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                      Ue e India, accordo storico: taglio dei dazi e nuove chance per l’agroalimentare

                      Ue e India hanno concluso un accordo di libero scambio storico, che prevede la forte riduzione, e in alcuni casi l’eliminazione, delle tariffe doganali, creando nuove opportunità per l’agroalimentare europeo. Restano esclusi dalla liberalizzazione i prodotti agricoli più sensibili; pienamente confermati invece gli standard Ue di sicurezza alimentare e il principio di reciprocità con i prodotti indiani importati. Benefici anche per l’ortofrutta: per kiwi e pere il dazio scende dal 33% al 10%. Previste quote calibrate per alcune importazioni, tra cui l’uva da tavola

                      Dalla Redazione

                      accordo Ue India

                      Intesa storica fra Unione europea e India, che ieri – 27 gennaio – hanno concluso i negoziati per un’intesa commerciale ambiziosa e di forte rilievo economico. Si tratta del più grande accordo mai concluso da entrambe le parti e punta a rafforzare i legami economici e politici tra la seconda e la quarta economia mondiale, in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche e sfide economiche globali.

                      Come si legge nella nota ufficiale della Commissione europea, l’accordo dà vita a una zona di libero scambio che coinvolge complessivamente circa 2 miliardi di persone. Attualmente Ue e India commerciano beni e servizi per un valore superiore a 180 miliardi di euro all’anno, sostenendo quasi 800 mila posti di lavoro nell’Unione europea. L’intesa prevede l’eliminazione o la riduzione delle tariffe sul 96,6% delle esportazioni di beni dell’Ue verso l’India e, secondo le stime, potrebbe raddoppiare le esportazioni europee entro il 2032, con risparmi sui dazi pari a circa 4 miliardi di euro all’anno.

                      Von der Leyen: “Accordo storico”

                      La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’Ue e l’India “fanno la storia” approfondendo il partenariato tra le più grandi democrazie del mondo. Von der Leyen ha sottolineato che l’accordo invia un segnale al mondo sul valore della cooperazione basata su regole e rappresenta un punto di partenza per sviluppare ulteriormente le relazioni tra le due parti. Il commissario europeo per il Commercio e la sicurezza economica, Maroš Šefčovič, ha definito l’intesa come il più grande accordo di libero scambio mai realizzato, frutto di oltre un decennio di lavoro. Ha evidenziato il calo dei dazi e le nuove opportunità per le imprese, indicando come obiettivo prioritario l’attuazione rapida dell’accordo affinché le aziende possano beneficiarne concretamente.

                      Apertura senza precedenti per le imprese europee

                      L’accordo rappresenta l’apertura commerciale più ambiziosa mai concessa dall’India a un partner, garantendo alle imprese europee un accesso privilegiato a un mercato di 1,45 miliardi di persone e a una delle economie in più rapida crescita. Le tariffe sulle automobili scenderanno dal 110% al 10%, mentre quelle sui componenti auto saranno abolite entro cinque-dieci anni. Sono inoltre previste forti riduzioni o eliminazioni dei dazi su macchinari, prodotti chimici e farmaceutici.

                      Un capitolo specifico è dedicato alle Pmi, con punti di contatto per l’accesso alle informazioni, supporto operativo e benefici legati alla riduzione degli ostacoli normativi e a una maggiore trasparenza e prevedibilità.

                      Focus sull’agroalimentare e tutela dei settori sensibili

                      Sul fronte agroalimentare, l’accordo elimina o riduce tariffe indiane spesso superiori al 36%, aprendo nuove opportunità per le esportazioni europee. È prevista, tra l’altro, la riduzione dei dazi sui vini dal 150% fino a livelli che potranno scendere progressivamente al 20%, l’azzeramento in cinque anni delle tariffe sull’olio d’oliva e l’eliminazione di dazi fino al 50% su prodotti agricoli trasformati come pane e dolciumi.

                      Al tempo stesso, l’intesa bilancia l’apertura del mercato con la tutela dei settori agricoli più sensibili: come sottolineato dal commissario europeo per l’Agricoltura e l’alimentazione Christophe Hansen, restano esclusi dalla liberalizzazione comparti quali carne bovina e di pollo, zucchero, riso ed etanolo.

