Francia, stop all’import di frutta trattata con pesticidi vietati nell’UE
La Francia sospende le importazioni di prodotti ortofrutticoli trattati con cinque pesticidi vietati nell’UE. La misura, definita “precauzionale” e a carattere temporaneo, è in attesa di una decisione della Commissione europea e si inserisce nel confronto aperto sull’accordo UE-Mercosur e sugli standard sanitari
Dalla Redazione
Avocado, mango e altri prodotti ortofrutticoli non potranno più essere importati in Francia se trattati con cinque pesticidi vietati nell’Unione Europea. Il governo francese ha infatti formalizzato nei giorni scorsi una misura definita “precauzionale”, adottata alla vigilia della firma dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur, che suscita forti timori nel mondo agricolo per l’aumento della concorrenza internazionale.
Il provvedimento è stato ufficializzato tramite decreto, che entrerà in vigore a breve e avrà una durata massima di un anno, in attesa di “misure appropriate da parte della Commissione europea”, come riporta Tv5 Monde Info, che cita a sua volta il testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. L’annuncio porta la firma del primo ministro Sébastien Lecornu e del ministro dell’Agricoltura Annie Genevard, ed è pensato per rispondere alle preoccupazioni degli agricoltori francesi rispetto all’accordo UE-Mercosur, i cui Paesi non applicano gli stessi standard sanitari e ambientali vigenti nell’Unione Europea.
Secondo quanto precisato dal Ministero dell’Agricoltura, “dato il profilo dei prodotti”, la misura riguarda “gran parte del Sud America”. Tuttavia, viene chiarito che “non si tratta di un decreto diretto contro il Sud America, bensì contro qualsiasi Paese del mondo che tratti la frutta e la verdura in questione con una di queste cinque sostanze”.
I pesticidi nel mirino
Il decreto prende di mira cinque principi attivi: quattro fungicidi e un erbicida. Si tratta del mancozeb, utilizzato su avocado, mango e peperoni; del tiofanato-metile, impiegato su mele cotogne, agrumi e avena; del carbendazim e del benomil, utilizzati su pomodori, soia e grano; e infine del glufosinato, un erbicida impiegato sulle patate.
Tutte queste sostanze sono attualmente vietate nell’Unione Europea. Mancozeb e tiofanato-metile, in particolare, sono stati ritirati dal mercato nel 2021 perché sospettati di essere pericolosi per la salute, in quanto potenzialmente cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione.
Per i prodotti importati, tuttavia, la normativa europea prevede regole differenti: l’UE stabilisce infatti dei “limiti massimi accettabili di residui”, che la Francia giudica “troppo elevati”, come spiegato dal Ministero dell’Agricoltura.
Il confronto con Bruxelles
Il divieto francese dovrà ora ottenere il via libera di Bruxelles, come si legge sempre su Tv5 Monde Info. I prossimi giorni Annie Genevard si recherà nella capitale europea per un incontro con i suoi omologhi sul dossier Mercosur e sulla Politica agricola comune (PAC). Da mesi il ministro invoca il “patriottismo alimentare” e sostiene la necessità di armonizzare le norme sui pesticidi, affermando che i prodotti importati dovrebbero rispettare gli stessi standard, in particolare ambientali, imposti all’interno dell’Unione Europea.
La misura sarà formalmente presentata a Bruxelles il 20 gennaio, hanno annunciato in una nota congiunta i Ministeri dell’Agricoltura e delle PMI. La Commissione europea potrà “non opporsi”, oppure “estenderla al resto dell’Unione europea”, o ancora “opporsi”, ha spiegato il Ministero dell’Agricoltura. Bruxelles ha comunque ricordato di aver già avviato una possibile revisione delle norme europee sui residui di pesticidi nei prodotti importati.
Nuovi obblighi sui residui, Carrefour: “Controlli già in atto”
Il decreto impone inoltre agli operatori del settore alimentare l’obbligo di effettuare controlli per garantire che i prodotti importati non contengano le sostanze vietate. Le misure previste includono la “raccolta” o “l’analisi” di informazioni “sull’origine degli alimenti acquistati”, così come analisi specifiche volte a dimostrare “l’assenza di residui quantificabili” delle sostanze proibite.
Intervenendo su BFMTV/RMC, il Ceo di Carrefour, Alexandre Bompard, ha dichiarato che il decreto “non avrà un grande impatto”, assicurando che il gruppo effettuava già controlli analoghi prima della sua pubblicazione. “Non ci sono tracce di residui” nel “99,9%” dei controlli effettuati, ha precisato, aggiungendo: “Sarà il 100% dopo il decreto”.
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