varietale di BASF | Nunhems è stata mostrata ai partecipanti al Summit Carciofo 2024 in campo catalogo allestito presso l’Azienda agricola Giuseppe Maffione in agro di Carapelle, nel Foggiano.

                      Giovanni Orioli insieme a Daniela Pucillo, account manager pomodoro da industria Centro-Sud di BASF | Nunhems

                      Orioli, come si sviluppa il vostro programma di miglioramento genetico?
                      Creare una nuova varietà di carciofo non è una cosa semplice, è un processo lungo e complesso, che può richiedere fino a 15 anni. Nell’attività di breeding teniamo conto di alcune caratteristiche fondamentali: in primis – e questo vale per il carciofo, ma in generale per tutti gli ortaggi su cui lavoriamo – la qualità organolettica, che deve essere eccellente. Poi, a seconda delle destinazioni del prodotto e quindi del mercato a cui puntiamo, ci sono altri elementi chiave.

                      Vale a dire?
                      Chi trasforma ad esempio ci chiede sempre più spesso un carciofo caratterizzato da una densità interna molto importante, per avere in fase di trasformazione un prodotto qualitativamente migliore e più facile da lavorare meccanicamente. La varietà Madrigal eccelle in questo: il suo capolino, che deve essere lavorato con le macchine tornitrici, è più facile da pulire grazie all’alta densità. Un’altra caratteristica su cui puntiamo è l’uniformità dei capolini: carciofi che maturano in modo omogeneo permettono infatti di concentrare la raccolta, riducendo i costi legati alla manodopera, una risorsa sempre più scarsa. Non da ultimo, un altro focus importante riguarda l’adattabilità al cambiamento climatico.

                      State quindi lavorando su varietà più “resilienti”, come si suol dire?
                      La resistenza alle alte temperature e la capacità di mantenere comunque una densità del capolino, rappresenta senz’altro un punto di forza per le varietà ibride sviluppate. Inoltre i programmi di breeding si concentrano anche sulla resistenza alle molteplici patologie e avversità che si possono verificare a carico di questa coltura, dalle virosi alle malattie fungine.

                      Madrigal carciofo BASF | Nunhems

                      Madrigal, il carciofo di BASF | Nunhems leader per il trasformato

                      Quali sono le varietà ibride che meglio rispondono alle sfide del cambiamento climatico e del mercato in generale?
                      Gli ibridi di carciofo che sono già in commercio non hanno ancora tolleranze specifiche, la resistenza è un focus per il futuro, sul quale stiamo concentrando i nostri sforzi. Tornando alla varietà verde Madrigal, oggi è leader sul mercato sia per quanto riguarda il surgelato che le conserve. È un carciofo molto produttivo, che permette di ottenere una grandissima qualità del prodotto finito e che performa bene in campo, anche con i cambiamenti climatici in atto.

                      “Diamo forma al mercato di domani” era lo slogan del Summit Carciofo 2024: cosa vede nel mercato futuro?
                      Dietro lo slogan si nascondono tanti aspetti. Sicuramente un punto su cui dobbiamo lavorare, accompagnando i produttori e distributori verso il mercato del domani, è la comunicazione nei confronti dei consumatori, che purtroppo sanno ancora poco di questo straordinario ortaggio. Dobbiamo migliorare il modo di comunicare, in un mercato, quello del carciofo, che oggi è altamente segmentato. Il carciofo Spinoso di Sardegna Dop e le tre Igp Violetto del Brindisino, Carciofo di Paestum e Romanesco del Lazio, e poi ancora il Morello toscano, il Bianco del Salernitano etc.: sono tutti segmenti, nicchie di mercato sui cui certamente anche noi lavoriamo, anche se vorremmo trovare una tipologia che possa incontrare i gusti di tutti, considerando che il futuro del mercato passa necessariamente attraverso gli ibridi.

                      Scompariranno quindi le tipicità locali?
                      Sarà sempre più difficile continuare a produrre basandosi sulle varietà locali. Sia a causa dei cambiamenti climatici in atto, che per la necessità di chi produce prodotti di massa di avere grandi volumi. I nuovi ibridi vanno in questa direzione, sono molto produttivi e saranno sempre più resistenti. Il nostro obiettivo è quello di trovare un segmento che possa accontentare una fascia di consumatori più ampia possibile.

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