                      L’Unione europea mantiene inoltre le attuali tariffe doganali su altri prodotti sensibili, tra cui latte in polvere, miele, banane, grano tenero e aglio.

                      pere kiwi accordo Ue India

                      Con il nuovo accordo per kiwi e pere il dazio scende dal 33% al 10%

                      Import: quote calibrate per alcuni prodotti come l’uva da tavola

                      L’accordo prevede anche l’apertura di quote calibrate per alcune importazioni, tra cui carne ovina e caprina, mais dolce, uva, cetrioli, cipolle secche, rum a base di melassa e amidi.

                      L’accordo include anche un meccanismo di salvaguardia bilaterale, che fornisce una risposta mirata nell’improbabile eventualità di perturbazioni del mercato derivanti direttamente dall’accordo stesso.

                      Principio di reciprocità e sicurezza alimentare

                      L’accordo con l’India conferma il rispetto del principio di reciprocità negli standard di produzione e sicurezza alimentare, come si legge nella scheda informativa pubblicata dalla Commissione Ue. Tutti i prodotti importati nell’UE dovranno conformarsi alle rigorose norme europee, scientificamente fondate, a tutela della salute umana, animale e vegetale.

                      L’Unione europea manterrà piena autonomia nell’applicazione dei propri criteri di sicurezza e rafforzerà le attività di controllo, attraverso valutazioni d’impatto sugli standard produttivi – in particolare su pesticidi e benessere animale – e un aumento degli audit e dei controlli alle frontiere sui prodotti importati.

                      Vantaggi anche per l’ortofrutta

                      L’accordo di libero scambio tra UE e India garantisce un miglioramento dell’accesso al mercato agricolo senza precedenti rispetto ad altri accordi commerciali conclusi dall’India, come quelli con Regno Unito e Australia. Come si legge nella scheda informativa. Attualmente, i dazi doganali indiani sui prodotti agroalimentari si attestano in media intorno al 36% e possono arrivare fino al 150%; l’intesa prevede una riduzione sostanziale o l’eliminazione di tali barriere per numerosi prodotti agricoli essenziali dell’Unione europea.

                      Anche il comparto ortofrutticolo beneficia delle nuove condizioni di accesso al mercato indiano. In particolare, per kiwi e pere, attualmente soggetti a un dazio del 33%, l’accordo introduce una tariffa ridotta al 10% entro contingenti tariffari prestabiliti, migliorando le prospettive di esportazione per questi prodotti sul mercato indiano, come si vede nella tabella sottostante.

                      Tutela delle indicazioni geografiche

                      Parallelamente, le due parti stanno negoziando anche un accordo separato sulle indicazioni geografiche (IG), volto a sostenere i prodotti agricoli tradizionali europei e a contrastare la concorrenza sleale derivante dalle imitazioni sul mercato indiano.

                      Trasporto marittimo e sostenibilità

                      L’accordo garantisce alle imprese dell’UE un accesso privilegiato al mercato indiano dei servizi, inclusi settori chiave come i servizi finanziari e il trasporto marittimo, con impegni considerati i più ambiziosi mai assunti dall’India in questo ambito. È inoltre previsto un elevato livello di tutela dei diritti di proprietà intellettuale, in linea con i trattati internazionali esistenti, per facilitare commercio e investimenti reciproci.

                      Un capitolo dedicato al commercio e allo sviluppo sostenibile affronta temi ambientali e climatici, la tutela dei diritti dei lavoratori e l’emancipazione delle donne. UE e India firmeranno anche un memorandum d’intesa per istituire una piattaforma congiunta sulla cooperazione climatica, con un sostegno europeo previsto fino a 500 milioni di euro nei prossimi due anni, nel rispetto delle norme finanziarie dell’Unione.

                      Le prossime tappe dell’accordo

                      I testi negoziati saranno pubblicati a breve, sottoposti a revisione giuridica e tradotti in tutte le lingue ufficiali dell’UE. La Commissione europea presenterà quindi la proposta al Consiglio per la firma e la conclusione dell’accordo. Dopo la firma, l’ALS dovrà essere approvato dal Parlamento europeo e ratificato anche dall’India per poter entrare in vigore.

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