Alimentarietà del packaging in cartone ondulato: al via i seminari tecnici di Bestack
Bestack lancia i “Morning Food Safety Pack”, seminari tecnici rivolti ai responsabili della produzione e della Gdo e dedicati al tema della sicurezza del packaging a contatto con l’ortofrutta, per approfondire criteri di alimentarietà, controlli analitici e documentazione obbligatoria, con l’obiettivo di rafforzare la cultura di filiera e prevenire non conformità
Dalla Redazione
La sicurezza alimentare è oggi un tema centrale per tutta la filiera ortofrutticola. Se produzione e logistica rappresentano snodi fondamentali per garantire qualità e integrità dei prodotti, anche il packaging gioca un ruolo altrettanto determinante: deve infatti proteggere il prodotto, senza alterarne le caratteristiche. È qui che entra in gioco il concetto di “alimentarietà”, una proprietà regolata da norme precise ma non visivamente riscontrabile, che richiede controlli analitici, documentazione a supporto, e per questo, una specifica consapevolezza lungo tutta la filiera.
È da queste premesse che nasce l’iniziativa dei Morning Food Safety Pack, i nuovi seminari tecnici promossi da Bestack, raccontati nel dettaglio dal direttore Claudio Dall’Agata sul blog del consorzio.
Cos’è l’alimentarietà e perché non è visibile
Come sottolinea Dall’Agata, “la sicurezza alimentare è una priorità insindacabile” e riguarda tutti gli attori della filiera, compreso il mondo degli imballaggi. Il punto chiave è che l’alimentarietà non è una caratteristica percepibile a occhio nudo. “È una proprietà precisa – spiega Dall’Agata -, definita da apposite norme, ma non altrettanto visibile e riscontrabile in modo immediato”.
Si tratta infatti di un ambito regolato dal complesso sistema dei MOCA (materiali e oggetti a contatto con alimenti), soggetto a continui aggiornamenti legati a innovazioni tecnologiche, nuovi materiali e sensibilità emergenti. In questo contesto si inserisce anche il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio (PPWR), che dal 12 agosto 2026 introdurrà limiti stringenti su sostanze come fluoro, PFAS e metalli pesanti.
Cartone ondulato a contatto con l’ortofrutta: cosa dice la normativa
Per il cartone ondulato destinato all’ortofrutta, la normativa italiana definisce parametri precisi. L’articolo 27 del DM 21 marzo 1973 stabilisce requisiti stringenti su composizione, purezza delle materie prime e processi produttivi. Nel caso degli alimenti secchi – categoria in cui rientra l’ortofrutta – gli imballaggi devono rispettare soglie definite: almeno il 60% in peso di materie fibrose, fino al 25% di sostanze di carica e massimo il 15% di ausiliarie, mentre i PCB (policlorobifenili) non devono superare totali i 2 ppm e il piombo i 3 mg/dm2.
“Tali parametri rappresentano soglie oggettive di sicurezza, il cui rispetto deve essere supportato da controlli analitici e certificato da conseguenti evidenze documentali – sottolinea il direttore di Bestack -. Auto dichiarazioni di composizione e certificazioni delle carte non sono sufficienti”. L’unico elemento valido resta la dichiarazione di alimentarietà del lotto rilasciata da un laboratorio accreditato.
PFAS e PPWR: nuovi vincoli tra sicurezza e progettazione
Accanto al quadro normativo esistente, si inserisce una svolta europea destinata a incidere direttamente sul packaging ortofrutta. A partire da agosto 2026 entrerà infatti ufficialmente in vigore il Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), che introduce un doppio livello di attenzione: sicurezza chimica e sostenibilità. Come evidenziato in un altro contributo del blog di Bestack, firmato da Meri Desideri, “non basta più essere conformi oggi. Serve pensare anche a cosa accadrà dopo l’uso”.
Uno dei temi più sensibili è quello dei PFAS, come anticipato sopra: si tratta di sostanze utilizzate ad esempio per conferire proprietà anti-grasso e anti-umidità alle confezioni, ma sotto osservazione per i possibili impatti ambientali e sanitari. Il nuovo regolamento introduce limiti precisi: fluoro organico totale entro 50 ppm, singoli PFAS entro 25 ppb e somma complessiva entro 250 ppb. In condizioni particolari, questi limiti si riducono ulteriormente e includono anche le forme polimeriche. A questi parametri si aggiunge il limite di 100 ppm per i metalli pesanti. “Per chi produce imballaggi di cartone per ortofrutta, questi numeri non sono solo valori tecnici. Sono vincoli progettuali”, sottolinea Desideri.
A complicare il quadro è anche l’assenza di metodi armonizzati a livello europeo per l’analisi dei PFAS nei materiali a contatto con alimenti. Oggi la verifica si basa su un approccio tecnico integrato: da un lato lo screening del fluoro organico totale, dall’altro analisi mirate tramite cromatografia e spettrometria di massa.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la possibile presenza indiretta di PFAS lungo la filiera: fibre riciclate, acque di processo o ausiliari di cartiera. Anche nel packaging ortofrutticolo, dove il rischio è più contenuto, serve quindi un controllo esteso all’intero processo produttivo.
Controlli e responsabilità lungo la filiera
Proprio perché l’alimentarietà non è visibile, il tema dei controlli diventa centrale. Non si tratta solo di conformità normativa, ma di responsabilità condivisa. Il direttore di Bestack lo evidenzia chiaramente: “Su ciò che non è visibile i rischi di speculazioni aumentano e così si può incorrere in non conformità”.
Per questo è fondamentale investire in cultura, informazione e formazione, affinché le scelte di acquisto siano consapevoli e basate su criteri oggettivi. “Il dovere di corretta informazione… è di responsabilità prima di tutto di chi produce”. Un impegno che Bestack porta avanti per tutelare le aziende del settore e prevenire non conformità evitabili.
Morning Food Safety Pack: formazione tecnica per le aziende e la Gdo
Da queste premesse nascono i Morning Food Safety Pack, in partenza nel 2026. Si tratta di seminari tecnici gratuiti, della durata di mezza giornata, organizzati presso laboratori accreditati per le analisi di alimentarietà del cartone ondulato.
Bestack ospiterà i responsabili acquisti e qualità delle principali organizzazioni ortofrutticole e della Gdo già dalla sera precedente, creando momenti di confronto diretto tra operatori.
L’obiettivo è fornire strumenti concreti per riconoscere un imballaggio idoneo al contatto alimentare e verificare la documentazione necessaria. Come evidenzia Dall’Agata, saranno “giornate tecniche di comunità, in cui migliorare le conoscenze di settore, nell’interesse collettivo”. Perché, come conclude, “gli scandali non fanno bene a nessuno, è utile marcare la parte di mercato che fa di tutto per prevenirli”.
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