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                      Ddl agroalimentare, ok anche dalla Camera: più tutele contro frodi e agropirateria

                      Dopo il via libera del Senato, il Ddl tutela agroalimentare passa anche alla Camera. Rafforzati reati, sanzioni e controlli lungo la filiera, con focus su agropirateria, Dop/Igp e trasparenza. Giro di vite anche sull’uso del termine “latte” per le bevande vegetali

                      Dalla Redazione

                      Dopo il via libera del Senato lo scorso novembre, il Ddl “Tutela Agroalimentare” compie un ulteriore passo decisivo nel suo iter parlamentare ottenendo l’approvazione anche alla Camera. Il provvedimento, atteso da oltre un decennio e ispirato alla cosiddetta Legge Caselli, rafforza il quadro normativo a tutela della filiera agroalimentare italiana, introducendo nuovi strumenti contro frodi e pratiche sleali e consolidando la protezione delle eccellenze del Made in Italy.

                      Con il passaggio alla Camera, il disegno di legge definisce un sistema più organico di norme e sanzioni, con l’obiettivo di rafforzare trasparenza, tracciabilità e concorrenza leale lungo tutta la filiera. Il provvedimento si inserisce in un contesto in cui la tutela delle produzioni di qualità, in particolare quelle a indicazione geografica, rappresenta un asset strategico per il sistema agroalimentare nazionale, come riporta Il Sole 24 Ore.

                      Nuovi reati e focus sull’agropirateria

                      Il cuore della riforma resta l’introduzione di due nuovi reati nel Codice penale, pensati per contrastare in modo più efficace le pratiche fraudolente. Da un lato la frode alimentare, che riguarda la commercializzazione di prodotti non genuini o con origine diversa da quella dichiarata; dall’altro il commercio di alimenti con segni mendaci, che colpisce l’uso di indicazioni idonee a trarre in inganno il consumatore.

                      Accanto a queste fattispecie viene rafforzata l’aggravante di agropirateria, che assume un ruolo centrale nel nuovo impianto normativo e interviene nei casi di attività illecite organizzate e continuative, con pene aumentate in presenza di volumi rilevanti o falso biologico.

                      Sanzioni più efficaci e proporzionate

                      Uno degli elementi centrali del provvedimento riguarda il rafforzamento del sistema sanzionatorio, a partire dall’introduzione di nuove fattispecie penali. Il reato di frode alimentare colpisce chi commercializza alimenti o bevande che, pur essendone consapevole, non risultano genuini o provengono da luoghi diversi rispetto a quelli dichiarati, con pene che vanno da 2 mesi a un anno di reclusione. A questo si affianca il reato di commercio di alimenti con segni mendaci, che riguarda l’utilizzo di indicazioni o segni idonei a trarre in inganno il consumatore su qualità o quantità dei prodotti, punito con la reclusione da 3 a 18 mesi.

                      Il quadro si completa con l’aggravante di agropirateria, che interviene nei casi in cui le attività illecite siano organizzate e continuative. In particolare, l’aggravante tiene conto sia della rilevanza dei volumi commercializzati sia delle situazioni di falso biologico, quando prodotti vengono venduti come bio senza esserlo. In questi casi, le pene previste sono aumentate fino a un terzo, rafforzando l’effetto deterrente dell’intero impianto normativo, come sottolinea Il Sole 24 Ore.

                      Controlli coordinati e maggiore trasparenza

                      Il disegno di legge interviene anche sull’organizzazione dei controlli, con l’istituzione della Cabina di regia per i controlli amministrativi, chiamata a coordinare le attività ispettive ed evitare sovrapposizioni. L’obiettivo è rendere il sistema più efficiente, migliorando al tempo stesso il tracciamento dei prodotti e la qualità delle informazioni a disposizione dei consumatori.

                      In questo quadro si inserisce anche la misura della confisca obbligatoria dei beni legati ai reati alimentari, con la possibilità di destinare i prodotti ancora commestibili a finalità sociali.

                      Le dichiarazioni di Lollobrigida

                      Nel corso del dibattito alla Camera, il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato – come riportato dal Il Sole 24 Ore – il valore del provvedimento: “Non ci saranno voti contrari su un risultato storico raggiunto oggi in Parlamento, in occasione della Giornata del Made in Italy (15 aprile, ndr). Tutti possiamo essere orgogliosi: sappiamo che non c’era una difesa organica del sistema”.

                      Il ministro ha evidenziato anche il lavoro svolto sul fronte dei controlli e dell’equilibrio normativo: “Questo provvedimento va a tutela dei disciplinari e l’Italia è avanguardia di questo modello. […] Abbiamo istituzionalizzato la cabina di regia per rendere i controlli meno impattanti sul singolo imprenditore ma più efficaci sulle situazioni di rischio”. E ha aggiunto: “Con queste misure possiamo promuovere e garantire la capacità delle nostre aziende di arrivare sui mercati che vanno potenziati e protetti”, rimarcando il ruolo della norma nel rafforzare la competitività del sistema agroalimentare italiano.

                      Bevande vegetali: giro di vite sull’utilizzo del termine “latte”

                      Il testo interviene anche su alcuni ambiti specifici con misure puntuali che rafforzano la trasparenza e la correttezza delle informazioni lungo la filiera. Tra queste, viene disciplinato in modo più stringente l’utilizzo del termine “latte”, vietandone l’impiego per prodotti vegetali in assenza di una denominazione corretta che ne chiarisca la natura. L’obiettivo è evitare pratiche fuorvianti per il consumatore, come nel caso di bevande vegetali presentate come sostitutivi del latte senza adeguata distinzione. Le sanzioni previste vanno da 4.000 a 32.000 euro, oppure fino al 3% del fatturato dell’azienda coinvolta, con un tetto massimo di 100.000 euro.

                      Accanto a questo intervento, il provvedimento rafforza la tracciabilità nella filiera bufalina, introducendo strumenti digitali per monitorare i flussi produttivi, e riordina il sistema sanzionatorio nel settore della pesca, con l’obiettivo di rendere le norme più proporzionate ed efficaci.

                      Un insieme di misure che contribuisce a definire un quadro più strutturato per la tutela della qualità e del valore dell’agroalimentare italiano.

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