L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE PER PROFESSIONISTI E APPASSIONATI DI ORTOFRUTTA
                      L'INFORMAZIONE PROFESSIONALE PER IL TRADE ORTOFRUTTICOLO
                      L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE PER PROFESSIONISTI E APPASSIONATI DI ORTOFRUTTA

                      Diete vegetariane, maxi studio: meno rischio per cinque tumori

                      Secondo uno studio dell’Oxford Population Health, finanziato dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, i vegetariani avrebbero un rischio inferiore di incorrere in cinque tipi di tumori. La ricerca, la più ampia mai condotta sul tema, evidenzia però differenze tra le patologie e invita a interpretare i dati con cautela

                      Dalla Redazione

                      dieta vegetariana

                      Da tempo la ricerca scientifica indica nell’alimentazione uno dei fattori chiave nella prevenzione oncologica. È ormai consolidato, ad esempio, il legame tra consumo elevato di carni rosse e lavorate e aumento del rischio di alcuni tumori, così come più recentemente l’attenzione si è estesa anche ai cibi ultraprocessati: un recente studio finanziato dalla Fondazione Airc, ad esempio, associa un consumo elevato di ultra lavorati a un aumento della mortalità nelle persone con diagnosi oncologica. In questo quadro, sempre più articolato, resta però meno definito il ruolo delle diete senza carne. Proprio per approfondire questo aspetto, un nuovo studio internazionale – il più grande mai condotto sul tema – ha analizzato in modo sistematico il rapporto tra dieta vegetariana e rischio di sviluppare specifiche forme di cancro.

                      Lo studio più ampio mai realizzato

                      La ricerca, finanziata dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, importante ente del Regno Unito, e pubblicata sul British Journal of Cancer, è stata condotta dagli scienziati dell’Unità di Epidemiologia Oncologica dell’Oxford Population Health. L’analisi si basa sui dati di oltre 1,8 milioni di persone in tre continenti, raccolti attraverso il Cancer Risk in Vegetarians Consortium, con un follow-up medio di 16 anni.

                      L’obiettivo era confrontare il rischio di 17 diversi tipi di tumore tra cinque gruppi alimentari distinti: consumatori di carne, consumatori di pollame, pescetariani, vegetariani e vegani.

                      Il rischio nei vegetariani: cinque tumori in meno

                      Dall’analisi emerge che, rispetto a chi consuma carne, i vegetariani presentano un rischio inferiore di sviluppare cinque specifiche tipologie di tumore. In particolare, lo studio evidenzia una riduzione del rischio per il tumore al pancreas, al seno, alla prostata, ai reni e per il mieloma multiplo. Le percentuali riportate indicano un rischio inferiore del 21% per il tumore al pancreas, del 9% per quello al seno e del 12% per la prostata. Più marcata la riduzione per il tumore ai reni, pari al 28%, e per il mieloma multiplo, che scende del 31%, come si legge nell’articolo del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro.

                      Secondo Aurora Perez Cornago, ricercatrice principale dello studio, questo risultato può essere legato alle caratteristiche della dieta: i vegetariani consumano generalmente più frutta, verdura e fibre e non assumono carne lavorata, fattori che possono contribuire a ridurre il rischio di alcuni tumori, come riporta Euronews.

                      Le differenze tra i tumori

                      Il quadro che emerge non è però uniforme. Se per alcune forme di tumore il rischio risulta inferiore, per altre non si osservano differenze significative rispetto ai consumatori di carne. È il caso, ad esempio, dei tumori del colon-retto, dello stomaco, del fegato, del polmone nei non fumatori, dell’endometrio, dell’ovaio e della vescica, per i quali lo studio non ha evidenziato variazioni statisticamente rilevanti.

                      Accanto ai dati positivi, emerge inoltre un elemento di criticità: nei vegetariani il rischio di carcinoma a cellule squamose dell’esofago risulta quasi doppio rispetto a chi consuma carne.

                      Gli altri modelli alimentari

                      Lo studio fornisce indicazioni anche sugli altri regimi alimentari analizzati. Nei pescetariani si osserva un rischio inferiore di tumore al seno, ai reni e all’intestino, mentre tra coloro che consumano pollame – ma non carne rossa o lavorata – si registra un rischio più basso di tumore alla prostata, come riporta Euronews.

                      Per quanto riguarda i vegani, è stato rilevato un rischio più elevato di tumore del colon-retto rispetto ai consumatori di carne. Tuttavia, gli stessi ricercatori invitano alla cautela nell’interpretazione di questo dato, poiché basato su un numero limitato di casi, soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

                      Limiti e qualità della dieta

                      Un aspetto centrale sottolineato dagli autori riguarda la qualità della dieta. Non tutte le diete vegetariane o vegane sono equivalenti: l’apporto di nutrienti può variare significativamente e influenzare i risultati osservati.

                      Le diete senza carne, se opportunamente pianificate, sono considerate nutrizionalmente adeguate, ma tendono a essere più povere di alcuni nutrienti come proteine, grassi saturi e vitamina B12, e più ricche di fibre e vitamina C, sottolinea Euronews. Allo stesso tempo, il numero relativamente ridotto di casi per alcune tipologie di tumore tra vegetariani e vegani limita la certezza di alcune evidenze.

                      Frutta e verdura fondamentali per fare prevenzione a tavola

                      Nel complesso, i risultati suggeriscono che le diete senza carne siano associate a un minor rischio di alcuni tipi di cancro, ma non di tutti, evidenziando il ruolo dei diversi modelli alimentari e le differenze tra le varie forme tumorali.

                      Come indicato dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro, per ridurre il rischio oncologico si raccomanda di basare l’alimentazione su cereali integrali, legumi, frutta e verdura, evitando le carni lavorate e limitando il consumo di carne rossa.

                      Copyright: Fruitbook Magazine