Via libera al Ddl Agroalimentare: due nuovi reati a tutela del settore
Il ministro dell'Agricoltura e della Sovranitaí Alimentare, Francesco Lollobrigida, durante un question time al Senato, Roma 24 luglio 2025. ANSA/FABIO FRUSTACI
Il Senato approva senza voti contrari il Ddl “Tutela Agroalimentare”, erede della Legge Caselli e pensato per rafforzare trasparenza e legalità nella filiera. Il provvedimento introduce i reati di frode alimentare e commercio con segni mendaci, rafforza le tutele per Dop e Igp, rimodula le sanzioni e interviene su latte vegetale, filiera bufalina e pesca
Dalla Redazione

Il ministro Lollobrigida, durante un question time al Senato (foto dal sito del Masaf – ANSA/FABIO FRUSTACI)
Il Senato ha approvato in prima lettura, senza voti contrari, il disegno di legge “Tutela Agroalimentare”: 80 sì e 44 astensioni per un provvedimento atteso da oltre un decennio e che affonda le sue radici nella cosiddetta Legge Caselli, la riforma sui reati agroalimentari elaborata dall’ex procuratore Gian Carlo Caselli e sostenuta dall’Osservatorio Agromafie. Un impianto normativo che Coldiretti definisce “un passo storico”, pensato per difendere una filiera che oggi vale 707 miliardi di euro e che trova nella Dop Economy uno dei suoi motori più dinamici. Il Governo, con il Masaf e il Ministero della Giustizia, dà così sostanza a un percorso di tutela che rafforza trasparenza, legalità e concorrenza leale lungo tutta la catena del valore.
Più tracciabilità e strumenti di tutela per i cittadini
Il disegno di legge, fortemente voluto dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida in collaborazione con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, punta a offrire agli acquirenti informazioni più chiare e controlli più efficaci.
Secondo il ministro, come si legge in una nota del Masaf, il provvedimento consente di “tutelare ancora di più il nostro sistema agroalimentare e i cittadini”, creando un quadro più rigoroso per proteggere qualità e sicurezza dei prodotti.
Due nuovi reati nel Codice penale
La vera novità del disegno di legge è l’introduzione di due nuovi reati penali specifici per contrastare le pratiche fraudolente nella filiera: il primo è quello di frode alimentare, che punisce chi commercializza alimenti o bevande non genuini o provenienti da luoghi diversi da quelli dichiarati. La pena prevista va da 2 mesi a 1 anno. Il secondo rato è quello del commercio di alimenti con segni mendaci, rivolto a chi utilizza indicazioni o segni idonei a trarre in inganno su qualità o quantità. Prevista la reclusione da 3 a 18 mesi.
Sono inoltre previste tre aggravanti: agropirateria, in caso di attività illecita organizzata e continuativa; quantità rilevanti; falso biologico. In questi casi le pene aumentano fino a un terzo.
Tutele rafforzate per Dop e Igp
Il provvedimento interviene anche sulla protezione delle Indicazioni Geografiche, comparto strategico dell’agroalimentare italiano. La contraffazione di Dop e Igp sarà punita con reclusione da 1 a 4 anni (rispetto al tetto precedente di 2) e multe da 10.000 a 50.000 euro. Una scelta motivata dalla crescita del sistema delle certificazioni: secondo il Rapporto Ismea-Qualivita, nel 2024 la Dop Economy ha raggiunto 20,7 miliardi di euro, di cui 12,3 miliardi sui mercati esteri.
Confisca dei beni, sanzioni graduate e Cabina di regia
Il Ddl prevede la confisca obbligatoria dei beni e dei prodotti legati ai reati alimentari, comprese le attrezzature utilizzate per commetterli. I prodotti ancora commestibili saranno destinati a enti territoriali, realtà caritative, persone bisognose o animali abbandonati, ampliando le possibilità di redistribuzione previste dalla normativa vigente.
Un’altra importante novità riguarda le sanzioni amministrative. Il provvedimento prevede una gradazione delle sanzioni in base alla gravità della violazione, con l’introduzione di misure più dissuasive legando gli importi al fatturato delle imprese coinvolte. In passato si verificava, ad esempio, che un piccolo imprenditore poteva vedersi applicare la stessa sanzione prevista per una multinazionale.
Nasce inoltre la Cabina di regia per i controlli amministrativi, presieduta dal Masaf, con il compito di coordinare l’attività ispettiva ed evitare duplicazioni, rendendo più efficiente il sistema nazionale di vigilanza.
Misure settoriali: latte vegetale, filiera bufalina e pesca
Il provvedimento interviene su alcuni comparti strategici con norme mirate. Viene innanzitutto vietato l’uso improprio del termine “latte” per prodotti vegetali non accompagnati dalla denominazione corretta, con sanzioni tra 4.000 e 32.000 euro o fino al 3% del fatturato (tetto massimo 100.000 euro). Per la filiera bufalina viene introdotta una piattaforma digitale nazionale per tracciare i movimenti del latte e un piano straordinario di controlli su mungitura, trasporto, trasformazione e commercializzazione. Sono previste sanzioni da 6.000 a 48.000 euro o fino al 3% del fatturato, con un tetto di 150.000 euro. Infine, il provvedimento riordina in modo organico le sanzioni nel settore pesca, collegando l’importo al quantitativo pescato e all’impatto ambientale delle violazioni, con l’obiettivo di creare un impianto più proporzionato ed efficace.
Coldiretti: “passo storico”
Coldiretti accoglie il testo come un passaggio decisivo per contrastare frodi e pratiche sleali, soprattutto alla luce del peso economico e simbolico del Made in Italy. L’organizzazione sottolinea l’importanza dell’introduzione del reato di agropirateria e del rafforzamento delle sanzioni a tutela delle indicazioni geografiche, auspicando ora un rapido passaggio alla Camera per l’approvazione definitiva.
Copyright: Fruitbook Magazine



