Orsero, ricavi 2025 verso 1,7 miliardi (+10,5%) e nuove acquisizioni in Europa
Acquisizioni in Francia e Spagna, nuove aperture a Siviglia e nel Nord della Penisola iberica e uno sguardo sempre più deciso agli Usa. Orsero archivia un 2025 di forte crescita e stima ricavi netti tra 1,65 e 1,69 miliardi di euro (+10,5%). Lo rivela il co-ceo e cfo Matteo Colombini sul Corriere L’Economia, in cui fa una riflessione sulla reale sostenibilità dell’esotico made in Italy
Dalla Redazione
Turbolenze geopolitiche, cambiamento climatico e nuove abitudini di consumo stanno ridisegnando le mappe globali dell’ortofrutta. In questo scenario complesso, Orsero rafforza il proprio posizionamento internazionale e archivia un 2025 di forte crescita, sostenuto da acquisizioni, investimenti logistici e da una strategia sempre più orientata alla scala globale. A raccontarlo è Matteo Colombini, co-ceo e cfo del gruppo, in un’intervista a Corriere L’Economia del 12 gennaio, che delinea le direttrici di sviluppo future tra Europa e Nord America.
Acquisizioni e nuove piattaforme in Europa
Negli ultimi anni Orsero ha accelerato sul fronte delle operazioni straordinarie, costruendo una presenza sempre più strutturata nei principali mercati europei. “Dal 2017 a oggi – conferma Colombini – abbiamo investito più di 320 milioni tra M&A e piattaforme di distribuzione”, un percorso che ha consentito al gruppo di posizionarsi tra i leader anche in Spagna e Francia, come riporta il Corriere.
Il piano di sviluppo prosegue ora con nuove aperture logistiche: “Dopo le acquisizioni in Francia, siamo pronti ad aprire magazzini a Siviglia e nel Nord della Spagna”, spiega il co-ceo, sottolineando come le piattaforme internazionali di vendita siano diventate un fattore chiave di competitività
Usa nel mirino: il prossimo dossier strategico
Lo sguardo del gruppo va però oltre il perimetro europeo. Il Nord America, e in particolare gli Stati Uniti, rappresentano il prossimo fronte di sviluppo, come avevamo già anticipato. “Per il futuro guardiamo soprattutto agli Usa, un mercato enorme dove presto avremo bisogno di un nostro distributore”, afferma Colombini, ricordando come gran parte delle produzioni sudamericane sia destinata proprio al mercato statunitense.
Non solo volumi, ma anche osservatorio privilegiato sui trend: “Certi cambiamenti di consumo nascono proprio sul mercato a stelle e strisce per poi approdare in Europa”, dall’avocado al mango, fino a prodotti più recenti come il frutto del drago, il kiwi giallo e i mirtilli di grosso calibro.
Ricavi in crescita e mix prodotti sempre più ampio
Sul piano economico, le prospettive restano solide. Orsero prevede per il 2025 ricavi netti compresi tra 1,65 e 1,69 miliardi di euro, in crescita del 10,5% rispetto al 2024. Una performance sostenuta anche dall’evoluzione del portafoglio prodotti. “Il nostro bilancio 2025 registra volumi e ricavi in crescita su diverse merceologie, fra cui banane, kiwi, agrumi e fresh-cut”, spiega Colombini, evidenziando come quest’ultimo segmento sia “in enorme crescita” e in Italia valga già per Orsero 30 milioni.
Esotico made in Italy: è davvero più sostenibile?
L’innovazione di prodotto e l’attenzione ai nuovi gusti dei consumatori restano leve centrali. “Nel prossimo futuro bisognerà essere sempre più reattivi su scala mondiale e attenti alle tendenze dei consumatori”, osserva Colombini sul Corriere L’Economia, citando la crescita dei kiwi gialli, l’arrivo dei kiwi rossi e il continuo successo dei frutti di bosco.
In questo contesto si inserisce anche una riflessione netta sul tema ambientale e sulle filiere globali, con una “frecciatina” al dibattito sull’esotico “made in Italy”, fenomeno in crescita esponenziale: “Portare grandi quantitativi di frutta mista su distanze intercontinentali inquina meno che trasportare su quattro ruote un carico dal Sud al Nord Italia”, spiega il co-ceo di Orsero, invitando a ragionare su impatto e sostenibilità “in termini di quantità e varietà” e non solo di chilometri percorsi.
Filiere responsabili e attenzione alle persone
Accanto alla sostenibilità ambientale, Orsero ribadisce l’importanza delle responsabilità sociali lungo tutta la catena di fornitura. “Da tempo selezioniamo con attenzione i nostri partner in produzione”, precisa Colombini, ricordando l’adozione di un Codice di Condotta Fornitori che affronta temi come diritti umani, condizioni di lavoro, salute, sicurezza, qualità e tracciabilità. “Si parla molto di climate change, tanto che a volte finisce in secondo piano il fatto che le filiere sono composte di persone” conclude il manager, sottolineando l’impegno del gruppo nel generare un impatto positivo non solo nei territori in cui opera direttamente, ma anche nelle comunità locali dei fornitori strategici.
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