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                      Accordo Ue-India, vantaggi per le mele: raddoppiano le quote, giù i dazi

                      L’accordo di libero scambio tra Unione europea e India apre nuove prospettive per l’export agroalimentare. Secondo il direttore di Assomela Giovanni Missanelli, la melicoltura italiana potrebbe beneficiare dell’aumento delle quote fino a 100 mila tonnellate in dieci anni e della riduzione dell’aliquota contingentata dal 55% al 20%, con prezzi minimi all’import invariati

                      di Carlotta Benini

                      La conclusione dei negoziati per l’accordo di libero scambio tra Unione europea e India segna un passaggio strategico nelle relazioni commerciali internazionali, in un momento segnato da tensioni geopolitiche e dalla ricerca di nuovi sbocchi per le esportazioni europee. L’intesa, la più ampia mai siglata dalle due parti, punta a rafforzare i legami economici tra Bruxelles e Nuova Delhi attraverso una riduzione significativa delle barriere tariffarie, confermando al tempo stesso il principio di reciprocità e il rispetto degli standard europei di sicurezza alimentare.

                      Secondo le stime della Commissione europea, l’accordo potrebbe generare un forte impulso all’export Ue nel medio periodo, aprendo nuove opportunità su un mercato da oltre 1,4 miliardi di consumatori, con benefici attesi anche per le filiere agricole e agroalimentari.

                      Assomela Giovanni Missanelli

                      Il direttore di Assomela Giovanni Missanelli

                      Ortofrutta, prime indicazioni positive

                      Sul fronte agroalimentare, l’intesa prevede una progressiva riduzione dei dazi su numerosi prodotti europei, pur mantenendo esclusi dalla liberalizzazione alcuni comparti considerati sensibili. In questo quadro, anche il settore ortofrutticolo guarda con interesse alle nuove condizioni di accesso al mercato indiano, in attesa di una valutazione puntuale del testo definitivo dell’accordo.

                      Le prime informazioni disponibili indicano un miglioramento delle prospettive per diverse produzioni europee, con pere, kiwi e mele che rappresentano i prodotti su cui il comparto ortofrutticolo concentra le maggiori aspettative in termini di export verso l’India, grazie a un taglio significativo dei dazi: dal 33% al 10% per quanto riguarda in particolare pere e kiwi, come riportato nella scheda informativa pubblicata dalla Commissione Ue.

                      E per le mele italiane, quali prospettive?

                      Tra i comparti direttamente interessati dall’accordo c’è anche la melicoltura. Come ci spiega Giovanni Missanelli, direttore di Assomela, le indicazioni preliminari emerse dal negoziato parlano di un ampliamento delle quote di mele europee destinate all’India: “dalle attuali 50 mila tonnellate si dovrebbe arrivare a 100 mila tonnellate nell’arco di dieci anni”, rivela.

                      Un altro elemento rilevante riguarda il profilo tariffario: l’aliquota contingentata sulle mele scenderebbe al 20%, rispetto al 55% attualmente applicato, “mentre resterebbero invariati i prezzi minimi all’importazione”, aggiunge il direttore di Assomela.

                      “In questa fase stiamo procedendo con cautela – sottolinea Missanelli -, perché il testo non è ancora disponibile, ma le informazioni raccolte anche a livello europeo indicano possibili aspetti positivi. Il nostro Paese, del resto, ha già un canale aperto verso l’India, mercato che storicamente ha sempre assorbito buone quantità di mele italiane”.

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